Atleti di Milano-Cortina al Dispensario Santa Marta: fare squadra con i più fragili
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Campioni non solo nello sport, ma anche nella solidarietà e nella prossimità verso i più fragili. Sedici, tra campioni olimpici e paralimpici che hanno partecipato alle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, hanno visitato questa mattina, 9 aprile, il Dispensario pediatrico di Santa Marta in Vaticano.
Poco prima, alle 11, erano stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina del Palazzo apostolico e avevano ascoltato il suo discorso su come lo sport possa essere “spazio di incontro” ed “esercizio di relazioni” soprattutto di fronte ai “conflitti” e alle "polarizzazioni" che dominano la cronaca internazionale. Incontrando poi i bambini curati nel Dispensario hanno potuto vivere in prima persona le parole del Pontefice.
Accanto ai bambini più poveri da oltre 100 anni
Circa 500 famiglie fragili, spesso prive della tessera del Sistema sanitario italiano, possono portare qui i loro figli e farli visitare gratuitamente dai medici volontari che prestano servizio in questa struttura, fondata con la benedizione di Papa Pio XI nel 1922 e affidata alle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Il Dispensario offre tutte le specializzazioni mediche e si occupa di bambini fino ai quattro anni e, non raramente, anche dei problemi di salute delle loro mamme. Nei casi più gravi i circa 100 professionisti impegnati qui a titolo gratuito – tra medici, volontari e infermieri – possono decidere di indirizzare i piccoli pazienti verso il vicino ospedale Bambino Gesù. I genitori dei bambini, spesso ragazze madri, ricevono in occasione della visita, che in genere avviene ogni venti giorni, un pacco con latte in polvere, pannolini, omogeneizzati e altri prodotti utili.
“Da grande voglio essere come te”
Per i bambini in cura presso questa istituzione, una Fondazione presieduta dall'Elemosiniere di Sua Santità, monsignor Luis Marín de San Martín, è stata una grande sorpresa questa mattina incontrare di persona quei campioni che poche settimane fa hanno visto in tv, con le lacrime agli occhi, ricevere le medaglie per le loro imprese sportive. Alla presenza di suor Anna Luisa Rizzello, direttrice della struttura, hanno regalato ai loro eroi alcuni disegni con dei messaggi di affetto e stima: “Vi vogliamo bene”, “Da grande voglio essere come te”.
La testimonianza di pace e speranza dei campioni
“Oggi il Papa ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e questa nostra visita al Dispensario pediatrico rientra certamente in questa categoria”, commenta Federica Brignone, oro nel superG e nello slalom gigante a Milano-Cortina, proprio davanti all’uscita della struttura sanitaria. “C'erano tanti bei bimbi che ci hanno regalato dei disegni e ci hanno accolto bene, è stato molto carino. Mi ha colpito molto – ha concluso l’olimpionica – una bambina che ho visto appena sono entrata con in braccio una balenottera di peluche”.
“È stato bello vedere la gioia dei bambini e più ancora deglii atleti che sono stati contenti di venire a trovarli qui al Dispensario”, ha detto davanti all’ingresso della struttura monsignor Paul Tighe, segretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, sezione per la cultura. “Gli sportivi, come ha sottolineato questa mattina Papa Leone, devono essere i veri testimoni dei valori dello sport, ma anche di quei valori di pace e di speranza che lo sport deve portare avanti. In questo periodo, in cui siamo tutti disperati di fronte a quello che succede nel mondo è bello vedere questi momenti, perché lo sport è un linguaggio universale. Persone di varie culture, di varie religioni si ritrovano insieme e trovano un modo per giocare insieme, di creare comunità. Questo – ha concluso - è un esempio di cui il mondo ha molto bisogno”.
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