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Fiori gettati in mare per onorare i migranti morti e dispersi nel Mediterraneo Fiori gettati in mare per onorare i migranti morti e dispersi nel Mediterraneo

Migranti, Mediterranea: una preghiera in mare per le vittime del ciclone Harry

Al largo di Trapani, sulla barca Safira, questa mattina una messa, una preghiera musulmana e civile per gli oltre mille dispersi nel Mediterraneo delle scorse settimane, i cui corpi stanno raggiungendo le coste italiane. L'ong per il soccorso in mare: "Un gesto di vicinanza alle famiglie delle persone morte". L'invito dell'arcivescovo Lorefice a reagire a questa strage "come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell'umano"

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

Un momento di commemorazione dei migranti morti nel Mediterraneo nelle scorse settimane, che potrebbero essere oltre mille. E' l'iniziativa di Mediterranea Saving Humans che si è svolta oggi, domenica 22 febbraio, al largo del porto di Trapani, annunciata ieri in un comunicato a firma di don Mattia Ferrari, cappellano della ong, e di Luca Casarini, cofondatore e presidente della missione Mediterranea Saving Humans. Il senso della giornata è stato spiegato dallo stesso Casarini in un video pubblicato oggi sui social media, in cui si vede salpare l'equipaggio della nave di soccorso civile Safira. "Stiamo andando - ha detto - a celebrare un ricordo dei nostri fratelli e sorelle morti e dimenticati da tutti, mai nominati, morti durante il ciclone Harry dal 14  al 21 di gennaio scorso e che il mare piano piano sta restituendo, per ricordarci che non possiamo dimenticare".

Ridare dignità alle vittime

Una volta preso il largo, è stata celebrata la santa messa, è stata pronunciata una preghiera islamica e una civile per i morti e i dispersi. "Di fronte alla grande strage in mezzo al Mediterraneo di gennaio, hanno prevalso il silenzio e l'indifferenza - si legge nel comunicato della ong -. A questi fratelli e sorelle, lasciati morire, a queste vittime è stata negata ogni dignità". Da lì l'impegno della ong a ricordare i migranti, nato anche dall'ascolto con i parenti e gli amici di molte delle vittime, che chiedono appunto di pregare, ridare loro dignità e di alzare la voce in loro nome. Nel corso della commemorazione, sono stati gettati fiori in mare, "per abbracciare teneramente chi giace in fondo, per ricevere con misericordia e rispetto chi raggiungerà le nostre coste senza vita". "Chiediamo a Dio e al mare - continua il comunicato - di perdonarci per questa atrocità. Con questo gesto vogliamo dire anche alle famiglie delle persone morte e perse che siamo con loro. Condividiamo il loro dolore".

Equipaggio a bordo della nave Safira per il ricordo dei migranti
Equipaggio a bordo della nave Safira per il ricordo dei migranti

Un invito a reagire in nome del senso dell'umano

L'evento si è svolto alla presenza di rappresentanti delle chiese siciliane, impegnate da sempre nel sostegno dei migranti, e sono stati letti anche dei contributi inviati dal vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli e dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.  Quello della commemorazione odierna, scrive Lorefice "è un segno forte e prezioso, un richiamo chiaro a sconvolgere il silenzio e a svegliare il sonno degli occhi di noi tutti, narcotizzati da scelte politiche che pianificano l'oblio di quanti continuano ad attraversare il mare in cerca di vita, di libertà, di pace, forti del diritto di ogni uomo e di ogni donna alla mobilità". Le vittime, secondo l'arcivescovo di Palermo, "sono l'ennesimo frutto delle scelte disumane dell'Europa e dell'Italia, capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono e di colpevolizzare come criminali quanti prendono il largo". "Di fronte a tutto questo siamo chiamati a reagire - conclude Lorefice - non come esponenti di un partito o tifosi di una squadra, ma come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell'umano".

Per tutti i morti innocenti nel Mediterraneo

Il vescovo di Trapani ha inviato per l'occasione un'accorata preghiera per i giovani migranti "morti innocenti nel Mediterraneo".  La sofferente supplica a Dio è stata quella di un aiuto per scrivere "una nuova storia per tutti su tutti i nostri mari e tutte le nostre terre": "Aiutaci  - ha scritto il vescovo Fragnelli - con la certezza che, in quelle onde, tu eri con in nostri fratelli e le nostre sorelle per portarli con te. Per sempre!".  L'evento, come ha ricordato Mediterranea Saving Humans,  si è svolto in comunione con le chiese e i movimenti di base degli Stati Uniti che stanno facendo grandi sforzi per stare dalla parte dei migranti sempre più in difficoltà. "Invitiamo tutte le persone e le comunità del Mediterraneo - è l'appello dell'ong - a unirsi alle nostre preghiere. Ognuno nella sua religione, preghiamo per i nostri fratelli e sorelle dispersi in mare e preghiamo per noi, affinché possiamo essere guariti dall'indifferenza e dalla complicità con l'ingiustizia, affinché possiamo avere il coraggio di agire, che viene dall'amore, e incarnare solidarietà e fratellanza".

Don Mattia Ferrari celebra la messa a bordo della nave Safira
Don Mattia Ferrari celebra la messa a bordo della nave Safira

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22 febbraio 2026, 13:19