La Svizzera commemora le 40 vittime dell'incendio a Crans-Montana
Mario Galgano - Città del Vaticano
Questo venerdì, 9 gennaio, la vita pubblica in Svizzera è stata segnata dal lutto. Con un minuto di silenzio in tutto il Paese, il suono delle campane e numerose cerimonie commemorative, la popolazione e ospiti di alto rango provenienti dalla Nazione elvetica e dall'estero hanno reso omaggio alle 40 vittime e ai numerosi feriti dell'incendio divampato nel locale "Le Constellation" di Crans-Montana, durante la notte di Capodanno.
L'omaggio dei capi di Stato
La commemorazione nazionale si è tenuta nel cantone del Vallese, a Martigny. All'evento hanno partecipato anche capi di Stato per dare un segno di solidarietà insieme alla popolazione svizzera. Il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e altri ospiti erano presenti a Martigny.
Le campane suonano a lutto
Alle ore 14 tutto il Paese è rimasto in silenzio. Secondo un comunicato della Confederazione (governo svizzero), l'intera Svizzera è stata invitata a fermarsi per condividere il dolore che univa il Paese a tutte le famiglie e alle cerchie di amici direttamente colpite. Questo minuto di silenzio nazionale è servito a commemorare le vittime e ad esprimere la più profonda solidarietà ai sopravvissuti. Contemporaneamente, hanno suonato le campane delle tre chiese nazionali e di diverse altre comunità religiose che hanno partecipato con proprie iniziative di solidarietà.
Segni visibili di cordoglio
Il segno visibile del lutto si è esteso a tutto il Paese: gli edifici governativi, il Palazzo federale a Berna e numerosi eventi pubblici hanno esposto le bandiere a mezz'asta. Nelle piazze pubbliche le persone si sono riunite per commemorare i defunti in momenti di silenzio collettivo. Soprattutto le chiese cristiane hanno offerto preghiere e assistenza spirituale in molti luoghi, ma hanno partecipato anche comunità religiose come un tempio indù a Berna.
A San Gallo, subito dopo il rintocco delle campane alle 14:00, le chiese nazionali hanno invitato alla preghiera silenziosa sulla piazza Klosterplatz. La diocesi ha chiesto di suonare solo la campana più grave, per rendere giustizia alla solennità della giornata di lutto nazionale. Parallelamente, l'assistenza spirituale ecumenica della città ha aperto la Schutzengelkapelle (Cappella degli Angeli Custodi), dove i sacerdoti erano a disposizione per colloqui e per accendere insieme candele. Anche a Zurigo la gente si è riunita nel Münsterhof, dove i rappresentanti della Chiesa cattolica e riformata, insieme a un rabbino e a un imam, hanno tenuto una commemorazione pubblica. Le vittime sono state commemorate nella successiva funzione religiosa al Fraumünster e saranno poi anche ricordate in una funzione serale nella chiesa Liebfrauen alle 18.15.
Parole di conforto e preghiere
A Basilea, la chiesa aperta Elisabethen è stata il centro della commemorazione. Durante una cerimonia serale tra le 19:00 e le 21:00, il vescovo Felix Gmür e la consigliera di Stato Tanja Soland hanno accompagnato le persone in lutto. Scene simili si sono svolte in comunità più piccole, come a Samedan o a Stans, dove il consigliere di Stato Joe Christen ha parlato alla comunità nella chiesa parrocchiale. A Berna, la Heiliggeistkirche ha offerto fino alle 18.30 uno spazio per parole di conforto e preghiere, mentre nel tempio indù della città si è svolta una cerimonia speciale dopo il suono delle campane del tempio.
Altre cerimonie commemorative si sono tenute a Sion e Sierre. Nonostante sia già trascorsa una settimana dopo la catastrofe della notte di Capodanno, la partecipazione è rimasta immutata. Sul luogo dell'incidente a Crans-Montana, mari di fiori e candele hanno ricordato la tragedia. Papa Leone XIV, lo scorso 2 gennaio, aveva espresso le sue condoglianze in un telegramma, dichiarando di condividere il dolore delle famiglie e di tutta la Svizzera.
Domenica scorsa si è tenuta una grande messa commemorativa nella Chapelle Saint-Christophe de Crans, presieduta dal vescovo Jean-Marie Lovey e alla presenza della Conferenza episcopale svizzera.
Nel frattempo, la Procura di Roma ha avviato un'indagine per incendio doloso e omicidio colposo nel caso Crans-Montana.
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