All'udienza generale con Leone XIV trenta giovani libanesi "artigiani di pace"
Fabrizio Peloni - Città del Vaticano
"Quando il Santo Padre è venuto in Libano ci ha chiesto di essere operatori di pace, di essere, grazie alla nostra ricca storia di fede, promotori di dialogo, riconciliazione ed esempio di armonia per e fra tutte le comunità. E questa mattina, in questa basilica, ha rinnovato a tutti noi presenti 'l’invito a sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace'". Con queste parole don Michel Marie Barakat, vice parroco di Notre Dame de Sin-El-Fil, a Beirut, ha raccontato le ragioni della presenza all’udienza generale in basilica Vaticana e della nascita del gruppo giovanile “Peacemaker” all’interno della comunità parrocchiale, fondazione avvenuta proprio dopo la visita di Leone XIV nel Paese dei Cedri, svoltasi dal 30 novembre al 2 dicembre scorsi. E stamane, 19 agosto, è stato continuo lo sventolio delle bandiere nazionali da parte dei circa 30 giovani libanesi.
Il ringraziamento alle organizzazioni che aiutano il Libano
"Questi ragazzi hanno voluto dare una risposta alla richiesta del Papa, e oggi si sentono 'artigiani di pace'. Hanno preso consapevolezza della forza del perdono, che quasi sempre provoca una reazione, spesso di stupore, e, allo stesso modo, è spesso la via per intraprendere una relazione", aggiunge il sacerdote che poi rivolge un pensiero "alla Caritas e ad altre organizzazioni cattoliche che nel sud del Libano, oltre alla cosiddetta 'linea gialla', grazie anche all’intervento del nunzio apostolico, l’arcivescovo Paolo Borgia, fanno arrivare costantemente aiuti alimentari nei piccoli centri cristiani ormai isolati come ad esempio Debel, Ain Ebel e Rmech".
Dal Papa giovani Passionisti e suore della Divina Provvidenza
Ottanta giovani religiosi Passionisti hanno salutato il Pontefice al termine dell’udienza. Sono i partecipanti all’incontro internazionale iniziato il 10 agosto presso la Casa generalizia, a Roma, sul tema “Carisma che unisce, missione che invia”. "L’obiettivo è offrire un’esperienza di comunione, pellegrinaggio e riflessione sulle origini della Congregazione, in particolare sulla figura e i luoghi legati a San Paolo della Croce, il nostro fondatore", ha detto il padre generale Giuseppe Adobatti che nel pomeriggio presiede la messa conclusiva nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.
Accanto ai Passionisti circa 25 suore Figlie della Divina Provvidenza, riunitesi a Roma per il 28º Capitolo generale. Il Papa, nei saluti, le ha incoraggiate a seguire l’esempio della fondatrice, la venerabile Madre Elena Bettini. La loro attività è da quasi due secoli incentrata sull’aiuto ai bambini in condizioni di fragilità.
Gruppi dall'Africa e dal sud Italia
Numerosi in basilica anche i gruppi venuti dall’Africa, in particolare dalla Costa d’Avorio. Il Vescovo di Roma ha salutato anche alcune donne giunte da Lagos in Nigeria, in pellegrinaggio sulla tomba di Pietro.
Il Papa ha poi benedetto la statua, risalente al 1770 e da poco restaurata, della Madonna delle Grazie, patrona della parrocchia San Nicola di Mira a Macchia Valfortore, in provincia di Campobasso, in Molise. A guidare la delegazione — presenti circa 100 dei 420 abitanti complessivi del piccolo centro — il vice sindaco e il parroco, don Stefano Fracassi, che ha sottolineato "la forte devozione dei nostri agricoltori che affidano alla Vergine Maria il raccolto del grano".
Don Giovanni Noto, giovane parroco a Giumarra, nel catanese, ha infine donato al Pontefice una riproduzione, in scala ridotta, della statua della Madonna del Rosario, patrona della “sua” comunità.
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