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Il Papa: il Vaticano II un invito ad essere coraggiosi testimoni di giustizia e di pace

Nella prima udienza generale dell’anno, il Pontefice comincia il nuovo ciclo di catechesi “Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti” perché gli insegnamenti che ne sono derivati possano essere messi in pratica. “Ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità”, dice, “dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale”

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Inizia un nuovo ciclo di catechesi Leone XIV all’udienza generale, la prima del 2026. Il tema è “Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti”. Ai circa 7mila fedeli radunati nell’Aula Paolo VI spiega che l’obiettivo è “riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale” e trovare “vie e modi” per attuarne le intuizioni, perciò “sarà importante conoscerlo nuovamente da vicino”.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA CATECHESI DI PAPA LEONE XIV

Il Papa tra i fedeli
Il Papa tra i fedeli   (@Vatican Media)

La Chiesa mistero di comunione

Per il Pontefice, dunque, occorre rileggere i suoi Documenti e riflettere “sul loro contenuto”, Magistero che tutt’ora è “la stella polare del cammino della Chiesa”, perché, come ha spiegato Benedetto XVI, particolarmente pertinente “in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata”.

Il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo; ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio.

L'Aula Paolo VI gremita di fedeli
L'Aula Paolo VI gremita di fedeli   (@VATICAN MEDIA)

Realizzare la riforma ecclesiale

È stato, inoltre un aiuto per aprirsi al mondo il Concilio Vaticano II, per “cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità”. Il Papa sottolinea che l’assise ha mostrato “una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l’umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna”. Proprio “grazie al Concilio Vaticano II, la Chiesa si è fatta “parola”, “messaggio” e “colloquio”, ha spiegato Paolo VI, nella Lettera enciclica Ecclesiam suam, “impegnandosi a cercare la verità attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso” e di quello “con le persone di buona volontà”. E questo è ciò che deve contraddistinguere la “vita spirituale dei cristiani” e “l’azione pastorale”.

Dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace.

Alcuni malati presenti all'udienza generale
Alcuni malati presenti all'udienza generale   (@VATICAN MEDIA)

Andare incontro all’umanità

Servirà, forse, ancora del tempo perché emergano i frutti del Concilio Vaticano II e per questo ci sarà bisogno non tanto di “organismi o metodi o strutture, quanto santità più profonda ed estesa”, afferma il Pontefice facendo sua una riflessione di Albino Luciani, al tempo in cui era Vescovo di Vittorio Veneto, ma spronando poi all’azione.

Quanto disse San Paolo VI ai Padri conciliari al termine dei lavori, rimane anche per noi, oggi, un criterio di orientamento; egli affermò che era giunta l’ora della partenza, di lasciare l’assemblea conciliare per andare incontro all’umanità e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un tempo di grazia in cui si condensavano passato, presente e futuro.

Il Papa mentre saluta i fedeli
Il Papa mentre saluta i fedeli   (@Vatican Media)

Portare il regno di Dio, di amore, giustizia e pace

Papa Montini, nel Messaggio ai Padri conciliari dell’8 dicembre 1965, guardava la Chiesa “con la sua tradizione, la sua storia, i suoi Concili, i suoi Dottori, i suoi Santi”, si volgeva al mondo “con le sue miserie, i suoi dolori, i suoi peccati, ma anche con le sue prodigiose conquiste, i suoi valori, le sue virtù” e considerava l’“appello imperioso dei popoli ad una maggiore giustizia, nella loro volontà di pace”, ricorda, infine, Leone XIV che con queste stesse premesse invita ad accostarsi ai Documenti del Concilio Vaticano II. Per riscoprirne “la profezia e l’attualità”, interrogarsi sul presente e “correre incontro” all’umanità e “portare il Vangelo del regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace”. 

Il Papa mostra un peluche che gli è stato donato
Il Papa mostra un peluche che gli è stato donato   (@Vatican Media)

Al termine dell'udienza generale, il Papa ha benedetto i malati presenti e si è soffermato con diversi pellegrini. Nell'atrio, poi, si è intrattenuto con quanti non hanno trovato posto nella platea e infine, fuori dall'Aula ha salutato altri fedeli che hanno ascoltato la catechesi attraverso il megaschermo collocato nel cortile del Petriano. "La pace sia con voi. Tanti auguri, grazie per essere qui - ha detto il Pontefice -. Dio benedice tutti coloro che lo cercano con il cuore aperto. La benedizione di Dio vi accompagni sempre".

Il Papa mentre saluta i fedeli radunati nel cortile del Petriano
Il Papa mentre saluta i fedeli radunati nel cortile del Petriano   (@Vatican Media)

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07 gennaio 2026, 10:53

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