Athletica Vaticana con atleti della Siria ai Giochi del Mediterraneo Athletica Vaticana con atleti della Siria ai Giochi del Mediterraneo 

I Giochi del riscatto e della speranza

Athletica Vaticana è alla manifestazione di Taranto, aperta ieri, per portare in campo e fuori la visione dello sport come “grammatica” di inclusione e dialogo

di Giampaolo Mattei

In Puglia, con Taranto al centro, in questi giorni si “abita” il mondo come dovrebbe (sempre) essere. In pace, nella consapevolezza che le differenze sono una ricchezza.

Lo stanno testimoniando e vivendo gli atleti di Athletica Vaticana che condividono con 4000 “colleghi” di 26 Paesi (e almeno altri 6000 protagonisti di sport) l’esperienza del Villaggio dei Giochi del Mediterraneo, allestito su due navi da crociera.

Youssef Hossam e Georges Wakim sono i due giocatori di padel egiziani che stanno per scendere in campo “con” (non “contro”) la coppia di Athletica Vaticana formata da Fabrizio Peloni e Tiziano Lucarelli: non prima delle ore 20 (dipende dalla durata dei match precedenti) nel “centrale” del nuovo centro sportivo Salina Mediterranean Park. Uno dei lasciti dei Giochi alla città.

«Queste strutture sono la medaglia più importante perché a servizio del futuro sociale dei giovani pugliesi» dice Antonella Palmisano, campionessa olimpica di marcia, originaria della vicina Mottola, che nella cerimonia di apertura ha portato la bandiera italiana. Rilancia, commossa: «I Giochi in Puglia sono riscatto, rinascita, speranza».

Sono gli stessi sentimenti dei giocatori egiziani che stasera saranno in campo con Athletica Vaticana. E dei 4000 atleti: i Giochi, come ha suggerito Leone XIV,  sono tessuti da amicizia e dialogo fraterno. A Taranto, con la “grammatica” dello sport, oggi nessuno penserebbe di fare guerre. Al massimo, un passante lungolinea sul campo di padel.

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22 agosto 2026, 11:55