Le religioni insieme all’Angelicum: lavorare per edificare comunità di pace
Vatican News
Riaffermare l’impegno condiviso a promuovere una cultura dell’incontro e della collaborazione per il bene comune, al fine di costruire “fraternità e pace” nel mondo. È l’impegno a cui sono convenuti autorevoli leader religiosi, accademici, studiosi e rappresentanti del Cristianesimo e delle religioni dharmiche - Buddhismo, Induismo, Giainismo e Sikhismo – che hanno partecipato ieri e oggi, 23 e 24 giugno, alla conferenza intitolata “Buddhisti, Cristiani, Induisti, Giainisti e Sikh in Europa: costruire la fraternità attraverso il dialogo e la collaborazione”. L'appuntamento è stato promosso dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma e ha riunito persone impegnate a rafforzare la fraternità umana attraverso il dialogo e la cooperazione interreligiosa in Europa.
Speranza che nasce da dialogo e collaborazione
I partecipanti – come si legge in un comunicato del Dicastero – “hanno riflettuto sulle sfide che le società contemporanee si trovano ad affrontare e hanno riaffermato l’importanza del dialogo e della collaborazione come strumenti per promuovere comprensione, solidarietà e speranza. In questo contesto, hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della fraternità nella costruzione di comunità coese e pacifiche”.
Tra i risultati del dialogo, i partecipanti hanno sottolineato che i credenti, “pur rendendo una testimonianza credibile dei propri valori morali e delle proprie convinzioni di fede, non devono mai sottrarsi al compito di favorire la crescita della fraternità attraverso azioni concrete che promuovano la pace, l’armonia e il benessere di tutti. Hanno altresì evidenziato l’importanza di rafforzare oggi il rispetto reciproco, la cooperazione e l’impegno comune, rimanendo al tempo stesso radicati nelle rispettive tradizioni religiose”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.