Il Papa ad Acerra: una comunità unita nel bene vince la cultura della prepotenza

Leone XIV torna in Campania a poche settimane dalla sua visita a Napoli e Pompei. Incontrando nella Cattedrale di Santa Maria Assunta il clero e le famiglie vittime dell’inquinamento ambientale esorta a scardinare la cultura del privilegio che ha fatto male a questa terra. “Lasciate morire il risentimento, praticate la giustizia che chiedete – afferma – testimoniate la vita, educate alla cura”

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente.

Non sono solo parole quelle che Papa Leone offre nella Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acerra. Il successore di Pietro è venuto per consolare chi in famiglia combatte con il dolore di una malattia, chi con l’assenza di un genitore venuto a mancare troppo presto, chi piange un figlio, un fiore reciso nel momento di sbocciare. È vicinanza, prossimità, ma anche promessa per una visita che Papa Francesco non ha potuto realizzare e sprone perché si scriva una pagina nuova in quella che un tempo era la Campania felix.

LEGGI QUI IL DISCORSO DEL PAPA NELL'INCONTRO CON I VESCOVI, IL CLERO, I RELIGIOSI E LE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL'INQUINAMENTO AMBIENTALE

L'arrivo del Papa

Il Pontefice arriva intorno alle 8.45 a bordo di un elicottero partito alle 7.58 dall’eliporto vaticano e atterrato nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra. Ad accoglierlo il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, accompagnato da due bambini che offrono a Papa Leone un mazzo di fiori. Presenti anche le istituzioni: il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, quello di Acerra Tito D’Errico e il prefetto di Napoli Michele Di Bari. Un primo bagno di folla con i bambini che indossano cappellini e maglie gialle e che lo salutano con calore. Una scena che si ripete all’esterno della Cattedrale di Santa Maria Assunta dove tre mamme con i loro neonati lo attendono. 

Un grido da raccogliere

E in una Cattedrale avvolta nel silenzio e dopo il quadro della dura realtà tracciato dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, il Papa richiama la forza della Laudato si’, l’enciclica che è stata un grande dono per la missione della Chiesa soprattutto ad Acerra.

Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!

Conversione per chi ha compiuto il male, ma c’è nelle parole del Papa la riconoscenza per “chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa – sottolinea - che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza”.

Papa Leone nella Cattedrale di Santa Maria Assunta
Papa Leone nella Cattedrale di Santa Maria Assunta   (@Vatican Media)

La scelta della responsabilità

La speranza di ridestare la vita, di ricomporre le ossa in corpo – come nella visione di Ezechiele – di cambiare il cuore di pietra in carne e di rinascere con uno spirito nuovo. Partire dallo stesso “sconcerto” del profeta per comporre un inno alla vita, nel segno della giustizia e della responsabilità

Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie. Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia.

“Signore Dio, tu lo sai!”

Attenzione però a non rimandare in un tempo “indefinito e lontano”, bisogna cogliere – evidenzia il Papa – le domande nuove che il Signore pone, rilanciare come Chiesa la Parola di vita perché è Dio che ci prende per mano, che cambia il lutto in gioia, che fa fiorire il deserto.

Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito. Però, se tu ci interroghi, «Potranno queste ossa rivivere?», noi crediamo e diciamo: «Signore Dio, tu lo sai!».

Rispondere con “ostinata resistenza”

“Tutto questo è molto concreto: è una promessa – afferma il Papa - che già diventa realtà”. È “la promessa permanente” richiamata dalla Laudato si’ di Francesco che “sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico”

Siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita.

“Questo – continua il Pontefice - ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes”. Ci sono domande nuove a cui il Signore ci chiede di rispondere “su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature”.

Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà.

Il clero e le famiglie delle vittime di inquinamento ambientale in ascolto del Papa
Il clero e le famiglie delle vittime di inquinamento ambientale in ascolto del Papa   (@Vatican Media)

Un fuoco che consola e genera nuova vita

Certo è, dice Papa Leone, che “il miracolo non avviene in una volta sola”, come Ezechiele, “occorre fidarsi ancora, ascoltare ancora, credere ancora”. Le scelte compiute, il cammino ecclesiale percorso, il dolore affrontato con le ripartenze grandi e piccole “non sono ancora tutto”. “Se ci si ferma, si torna indietro”. “Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un ‘esercito’ di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità”.

Alla vigilia della Pentecoste, il Vescovo di Roma invoca un fuoco “che ravviva e riscalda” non un fuoco che distrugge; un fuoco “che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”.

In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura.

Scardinare la cultura della prepotenza

Papa Leone indica la strada alla Chiesa locale, “membra vive di questo popolo” invitando a manifestare ogni giorno “l’autorità del servizio, che si abbassa e avvicina, che fa il primo passo e perdona”.

Va infatti scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo.

La spiritualità delle persone

Le parole del Papa si fanno preghiera allo Spirito perché soffi e “ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale”. Leone ricorda che c’è una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. “Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”.

Ci doni Gesù Risorto di abitare insieme così, capaci di accogliere e di mettere in pratica la Parola di Dio, pellegrini quaggiù e cittadini nella sua eternità.

Il video dell'incontro nella Cattedrale di Acerra

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23 maggio 2026, 09:52