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Leone XIV: annunciare il Vangelo ovunque perché sia lievito di fraternità e di pace

Commentando la liturgia odierna sull'inizio della missione pubblica di Gesù, il Papa all'Angelus invita i cristiani a vincere la tentazione di chiudersi. Sottolinea che "il Messia viene da Israele, ma supera i confini della propria terra per annunciare il Dio che si fa vicino a tutti, che non esclude nessuno, che non è venuto solo per chi è puro ma, anzi, si mescola nelle situazioni e nelle relazioni umane"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

“Il Vangelo ci chiede il rischio della fiducia”

Guardare alle scelte di Gesù per comprendere che il cristiano non può chiudersi in recinti esclusivi e 'protetti' ma è chiamato a superare i confini, proprio come fece il Messia. Così il Papa nella catechesi dell'Angelus di oggi, 25 gennaio, davanti a circa 20mila persone in cui prende le mosse dal considerare dove e quando ebbe inizio la missione pubblica del Figlio di Dio.

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Dio è all'opera in ogni tempo

Gesù decide di avviare la predicazione alla notizia dell'arresto di Giovanni Battista. Decide di non restare statico ma di muoversi proprio in una condizione che suggerirebbe prudenza. Porta la "buona notizia" del Regno di Dio vicino, quando i tempi sono oscuri, quando le resistenze interiori sarebbero più che legittime. L'esortazione del Pontefice è quella di fare nostro lo stile di Gesù, di avere coraggio, di non declinare a momenti più favorevoli il desiderio di annunciare Cristo.

Il rischio, però, è quello di rimanere bloccati nell’indecisione o prigionieri di una eccessiva prudenza, mentre il Vangelo ci chiede il rischio della fiducia: Dio è all’opera in ogni tempo e ogni momento è buono per il Signore, anche se non ci sentiamo pronti o la situazione non sembra la migliore.

Dio non esclude nessuno

La missione pubblica di Gesù avviene a Cafarnao, in Galilea, in "un territorio multiculturale attraversato da persone con provenienze e appartenenze religiose diverse", precisa il Papa. Se ne deduce un invito a uscire dalla propria comfort zone, "nella gioia di sapere - conclude Leone - che ogni tempo e ogni luogo della nostra vita sono visitati da Lui e attraversati dal suo amore":

Il Vangelo ci dice che il Messia viene da Israele, ma supera i confini della propria terra per annunciare il Dio che si fa vicino a tutti, che non esclude nessuno, che non è venuto solo per chi è puro ma, anzi, si mescola nelle situazioni e nelle relazioni umane. Anche noi cristiani, dunque, dobbiamo vincere la tentazione di chiuderci: il Vangelo infatti va annunciato e vissuto in ogni circostanza e in ogni ambiente, perché sia lievito di fraternità e di pace tra le persone, tra le culture, le religioni e i popoli.

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25 gennaio 2026, 12:15

L’Angelus è una preghiera recitata in ricordo del Mistero perenne dell’Incarnazione tre volte al giorno: alle 6 della mattina, a mezzogiorno e alla sera verso le 18, momento nel quale viene suonata la campana dell’Angelus. Il nome Angelus deriva dal primo versetto della preghiera – Angelus Domini nuntiavit Mariae – che consiste nella lettura breve di tre semplici testi che vertono sull’Incarnazione di Gesù Cristo e la recita di tre Ave Maria. Questa preghiera è recitata dal Papa a Piazza San Pietro a mezzogiorno la domenica e nelle Solennità. Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice tiene anche un breve discorso prendendo spunto dalle Letture del giorno. Seguono i saluti ai pellegrini.
Dalla Pasqua fino a Pentecoste, al posto dell’Angelus viene recitato il Regina Coeli, che è una preghiera in ricordo della Risurrezione di Gesù Cristo, al termine della quale viene recitato il Gloria per tre volte.

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