Caritas Canarie: qui la Chiesa è presente dove lo Stato non arriva
Kielce Gussie – Inviata a Las Palmas de Gran Canaria
Una realtà che difficilmente viene "vista e compresa", quella delle Isole Canarie, "piccole e lontane dall'Europa continentale". Ma il dramma di una delle rotte migratorie più mortali al mondo è reale, ed è proprio qui che la Chiesa, chiamata ad arrivare alle periferie del mondo, si fa presente "dove lo Stato è assente". Ad affermarlo è la segretaria generale della Cáritas Diocesana de Canarias, Caya Suárez Ortega, che ai media vaticani racconta come il compito dell'organizzazione sia “stare accanto ai più vulnerabili”, offrendo sostegno ai migranti che si ritrovano improvvisamente in un nuovo Paese, con lingue e tradizioni diverse dalle loro. Da oggi, 11 giugno, la presenza della comunità ecclesiale alle Canarie avrà ancora maggiore impulso grazie alla visita di Papa Leone XIV, che trascorrerà un giorno a Las Palmas de Gran Canaria e un altro a Tenerife, ultime tappe del suo viaggio apostolico in Spagna.
I vulnerabili troppo spesso esclusi dal sistema
Nell’ultimo anno, il Ministero dell’Interno spagnolo ha registrato un forte calo degli arrivi di migranti nei primi tre mesi del 2026 rispetto al 2025. Questo risultato è stato attribuito a diversi accordi siglati negli ultimi anni tra la Spagna e alcuni Paesi dell’Africa occidentale per limitare il numero di migranti che raggiungono le Canarie. Tuttavia, ciò ha semplicemente modificato le rotte migratorie, portando molti ad approdare invece nelle Isole Baleari e nell’enclave di Ceuta. Questo cambiamento non ha eliminato la necessità di sostegno e assistenza per coloro che hanno già affrontato il pericoloso viaggio verso le isole. Ed è qui che interviene la Caritas. Presentando il proprio Rapporto Istituzionale 2025, l'organizzazione ha sottolineato l’urgenza di migliorare la situazione nelle Canarie, evidenziando come gli indicatori economici nazionali (PIL, inflazione, occupazione e redditi) non stiano raggiungendo le persone più bisognose. Al contrario, ha avvertito che i più vulnerabili “sono esclusi da un sistema che non risponde alle loro esigenze”.
Pratiche abusive che diventano normalità
Provenienti principalmente dall’America Latina e dall’Africa, molti migranti vivono in condizioni di forte disagio. Suárez evidenzia che il 25,5% della popolazione di Las Palmas vive in una situazione di “esclusione sociale e povertà”, che colpisce soprattutto la popolazione migrante. Una volta arrivati nelle Canarie, migliaia di persone si trovano senza una casa e senza i permessi necessari per lavorare: due elementi fondamentali per costruire una nuova vita. La Caritas aiuta i migranti a trovare un alloggio e a ottenere i documenti necessari per lavorare. Durante la presentazione del rapporto 2025, Suárez ha denunciato le “pratiche abitative abusive” che stanno “diventando una normalità e portando molte famiglie migranti all’esclusione abitativa”.
Il contributo di Caritas
Presso la Caritas, i migranti ricevono assistenza legale, sociale ed educativa per favorire la loro integrazione nella società locale e migliorare le loro condizioni di vita. “Copriamo i bisogni essenziali, come il cibo, ma anche gli affitti delle abitazioni, affinché non si trovino in una situazione di senza fissa dimora”, ha spiegato Suárez. Per i molti giovani che arrivano senza una rete di sostegno, il rischio di finire per strada è elevato. Per evitarlo, la Caritas li accompagna attraverso il progetto "Corridoi dell’Accoglienza", che offre loro una vera e propria “opportunità di vita”. Solo nel 2025, oltre 22.000 persone hanno ricevuto assistenza dall'organizzazione. Circa il 56% erano migranti e metà di essi si trovava in una situazione amministrativa irregolare. Secondo il rapporto, l’organizzazione ha aiutato il 2% di persone in più rispetto all’anno precedente.
Una delle rotte migratorie più mortali del mondo
L’appello a proteggere la dignità umana e a sostenere chi è nel bisogno va ben oltre la visita di Papa Leone. Tuttavia, questo primo viaggio papale in Spagna dopo 15 anni rappresenta un forte richiamo alla responsabilità collettiva di prendersi cura dei migranti. Suárez sottolinea che sia Leone XIV sia Francesco hanno attirato l’attenzione su luoghi come le Isole Canarie. I messaggi dei Pontefici sulla migrazione e sul rispetto della vita umana incoraggiano il mondo a rivolgere lo sguardo verso coloro che cercano una vita migliore.
Per i migranti, con i migranti
La visita di Papa Leone sarà particolarmente significativa per coloro che sono sopravvissuti alla traversata e hanno iniziato a costruirsi una nuova vita sulle isole. Per questo motivo, spiega Suárez, l’organizzazione dell’incontro del Papa nel porto di Arguineguín, a Las Palmas de Gran Canaria, ha dovuto coinvolgere direttamente i protagonisti di queste storie. La Caritas ha collaborato con i migranti stessi per preparare la visita del Pontefice. “Questo era chiaro fin dall’inizio”, ha sottolineato. Di conseguenza, la preparazione dell’evento si è svolta attraverso un dialogo costante con i migranti e con coloro che li accompagnano nel loro percorso. “Da lì, in ciascuno degli spazi e dei momenti dell’evento, saranno proprio i protagonisti a dare vita all’iniziativa”, ha dichiarato Suárez. L’incontro nel porto di Las Palmas de Gran Canaria sarà quindi un evento per i migranti e realizzato dai migranti, che avranno l’opportunità di condividere le proprie storie con il vescovo di Roma e con il mondo intero.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
