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Da Campania felix a Terra dei Fuochi, il dolore di Acerra che aspetta Papa Leone

Reportage dalla città campana dove il Pontefice si reca in visita pastorale domani, 23 maggio. Michele Pannella e Alessandro Cannavacciuolo, dell'associazione "Volontari antiroghi Acerra", illustrano i danni ambientali inferti da criminalità e negligenze

Antonella Palermo - Inviata ad Acerra

Amianto, elettrodomestici, vernici, addirittura colonnine di prelevamento bancomat frutto di rapine. Ogni genere di rifiuto è abbandonato ai bordi delle strade a pochi passi dal centro di Acerra, in discariche a cielo aperto diventate terra di nessuno. Ma ciò che è ancora più allarmante è il rifiuto nascosto, che ha fatto breccia negli strati sottostanti del suolo, inquinandolo in profondità. Accanto a campi di verze giacciono sostanze tossiche sversate per decenni in territori che dal punto di vista agricolo sarebbero il fiore all'occhiello di questa parte d'Italia, la famosa Campania felix, e che invece vengono trasformati in incubatori di morte.

Michele Pannella e Alessandro Cannavacciuolo, dell'associazione "Volontari antiroghi Acerra", si danno da fare per tenere accesi i riflettori su questo dramma che risale al periodo della fine anni ‘90 e gli inizi del 2000, quando aziende locali impegnate nel campo del trattamento dei rifiuti e della produzione di calcestruzzo, dietro la copertura dell'attività di realizzazione di 'compost di qualità' per i terreni, ovvero fertilizzanti, andavano a inserire all’interno un miscuglio di sostanze nocive sia liquide che solide. Lo distribuivano nei campi, con agricoltori in gran parte ignari. "Noi siamo riusciti a far sequestrare 222 milioni di euro in seguito a condanne per disastro ambientale aggravato", sottolineano. Il danno sanitario è gigantesco e sta incidendo sulla feritilità delle persone che vivono qui. 

"Non ci abbandonate, tornate", dicono mentre fanno da guida per girare queste immagini. La loro voce si unisce al coro di chi l'Enciclica Laudato si' vuole prenderla sul serio. Si stringono attorno alla visita pastorale del Papa, domani 23 maggio, e chiedono di tornare a respirare. 

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22 maggio 2026, 14:53