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Il prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, cardinale George Jacob Koovakad, al tavolo del convegno all'Istituto Angelicum. Il prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, cardinale George Jacob Koovakad, al tavolo del convegno all'Istituto Angelicum. 

Le religioni insieme all’Angelicum: lavorare per edificare comunità di pace

Concluso il convegno organizzato dal Dicastero per il Dialogo interreligioso tra ieri e oggi, 24 giugno, sul tema “Buddhisti, Cristiani, Induisti, Giainisti e Sikh in Europa: costruire la fraternità attraverso il dialogo e la collaborazione”. Presenti leader spirituali, studiosi e accademici

Vatican News

Riaffermare l’impegno condiviso a promuovere una cultura dell’incontro e della collaborazione per il bene comune, al fine di costruire “fraternità e pace” nel mondo. È l’impegno a cui sono convenuti autorevoli leader religiosi, accademici, studiosi e rappresentanti del Cristianesimo e delle religioni dharmiche - Buddhismo, Induismo, Giainismo e Sikhismo – che hanno partecipato ieri e oggi, 23 e 24 giugno, alla conferenza intitolata “Buddhisti, Cristiani, Induisti, Giainisti e Sikh in Europa: costruire la fraternità attraverso il dialogo e la collaborazione”. L'appuntamento è stato promosso dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma e ha riunito persone impegnate a rafforzare la fraternità umana attraverso il dialogo e la cooperazione interreligiosa in Europa.

Il tavolo dei relatori al convegno presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino .
Il tavolo dei relatori al convegno presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino .

Speranza che nasce da dialogo e collaborazione

I partecipanti – come si legge in un comunicato del Dicastero – “hanno riflettuto sulle sfide che le società contemporanee si trovano ad affrontare e hanno riaffermato l’importanza del dialogo e della collaborazione come strumenti per promuovere comprensione, solidarietà e speranza. In questo contesto, hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della fraternità nella costruzione di comunità coese e pacifiche”.

Tra i risultati del dialogo, i partecipanti hanno sottolineato che i credenti, “pur rendendo una testimonianza credibile dei propri valori morali e delle proprie convinzioni di fede, non devono mai sottrarsi al compito di favorire la crescita della fraternità attraverso azioni concrete che promuovano la pace, l’armonia e il benessere di tutti. Hanno altresì evidenziato l’importanza di rafforzare oggi il rispetto reciproco, la cooperazione e l’impegno comune, rimanendo al tempo stesso radicati nelle rispettive tradizioni religiose”.

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24 giugno 2026, 12:03