Il Regno Unito vieta i social per i minori di 16 anni. I vescovi: sicurezza dei bambini prioritaria
Roberto Paglialonga - Città del Vaticano
“La sicurezza dei bambini e dei giovani nel mondo digitale è di primaria importanza. I giovani oggi affrontano molte pressioni, spesso aggravate da contenuti irrealistici e dannosi a cui hanno accesso online”. Questa la reazione del vescovo John Arnold, responsabile per la comunicazione della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, commentando con l'agenzia Sir l’annuncio del premier britannico, Keir Starmer, circa il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. “Quando si tratta di un uso responsabile e appropriato della tecnologia – rileva Arnold – la protezione dei bambini e dei giovani è una responsabilità condivisa tra genitori, scuole, governo e società. Esorto tutti a collaborare per proteggere e porre la dignità della persona umana, in particolare dei bambini, dei giovani e dei vulnerabili, al centro degli sviluppi tecnologici e legislativi”.
La Magnifica humanitas e la dignità di ogni persona
La decisione di Londra si allinea con una tendenza globale partita dall'Australia, anche per contrastare il potere delle Big Tech. A questo proposito il vesvovo inglese ricorda quanto affermato dal Papa nell’enciclica Magnifica humanitas. Ovvero: “un ordine sociale giusto nel tempo del digitale è quello che garantisce a tutti un accesso equo alle opportunità, protegge i più piccoli e i più fragili, contrasta l’odio e la disinformazione, sottopone a controllo pubblico l’uso dei dati e delle tecnologie, così che il criterio non sia il solo profitto ma la dignità di ogni persona e il bene dei popoli”.
Le ragioni del governo britannico
Pur riconoscendo che i social hanno portato anche benefici ai giovani, Starmer ha affermato che "un divieto totale è la scelta giusta", spiegando che "i social media stanno rendendo infelici i bambini", favoriscono il bullismo online, l'esposizione a contenuti pericolosi e possono danneggiare la salute mentale. Il primo ministro ha sostenuto che queste piattaforme impediscono ai ragazzi di studiare, leggere, frequentare gli amici e dormire regolarmente, definendole una tecnologia "progettata per creare dipendenza".
No a compromessi sui figli
"Non sono disposto a scendere a compromessi sulla sicurezza e sulla felicità dei nostri figli", ha dichiarato Starmer, promettendo di portare avanti la riforma nonostante le difficoltà legislative e applicative. Anche le piattaforme di videogiochi dovranno introdurre misure per impedire ai minori di comunicare con sconosciuti. "Renderà i nostri figli più felici", ha concluso Starmer, garantendo loro "più tempo, più sicurezza, più libertà di crescere e più opportunità". Londra ha precisato che il divieto riguarderà piattaforme come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X, ma non i servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal. E potrebbero subire restrizioni anche piattaforme di gaming o intrattenimento come Roblox, Discord e Twitch.
La consultazione pubblica avviata da Starmer
La volontà del governo è quella di approvare il provvedimento prima di Natale per far entrare in vigore il divieto all'inizio del prossimo anno, probabilmente in primavera. Le aziende tecnologiche avranno un periodo di tre mesi per adeguarsi volontariamente prima che scattino gli obblighi di legge e le sanzioni. La scelta di Starmer arriva dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116.000 risposte da parte di genitori, aziende tecnologiche e giovani dove - secondo il governo britannico - oltre il 90% dei partecipanti si sarebbe espresso a favore di un divieto. Non solo, Starmer intenderebbe andare oltre. Fra le misure che il governo britannico starebbe valutando di inserire ci sarebbe infatti anche quella di una sorta di "coprifuoco notturno" per i minori di 18 anni sull'uso dei social.
Cosa accade negli altri Paesi
La scelta britannica arriva sulla scia di quanto già deciso dall'Australia con una legge entrata in vigore nel dicembre 2025. Anche Canada, Brasile e Indonesia hanno già introdotto leggi o annunciato restrizioni e requisiti basati sull'età per l'accesso dei minori ai social media mentre Francia, Spagna, Danimarca, Thailandia e Corea del Sud stanno studiando o sviluppando approcci simili. A tal proposito il presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto sapere che in Francia il divieto all'utilizzo dei social per i minori di 15 anni entrerà in vigore entro la fine dell'anno.
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