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Migranti a bordo di un gommone al largo delle acque internazionali della Libia il 16 gennaio (Sameer Al-DOUMY/Afp) Migranti a bordo di un gommone al largo delle acque internazionali della Libia il 16 gennaio (Sameer Al-DOUMY/Afp)

Migranti, l'arcivescovo Perego: ancora morti in mare nel disinteresse dell'Europa

Il presidente della Commissione della Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes commenta così la notizia di un ennesimo naufragio nel Mediterraneo di una imbarcazione salpata dalla Libia lo scorso giovedì. Il tragico bilancio è di un solo sopravvissuto e 50 dispersi. Nella notte di sabato soccorse, invece, 18 persone. Intanto da giorni si sono perse le tracce di altre barche cariche di migranti

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

"Ancora morti nel disinteresse dell'Europa".  L’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Commissione della Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, commenta così la notizia di un ennesimo naufragio nel Mediterraneo di una imbarcazione salpata dalla Libia  lo scorso giovedì. Il tragico bilancio è di un solo sopravvissuto e 50 dispersi. "Ancora donne, uomini e bambini - sottolinea il presule - che non avranno mai un nome e un volto''.

Soccorse 18 persone

Secondo i racconti del superstite, ricoverato in ospedale a Malta, la barca, al secondo giorno di navigazione, si sarebbe rovesciata, mentre l’uomo si sarebbe salvato aggrappandosi a un pezzo del relitto.  A cominciare dalla serata di venerdì, sono partite, poi, le ricerche dei dispersi, anche da Lampedusa,  per ora ancora senza risultati.  Nella notte di sabato, invece, la Sea-Watch 5 ha  soccorso 18 persone — tra cui due bimbi piccoli — che  si trovavano su un barchino in difficoltà nel Canale di Sicilia.  Previsto  oggi l’arrivo nel porto di Catania.

"Dov'è tuo fratello?"

Intanto, Alarm Phone segnala da giorni la scomparsa di tre barche partite dalla Tunisia, con a bordo circa 150 persone, con cui si sono persi i contatti. Per questo, "i morti in mare potrebbero essere 400", denuncia ancora Perego, che sollecita le istituzioni a prendere provvedimenti: "Quando l’Europa risponderà all’appello di Papa Francesco nella sua visita a Lampedusa, “dov’è tuo fratello?”, e rinnoverà un’operazione condivisa di tutti i 27  Stati nel soccorso in mare?".

L'appello di Mediterranea Saving Humans

In un comunicato pubblicato sui social media anche l'ong Mediterranea saving humans ha espresso preoccupazione per la sorte di tante persone di cui non si hanno più notizie. "Un messaggio Inmarsat diffuso da IT MRCC di Roma - scrive l'ong - segnala almeno otto imbarcazioni salpate dal porto tunisino di Sfax nella settimana tra il 14 e il 21 gennaio". Queste imbarcazioni si sarebbero trovate lungo la rotta dalle coste della Tunisia verso Lampedusa proprio nel pieno della tempesta “Harry”, con venti di oltre 100 km/h e onde superiori ai 7 metri. "Temiamo - denunciano - di essere di fronte a una tragedia di grandi proporzioni. Chiediamo che le autorità europee di Italia e Malta mettano in campo ogni sforzo per la ricerca di possibili superstiti. Non lasciate nessuno morire in mare!".

Sbarcate in Italia oltre 1300 persone da inizio anno

Sono finora 1.338 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno.  Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 3.012 mentre nel 2024 furono 1.305. Degli oltre 1.300 migranti sbarcati in Italia nel 2026,  ulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco, 437 sono di nazionalità bangladese (32,7%); gli altri provengono da Algeria (174, 13%), Sudan (134, 10%), Egitto (131, 9,8%), Guinea (106, 7,9%), Somalia (80, 6%), Pakistan (69, 5,2%), Marocco (32, 2,4%), Sierra Leone (24, 1,8%), Eritrea (17, 1,3%), Camerun (11, 0,8%), Costa d’Avorio (8, 0,6%), Mali (8, 0,6%), Sud Sudan (3, 0,2%), Tunisia (2, 0,1%) a cui si aggiungono 102 persone (7,6%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. 

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26 gennaio 2026, 13:44