Aperti i Giochi del Mediterraneo, lo sport corre insieme verso la pace
Giancarlo La Vella - inviato a Taranto
Si è capito subito, nella serata di venerdì 21 agosto, che sarebbe stato un grande spettacolo. Lo ha rivelato il titolo della cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026: “Il mito diventa futuro”. Un modo per presentare a 4000 atleti di 26 Paesi — e al resto del mondo — nello splendido scenario del rinnovato stadio Erasmo Iacovone, la storia, la cultura e le tradizioni di ieri e di oggi della città pugliese.
La cerimonia di apertura
Un biker ha percorso in velocità i luoghi più importanti della Taranto vecchia e moderna, per poi fare ingresso nel prato dello stadio, dal quale ha preso vita l’effige del cosiddetto “atleta di Taranto”, i cui resti millenari sono stati ritrovati in questa zona e oggi sono custoditi, insieme con le vestigia della Magna Grecia, nel Matà, il locale Museo archeologico. Un luogo che racconta mitologia e storia tarantina. Intanto droni luminosi disegnavano nel cielo le icone degli sport più noti. E poi musica e danza con le performance canore di tre artisti pugliesi doc: Albano Carrisi, Mietta, che è proprio tarantina, e Serena Brancale. Non sono mancati i momenti più iconici del protocollo dei Giochi che si ispirano direttamente alle Olimpiadi: l’esecuzione dell’inno di Mameli (Simone Grande, 13 anni, accompagnato dall’orchestra della Magna Grecia), con la bandiera italiana e del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo: su fondo azzurro (a richiamare il mare) tre cerchi bianchi che rappresenta Africa, Asia ed Europa, i tre continenti che si affacciano sul Mare Nostrum.
I Paesi partecipanti
Poi, ancora, i discorsi. Massimo Ferrarese, commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore dei Giochi, ha parlato della buona riuscita di un progetto che all’inizio aveva i connotati di una difficile sfida. Mehrez Boussayene, presidente facente funzioni del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, ha definito questa di Taranto la più grande manifestazione tra le 20 disputate. E, dopo la dichiarazione ufficiale dell’apertura dei Giochi pronunciata dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, l’informale e gioiosa invasione del terreno di gioco da parte degli atleti dei 26 Paesi partecipanti. Primo ingresso riservato come sempre alla Grecia, sede dei Giochi dell’antichità, ultimo all’Italia, Paese ospitante. Poi ecco Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Kosovo, Libano, Libia, Macedonia del Nord, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia.
Insomma è stata festa grande ieri a Taranto, una festa vera e sentita, con la voglia di risolvere tutto ciò che di brutto oggi avviene intorno al Mediterraneo, culla di storia e di civiltà. Lo stadio Erasmo Iacovone, un impianto completamente rinnovato da 20 mila posti, pieno in ogni ordine, ha fatto da calorosa accoglienza agli sportivi. Presenti alla cerimonia, per l’Italia, anche il presidente del Consiglio, i presidenti di Senato e Camera, il presidente del Coni e numerose autorità. Significativa, in particolare, la rappresentanza di Capi di Stato e di Governo dei Paesi partecipanti. Nel pomeriggio, al Castello Aragonese, il presidente Mattarella li aveva personalmente incontrati.
A Taranto, sino al 3 settembre, il clima sarà questo, all’insegna di quella speranza di pace e fraternità, auspicata da Papa Leone XIV, che in queste prime ore dei Giochi si sta realizzando concretamente. Si va oltre la realtà geografica. Mediterraneo è un progetto di vicinanza emotiva, emozionale, culturale ed economica. Non a caso, oltre ai Paesi che con il Mare Nostrum hanno un rapporto di contiguità geografica, partecipano anche il Kosovo (ospiterà nel 2030 la prossima edizione), la Macedonia del Nord, la Serbia, la Slovenia, San Marino e il Portogallo che non si affacciano sul Mediterraneo ma ne condividono lo spirito.
Athletica Vaticana in gara
Come è noto, anche Athletica Vaticana partecipa a questo prestigioso evento, quasi un’Olimpiade, con 4 atleti. E ora riflettori accesi sulle gare. Via libera a vittorie e sconfitte, in spirito di lealtà e correttezza. Via libera ai festeggiamenti, per un risultato prestigioso ottenuto, e alle lacrime, per una sconfitta. Lo sport è questo, la vita è questo.
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