Ucraina, chiesta la convocazione del Consiglio di sicurezza Onu dopo gli attacchi russi
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
È attorno al vasto attacco russo scagliato ieri su Kyiv che si stanno concentrando le principali attenzioni delle ultime ore in Ucraina.
Le capacità del missile balistico Oreshnik
Sul piano militare, il bombardamento sulla capitale ha provocato almeno quattro morti, oltre cento feriti e danni a circa 300 edifici, fra cui 150 palazzi residenziali. A suscitare particolare allarme è stato l’impiego del missile balistico Oreshnik, vettore a medio raggio capace di trasportare anche testate nucleari e già presentato da Mosca come una delle sue armi strategiche più avanzate. Utilizzato per la prima volta in combattimento nel novembre 2024 contro la città ucraina di Dnipro, il missile è in grado di raggiungere velocità ipersoniche e di trasportare più testate indipendenti, caratteristiche che ne rendono particolarmente complessa l’intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea. Nelle stesse ore la Russia ha lanciato anche un massiccio attacco con droni: secondo l’Aeronautica ucraina, le difese di Kyiv hanno neutralizzato 246 dei 262 velivoli senza pilota impiegati durante la notte. I bombardamenti hanno colpito anche strutture civili e sedi dei media internazionali: gli studi dell’emittente tedesca Ard e gli uffici di Deutsche Welle nella capitale hanno riportato danni, senza però causare vittime tra il personale. Resta inoltre alta l’attenzione lungo il confine settentrionale: Kyiv afferma di non registrare al momento concentrazioni di truppe bielorusse o russe in Belarus, ma continua a considerare quella direttrice una potenziale minaccia.
L'Ucraina si rivolge all'Onu
Proprio alla luce di questa escalation, il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di una riunione congiunta degli organismi dell’Osce. In un messaggio pubblicato sui social, il capo della diplomazia di Kyiv ha accusato Mosca di compensare l’assenza di progressi sul campo con «atti di terrore contro i civili», denunciando gli attacchi contro abitazioni, scuole, musei e infrastrutture. Parallelamente, l’Ucraina continua a operare anche oltre confine: dopo i massicci attacchi della scorsa settimana, droni ucraini hanno colpito nuovamente il territorio russo provocando due morti nelle regioni di Belgorod e Bryansk. Mosca sostiene inoltre di aver abbattuto nella notte 173 droni ucraini, alcuni dei quali diretti verso l’area della capitale.
Distanze negoziali
Sul piano negoziale, infine, il ministero degli Esteri russo ha ribadito che una pace «globale, equa e sostenibile» sarebbe possibile solo eliminando quelle che definisce le «cause profonde» del conflitto e riportando l’Ucraina ai principi della propria statualità dei primi anni Novanta. Nel frattempo, dopo l'incontro a Pechino con il suo omologo cinese, Xi Jinping, il presidente russo, Vladimir Putin, è atteso dal 27 al 29 maggio in Kazakhstan per una visita di Stato che comprenderà anche il Forum economico eurasiatico e il vertice del Consiglio supremo eurasiatico. Dall’Unione europea è invece arrivata una nuova manifestazione di sostegno a Kyiv: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’arrivo di ulteriori aiuti destinati a rafforzare la difesa aerea ucraina, definendo gli attacchi russi contro i civili «un segno di disperazione» e non di forza.
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