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Papa Leone XIV ha pregato il primo Angelus dell'anno dalla finestra del Palazzo Apostolico. Papa Leone XIV ha pregato il primo Angelus dell'anno dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Leone XIV: inauguriamo un’epoca di pace e amicizia tra tutti i popoli

All’Angelus, il primo del 2026, il Papa esorta ad assumere lo stesso stile di Dio, richiamato dal Giubileo: convertire il cuore, perdonare i torti e trasformare il dolore in consolazione. Nella Giornata mondiale dedicata alla pace nel mondo, rinnova l'appello perché ci sia pace "anzitutto tra le Nazioni insanguinate da conflitti e miseria, ma anche nelle nostre case, nelle famiglie ferite dalla violenza e dal dolore". Elogia le iniziative organizzate per la pace, ricambia gli auguri a Mattarella

Daniele Piccini – Città del Vaticano

“In questa Giornata preghiamo tutti insieme per la pace: anzitutto tra le Nazioni insanguinate da conflitti e miseria, ma anche nelle nostre case, nelle famiglie ferite dalla violenza e dal dolore”

Per la recita del primo Angelus del 2026 in piazza San Pietro sono radunate circa 40mila persone. Ricorre la 59.ma Giornata mondiale della Pace, decine i cartelli e gli striscioni con i nomi dei Paesi che soffrono guerre più o meno "dimenticate". Leone XIV invita a chiedere a Dio il dono della fine delle guerre e delle sofferenze delle famiglie di tutto il mondo. E ricorda la genesi di questa Giornata, nel 1968, per volontà del Papa San Paolo VI, precisando:

Nel mio Messaggio ho voluto riprendere l’augurio che il Signore mi ha suggerito chiamandomi a questo servizio: «La pace sia con tutti voi!». Una pace disarmata e disarmante, che proviene da Dio, dono del suo amore incondizionato, affidato alla nostra responsabilità.

Disarmare i cuori, astenersi da ogni violenza

Il Pontefice esprime il suo "apprezzamento per le innumerevoli iniziative promosse in questa occasione in tutto il mondo". In particolare, cita la Marcia nazionale che si è svolta ieri sera a Catania. Il saluto va pure ai partecipanti a quella organizzata oggi dalla Comunità di Sant’Egidio. Ancora una volta, ribadisce:

Carissimi, con la grazia di Cristo, incominciamo da oggi a costruire un anno di pace, disarmando i nostri cuori e astenendoci da ogni violenza.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'ANGELUS DEL PAPA

Il perdono, lo stile di Dio

L’esortazione del Pontefice è il riflesso di quella del Signore che, nel “ritmo dei mesi che si ripete, ci invita a rinnovare il nostro tempo, inaugurando finalmente un’epoca di pace e amicizia tra tutti i popoli”. Questo “desiderio di bene”, spiega il Papa nella catechesi, attraversa la storia umana e senza di esso “non avrebbe senso girare le pagine del calendario e riempire le nostre agende”.

Il Giubileo, che sta per concludersi, ci ha insegnato come coltivare la speranza di un mondo nuovo: convertendo il cuore a Dio, così da trasformare i torti in perdono, il dolore in consolazione, i propositi di virtù in opere buone. È con questo stile, infatti, che Dio stesso abita la storia e la salva dall’oblio, donando al mondo il Redentore: Gesù.

Quel Gesù, osserva ancora il Pontefice, che “illumina le coscienze di buona volontà, affinché possiamo costruire il futuro come casa ospitale per ogni uomo e ogni donna che viene alla luce”.

Gli ingiusti cambino vita e trovino pace

Il cuore di Gesù, che “Maria fu la prima a sentir battere”, “batte per ogni uomo e ogni donna. Per chi è pronto ad accoglierlo, come i pastori, e per chi non lo vuole, come Erode”. Il “suo cuore palpita per i giusti, affinché perseverino nella loro dedizione, e per gli ingiusti, affinché cambino vita e trovino pace”. Il Papa esorta a contemplare in Maria “l’evento” del Salvatore che “viene nel mondo nascendo da donna”: un miracolo che si riflette nella nascita di ogni uomo, rivelando “l’immagine divina impressa nel nostro corpo”. 

Gli auguri a Mattarella e il ricordo di San Francesco

Il Papa ricambia "con viva riconoscenza" al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella gli auguri per il nuovo anno. Proprio questa mattina, 1 gennaio, Mattarella aveva inviato al Pontefice un messaggio in occasione della Giornata mondiale della pace, sottolineando come il tema scelto per il 2026 - "La pace sia con tutti voi: verso una pace 'disarmata e disarmante'" - colga “un tratto saliente dell’attuale fase storica, segnata da crescenti inquietudini e, per questa stessa ragione, ancor più bisognosa di aprirsi alla speranza”. Mattarella, nel suo messaggio, esprimeva apprezzamento per le parole di Leone XIV: “La Sua voce contribuisce a risvegliare le coscienze, com’è necessario quando la guerra – minacciata o combattuta - torna a essere una malevola realtà o anche solo un rischio plausibile per il nostro vivere quotidiano”.

Il Papa ricorda infine l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Per la ricorrenza fa giungere ad ogni persona la sua benedizione, mutuata dalla Sacra Scrittura: «Il Signore ti benedica e ti custodisca; mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te; rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace».

Guarda il video integrale della preghiera dell'Angelus.

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01 gennaio 2026, 12:30