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La pace disarmata e disarmante, a Roma il convegno contro la guerra

Un incontro pubblico, organizzato dall’Istituto di Diritto Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo, incentrato sul messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace e che rientra in un cammino di contrasto al piano di riarmo europeo. "È necessario rispondere alle sfide che abbiamo davanti con una pace che viene detta armata e rispondere a coloro che dicono: se vuoi la pace prepara la guerra": così Carlo Cefaloni, coordinatore del gruppo Economia Disarmata dei focolari

Gianmarco Murroni – Città del Vaticano

"Una pace disarmata e disarmante": così Papa Leone ha salutato i fedeli l’8 maggio dello scorso anno, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni del Palazzo Apostolico dopo la sua elezione al Soglio di Pietro. Una pace declinata in scelte concrete, come quelle che verranno discusse oggi, sabato 31 gennaio, durante il convegno “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”, organizzato dall’Istituto di Diritto Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana, la Pontificia Università Lateranense e il Forum Internazionale di Azione Cattolica. L’evento nasce sul solco del Messaggio Pontificio per la Giornata Mondiale della Pace. L’appuntamento è a Roma presso l’Aula Barelli della Domus Mariae, dalle 10.30 alle 16.00. “Questa iniziativa rientra in un cammino comune che portiamo avanti ormai da parecchio tempo nell'impegno per la pace”, afferma Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova e coordinatore del gruppo Economia Disarmata del Movimento dei Focolari in Italia.

Ascolta l'intervista a Carlo Cefaloni

Corsa al riarmo

“Abbiamo analizzato l'urgenza del contrasto al piano di riarmo, entrando nel merito di quella che è una cultura della pace che va radicata a livello educativo e andando a rispondere ad una forte pressione a favore della cultura della guerra. È necessario rispondere in questo momento storico alle sfide che abbiamo davanti che non sono certamente una pace disarmata e disarmante, ma una pace che viene detta armata, rispondere a coloro che dicono: se vuoi la pace prepara la guerra”, chiarisce Cefaloni, che analizzando l’attualità internazionale, spiega in che modo la corsa al riarmo rischi di destabilizzare il contesto a livello mondiale: “Staticamente ogni fase di riarmo ha preceduto una guerra, in questo caso sarebbe la guerra senza ritorno. Non è qualcosa che ha a che vedere solamente con l'esito sempre più tragico della situazione in Ucraina, la corsa al riarmo parte da molto prima. In pochi l'avevamo denunciato in tanti modi, nonostante ciò oggi Paesi come l’Italia si ritrovano a contribuire a quello che è stata la crescita della spesa degli armamenti, soprattutto nell'export degli armamenti. Proprio l'Italia è il quarto paese esportatore di armi. Assecondare questo dimostra che ci troviamo di fronte a una logica completamente folle”.

Disarmo nucleare

Carlo Cefaloni è tra i relatori del convegno, con uno spazio dedicato al disarmo nucleare che, secondo il giornalista, “è l'unico realismo possibile: l'utopia del riarmo nucleare in questo momento è sempre più evidente, proprio pochi giorni fa la Federazione degli scienziati americani ha evidenziato, tramite la simulazione che prende il nome di “orologio dell'apocalisse”, che siamo ormai vicini all’autodistruzione, 85 secondi ci separano dalla mezzanotte e al punto di non ritorno". "Tutto questo - afferma Cefaloni - perché ci si è fondati sulla logica della deterrenza, che è una logica profondamente non sostenibile. In questo momento quello che sta accadendo è veramente preoccupante: da una parte si teorizza l'uso di armi nucleari tattiche a livello di conflitto, perché dicono che hanno un minore impatto di quelle che sono le armi di carattere strategico: dall'altra c'è l'illusione di poter arrivare ad un annichilimento del nemico, dando il primo colpo senza avere una risposta, ed è una tentazione fortissima. Inoltre, oggi esiste in una diffusione dell'arma nucleare che ormai è molto più estesa rispetto alle due maggiori potenze in questo campo, gli Stati Uniti e la Russia. Siamo sul crinale apocalittico della storia, come ci ha detto Giorgio La Pira, dove c'è la possibilità di una nuova fioritura oppure quella del declino e dell'autodistruzione”.

Pace disarmata e disarmante

Ma, allora, quali strumenti il mondo ha a disposizione per raggiungere quella pace disarmata e disarmante invocata da Papa Leone? “Ad esempio, - evidenzia il giornalista -  invece del piano di riarmo c'è la proposta fatta da diversi centri di ricerca, centri studi e associazioni per arrivare a considerare la sicurezza come un bene condiviso e quindi riprendere quella che era la trama degli accordi di Helsinki del 1975, per arrivare a condividere le informazioni, a rompere la crisi della diplomazia internazionale e avere una prospettiva comune". Per Carlo Cefaloni  serve riattivare tutti quelli che sono i canali possibili del multilateralismo dando un ruolo fondamentale alla società civile nel promuovere la pace. "E' possibile una politica della non violenza attiva ed è possibile promuovere delle iniziative che consentano la creazione di canali di dialogo capaci di entrare nel merito delle questioni e che permettano di ribellarsi a quello che è la logica della guerra".  Da considerare anche  la nota Pastorale dei vescovi sull'educazione e la pace che fa riferimento all'impegno per disarmare l'economia, a partire dalla finanza, per non contribuire a scelte di riarmo che arrivano tramite le banche. "Credo - conclude il coordinatore del gruppo Economia Disarmata del Movimento dei Focolari in Italia - che questo sia una delle azioni concrete per poter dare un po' di contributo in questo momento storico”.

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31 gennaio 2026, 10:00