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Decine di corpi ritrovati sulle coste siciliane e calabresi Decine di corpi ritrovati sulle coste siciliane e calabresi

Migranti, 13 corpi restituiti dal mare in Calabria e Sicilia

“Sembra che neppure il Mediterraneo voglia più essere complice di queste morti”, afferma padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, commentando il ritrovamento delle salme sulle spiagge del sud Italia. Solo qualche settimana fa l’Ong Mediterranea denunciava la scomparsa in mare di almeno mille persone durante il ciclone Harry

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Le mareggiate lungo le coste calabresi e siciliane hanno restituito decine di corpi in avanzato stato di decomposizione. Nove cadaveri in Sicilia tra Pantelleria e Trapani e altri quattro sulla costa tirrenica calabrese, la rotta generalmente seguita dai trafficanti per raggiungere la Sardegna. L’ipotesi più accreditata dagli investigatori della Procura di Paola e quella di Vibo Valentia è che si tratti di migranti dispersi in mare durante il ciclone Harry.

Anche il mare rifiuta di essere complice

“Sembra che il Mediterraneo non voglia più farsi complice della nostra indifferenza, non voglia più mentire rispetto a quello che abbiamo fatto e stiamo facendo in questi anni”. Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, commenta con la voce rotta dalla commozione la notizia del ritrovamento dei corpi dei migranti sulle spiagge siciliane e calabresi. E di fronte all’ipotesi di rafforzare le misure per impedire ai migranti di raggiungere le coste europee dice: “Sembra che la colpa sia sempre di qualcun altro: dei trafficanti, ma forse anche degli stessi migranti che si mettono in viaggio con queste condizioni del tempo. Ma la colpa è della nostra indifferenza”.

Ascolta l'intervista a padre Camillo Ripamonti

Ecatombe infinita

La rotta del Mediterraneo centrale continua ad essere la più letale per chi fugge dal Nord Africa per raggiungere l’Europa. Secondo le stime dell’Oim, l’Oganizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel solo mese di gennaio appena trascorso più di 450 persone hanno perso la vita: tre volte il dato di gennaio 2025. Secondo Mediterranea Saving Humans, i migranti scomparsi in mare sarebbero circa mille, stima fatta in base agli allarmi di amici e conoscenti che non hanno più notizie dei loro cari.

Abbandonare l’indifferenza

E mentre il mare restituisce i corpi dei fantasmi inghiottiti alla fine di gennaio o forse più recentemente, le disposizioni recentemente votate dal parlamento europeo puntano ad innalzare l’argine contro i flussi migratori verso l’Europa e anche in Italia si torna a parlare di possibili blocchi navali. “E’ una politica che respinge, - dichiara padre Ripamonti - è una politica che non vuole vedere, è una politica che vuole tenere fuori. E allora dovremmo avere un sussulto di dignità e ritornare ad assumerci le nostre responsabilità come cittadini di un'Unione europea che deve invece essere paladina dei diritti e non mantenere questo silenzio indifferente”.

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18 febbraio 2026, 17:29