Il dolore del Papa per le vittime dell’incendio a Crans-Montana
Vatican News
Appresa la notizia del tragico incendio avvenuto la notte dell’1 gennaio, a Crans-Montana, in Svizzera, che ha provocato più di 40 morti e numerosi feriti, Leone XIV ha voluto unirsi “al dolore delle famiglie” coinvolte “e dell’intera Confederazione Elvetica” inviando un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin”, al vescovo della diocesi di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey.
Il Pontefice prega per le vittime e i familiari
Il Pontefice esprime la sua “partecipazione e sollecitudine” ai parenti delle vittime e prega Dio affinché accolga quanti hanno perso la vita “nella Sua dimora di pace e luce” e “sostenga il coraggio di quanti soffrono nel cuore o nel corpo”. L’auspicio del Papa è che “la Madre di Dio, nella sua tenerezza”, possa portare “il conforto della fede a tutte le persone colpite da questa tragedia conservandole “nella speranza”.
Cinque giorni di lutto in Svizzera
In Svizzera, intanto, le autorità hanno proclamato cinque giorni di lutto, mentre tra le circa cento persone ricoverate in ospedale molte restano ancora non identificate. Nella zona attorno al bar “Le Costellation”, popolare ritrovo per giovanissimi, dove si è verificato l’incendio, crescono, col passare delle ore, fiori e omaggi, e al Centro congressi di Crans-Montana prosegue il viavai di familiari e amici delle persone che si trovavano nel locale la notte di San Silvestro per avere notizie dalle forze di polizia sulla sorte dei loro cari e sostegno dagli psicologi. La diocesi di Sion, in un comunicato, manifesta la sua vicinanza a coloro che sono rimasti feriti nella terribile catastrofe e alle famiglie dei defunti e "il suo sostegno e la sua gratitudine a tutti coloro che si sono impegnati in vario modo nell'assistenza alle vittime, sia sul campo che nei vari ospedali mobilitati: personale medico, forze dell'ordine e autorità civili e giudiziarie".
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