A Oakland, in California, alcune persone mostrano le foto di bambini e giovani adulti la cui morte è stata collegata all'uso dei social media, a poche ore dall'inizio del processo nei confronti di Meta A Oakland, in California, alcune persone mostrano le foto di bambini e giovani adulti la cui morte è stata collegata all'uso dei social media, a poche ore dall'inizio del processo nei confronti di Meta  (Manuel Orbegozo)

Social, al via in California il processo contro Meta sulla sicurezza dei minori

L’accusa sostiene che il colosso tecnologico abbia progettato le proprie piattaforme per favorire comportamenti di dipendenza tra i più giovani, sfruttandoli a fini di profitto e ingannando il pubblico sui rischi. L’avvio del procedimento ha avuto ripercussioni anche a Wall Street, dove il titolo Meta ha perso il 4,4 per cento

Vatican News

Inizia oggi in California il processo contro Meta promosso da una coalizione bipartisan di 29 Stati americani sulle conseguenze di Facebook e Instagram per bambini e adolescenti. L’accusa sostiene che il colosso tecnologico abbia progettato le proprie piattaforme per favorire comportamenti di dipendenza tra i più giovani, sfruttandoli a fini di profitto e ingannando il pubblico sui rischi.

Il procuratore generale della California, Rob Bonta, parla ai giornalisti dopo l'inizio del processo a Meta
Il procuratore generale della California, Rob Bonta, parla ai giornalisti dopo l'inizio del processo a Meta   (AFP or licensors)

I danni ai minori e la risposta di Meta

"Sentirete quanto Meta abbia cercato disperatamente di trattenere quei ragazzi, quanto li volesse a tutti i costi, quanto li volesse giovani", ha detto alla giuria la vice procuratrice generale della California Megan O’Neill. L’avvio del procedimento ha avuto ripercussioni anche a Wall Street, dove il titolo Meta ha perso il 4,4 per cento. La società di Mark Zuckerberg respinge le accuse, sostenendo di aver adottato misure per affrontare i rischi legati all’utilizzo dei social media e tutelare gli utenti più giovani. Secondo i legali, diversi documenti interni presentati dall’accusa come prova delle responsabilità dell’azienda dimostrerebbero invece proprio il suo impegno sul fronte della sicurezza. Meta contesta inoltre le richieste economiche degli Stati, definite sproporzionate, e sostiene che problemi come la verifica dell’età riguardino l’intero settore. Nel caso degli utenti con meno di 13 anni, la difesa afferma inoltre che i vincoli sulla conservazione dei dati renderebbero più difficile sviluppare sistemi capaci di individuarli ed escluderli dalle piattaforme.


L'ombra delle sanzioni

La posta in gioco va però ben oltre eventuali risarcimenti. I procuratori generali di California, Colorado, Kentucky e New Jersey prospettano sanzioni che, almeno teoricamente, potrebbero raggiungere i 1.400 miliardi di dollari e chiedono modifiche sostanziali al funzionamento di Facebook e Instagram. In caso di violazione della normativa federale sulla privacy dei minori, gli Stati intendono inoltre chiedere la cancellazione dei dati personali degli utenti sotto i 13 anni e degli algoritmi addestrati utilizzando quelle informazioni. Il processo davanti al tribunale federale di Oakland dovrebbe durare tra le sei e le otto settimane. Vedrà tra i testimoni anche Mark Zuckerberg, altri dirigenti ed ex dipendenti della società.


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19 agosto 2026, 10:57