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Papa Leone XIV parla in piazza Calipari ad Acerra Papa Leone XIV parla in piazza Calipari ad Acerra

Il Papa: conversione per la salute del creato, serve economia con senso del limite

Ad Acerra, nella seconda tappa della sua visita, Leone XIV indica ai sindaci e ai fedeli della “Terra dei fuochi” la strada del “vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa” per “edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta”. Parla di un’economia “meno individualistica, un sistema meno consumistico” e di una cultura ecologica che, come propone la Laudato si’, contrasti lo “sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi"

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Nella “Terra dei fuochi”, dove la bellezza della natura è stata avvelenata dalla criminalità dello smaltimento illegale dei rifiuti e dall’indifferenza, Papa Leone XIV indica la strada del “vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa” per “edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta”. Nella grande piazza Calipari ad Acerra, dove Papa Francesco avrebbe voluto celebrare, nel maggio del 2020, il quinto anniversario dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della Casa comune, il suo successore evoca la conversione ad un’economia “meno individualistica, un sistema meno consumistico”, con persone e imprese “che coltivino il senso del limite, non quello della violazione irresponsabile”.

LEGGI QUI IL DISCORSO INTEGRALE DI LEONE XIV AI SINDACI E FEDELI DEI COMUNI DELLA "TERRA DEI FUOCHI"

L'accoglienza dei fedeli in piazza Calipari ad Acerra per Papa Leone XIV
L'accoglienza dei fedeli in piazza Calipari ad Acerra per Papa Leone XIV   (@VATICAN MEDIA)

Acerra, l'accoglienza di piazza Calipari 

Il Pontefice agostiniano lo fa nel secondo appuntamento pubblico della nuova visita pastorale in Campania, “regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza”, dopo quella dell’8 maggio a Pompei e Napoli: l’incontro con i sindaci e i fedeli dei Comuni della “Terra dei fuochi”. Espressione che, ricorda, “non fa giustizia al bene che c’è e che resiste”, ma che ha facilitato “una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”. La piazza, riempita da 15 mila persone, lo accoglie con l'entusiasmo di una piccola Tor Vergata 2000, al ritmo di Jesus Christ you are my life e Emmanuel, ma anche con il Laudato si' del musical Forza venite gente.

Incoraggiare la responsabilità per la vita minacciata

Alla vigilia della presentazione della sua prima Enciclica Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana al tempo dell’Intelligenza artificiale, Leone XIV spiega di essere tornato in Campania per “confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità” che chi è onesto avverte “quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte”. Un sussulto che viene da Dio creatore. E nell’undicesimo anniversario della Laudato si’ ringrazia quanti, nella Chiesa locale, hanno accolto il messaggio dell’Enciclica.

Papa Leone XIV in piazza Calipari ad Acerra
Papa Leone XIV in piazza Calipari ad Acerra   (@Vatican Media)

Il bene comune viene prima degli affari di pochi

Ai cittadini di Acerra e dei comuni circostanti, il Papa sottolinea che “la giustizia esiste e si affermerà”, ma va rifiutata la “convenienza” della rassegnazione e dei compromessi. Perché “il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità.

Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano.

Laudato si': no allo sviluppo tecnologico che mira ai profitti di pochi

Così Papa Leone XIV propone ad una terra che “ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti” un nuovo patto, fondato sullo “sguardo contemplativo” al quale la Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani. Una cultura ecologica che, ha scritto Papa Francesco, risponda al degrado ambientale e all’inquinamento con uno sguardo diverso, “un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico”

“Quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”

Il discorso di Papa Leone XIV in piazza Calipari ad Acerra
Il discorso di Papa Leone XIV in piazza Calipari ad Acerra   (@Vatican Media)

Cambiamento di mentalità economica, civile e religiosa

Motore del cambiamento, per Leone XIV, è l’impegno educativo, per la missione prioritaria di “lasciare al mondo figli e figlie migliori”, che forse è meno ambizioso di “lasciare un mondo migliore ai nostri figli”. Educazione dei giovani, ma anche degli adulti, perché “tutti abbiamo da imparare ancora”. Per i cristiani, è “fare strada” con Gesù.

Carissimi, sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta. Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private occorre consolidare e allargare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale. Esso non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori.

Economia meno individualistica, un sistema meno consumistico

Il Papa, quindi, ringrazia per il loro impegno coraggioso quei “pionieri”, e pensa soprattutto agli ambientalisti, che “hanno per primi denunciato i mali di questa terra e hanno portato l’attenzione sulla realtà oscurata e negata del suo avvelenamento”. Anche grazie a loro “ora tutti sappiamo che occorre vigilare sulla salute del creato come si vigila sulla porta di casa, respingere tentazioni di potere e di arricchimento legate alle pratiche che inquinano la terra, l’acqua, l’aria e la convivenza”.

“Realizzeremo, passo dopo passo, ma rapidamente, un’economia meno individualistica, un sistema meno consumistico. Quanti rifiuti, quanto spreco, quanti veleni sono venuti da un modello di crescita che ci ha come stregato, lasciandoci più malati e più poveri”

Fedeli entusiasti in piazza Calipari ad Acerra
Fedeli entusiasti in piazza Calipari ad Acerra   (@Vatican Media)

Persone e imprese che coltivino il senso del limite

L’invito del Pontefice è ad imparare “a essere ricchi diversamente: più attenti alle relazioni, più tesi a valorizzare il bene comune, più affezionati al territorio, più grati nell’accogliere e integrare chi viene a vivere con noi”.

È a partire da questa conversione che si possono ⁠costruire buone pratiche di comunità: mediante persone e imprese che coltivino il senso del limite, non quello della violazione irresponsabile; che abbiano il gusto del recupero, non la logica dell’invasione; fame e sete di giustizia invece che di possesso.

Una comunità più inclusiva, che combatta l'emarginazione

E’ importante, per Papa Leone, “desiderare una comunità più inclusiva, più unita, meno affetta da marginalità e polarizzazioni”. Che combatta quell’emarginazione che “produce sempre insicurezza”, come quei fuochi di questa terra accesi ai margini delle città, “talvolta da minoranze respinte ed emarginate di fratelli e sorelle di cui pochi hanno conoscenza e stima”. La via, sottolinea, è contrastare l’emarginazione, non gli emarginati, “rompere l’intera catena, non colpire solo l’ultimo anello”. E che, nel giubileo di San Francesco, il Poverello di Assisi ci ricorda “che la pace è fondata sulla cura verso l’altro, sulla fraternità”.

“Siamo stati posti in una casa comune per imparare a vivere insieme. I problemi di questa casa sono i nostri problemi; la sua bellezza è la nostra bellezza. Abbiamo il compito di vigilare come sentinelle nella notte. Possiamo essere tra quelli che osserveranno la nuova alba”





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23 maggio 2026, 11:15