Yolanda Flores, leader del popolo Aymara in Perù Yolanda Flores, leader del popolo Aymara in Perù

Il grido dei popoli indigeni contro chi specula e sfrutta le loro terre

Nella Sala Stampa della Santa Sede, il lancio, stamane 20 marzo, della piattaforma promossa dalla Rete Iglesias Y Mineíra sul disinvestimento dalle attività estrattive che danneggiano le comunità locali. Il cardinale Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo umano: è il segno concreto di una conversione integrale necessaria. E tra le testimonianze di rappresentanti della Chiesa in Brasile e Guatemala, quella dell'attivista peruviana Yolanda Flores: ascoltateci, aiutateci ad indagare!

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Si è commossa Yolanda Flores, leader del popolo Aymara in Perù, quando, determinata e accorata, ha chiesto: "Come facciamo a curarci noi se inquinate le nostre montagne? Anch'io voglio sapere se dentro di me ho dei metalli pesanti, se quello che diamo da mangiare ai nostri figli è tossico. Vogliamo indagare. Perché questi problemi non sono solo miei. Anche voi, ponetevi questa domanda". E così si resta profondamente interpellati di fronte al tema affrontato stamane, 20 marzo, legato al lancio della piattaforma di disinvestimento nell’ambito minerario - promossa dalla Rete Iglesias Y Míneira - poiché è proprio una attivista che si batte per i diritti delle popolazioni indigene a bucare le coscienze.

Yolanda Flores, leader del popolo Aymara: Ascoltateci!

Provenendo da territori di grande interesse per l'estrazione di minerali critici, Yolanda ha offerto la sua testimonianza con il cuore in mano raccontando che, di fronte alle ripetute violazioni dei diritti della gente in America Latina, in particolare, perpetrate dalle multinazionali che non tutelano chi in quelle terre abita, la sua comunità ha dedicato del tempo alla riflessione per cercare di andare alla radice e fare luce su chi finanzia lo sfruttamento di quei territori. Ma è qualcosa che non possono fare da soli, dice, per cui invoca l'aiuto: "Siamo qui per capire se qualcuno può aiutare ad andare a fondo. Noi sentiamo che questi sono degli spazi in cui possiamo dare visibilità ai nostri problemi che a volte sembra non abbiano soluzione. Abbiamo bisogno di professionisti, che i nostri figli possano andare a studiare all'università, di pastori che camminino con noi. Affinché il mondo capisca - ha scandito - chi siamo e perché reclamiamo le nostre terre. Quando metteremo in pratica davvero ciò che ci dice Gesù, il Vangelo?". 

Baggio: non si può restare in silenzio di fronte alle ingiustizie

"Sappiamo che i minerali sono necessari per numerosi aspetti della vita contemporanea. Tuttavia, sappiamo anche che troppo spesso la loro estrazione è avvenuta senza ascoltare le comunità locali, senza rispettare i diritti dei popoli indigeni e senza considerare i limiti degli ecosistemi che sostengono la vita", ha affermato in apertura il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. La Piattaforma per il disinvestimento nell’industria mineraria vuole essere un segno concreto di quella conversione necessaria che non è semplicemente una decisione tecnica o finanziaria. "Si tratta di un atto di coerenza con la nostra fede, con la difesa della dignità umana e con l’impegno a prendersi cura della nostra Casa Comune. È importante ascoltare le voci delle comunità, che vivono in prima persona le sfide e i conflitti causati dall’estrazione mineraria sia legale che illegale. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a evidenti ingiustizie", le sue parole. 

Gli ospiti intervenuti alla conferenza stampa
Gli ospiti intervenuti alla conferenza stampa

Le comunità locali: povere, illuse, sfruttate

Il cardinale Álvaro Ramazzini, vescovo di Huehuetenango, Guatemala, è noto per la sua difesa dei diritti umani, dei popoli indigeni, dei migranti e della giustizia sociale. Ha ripreso il concetto di "ecologia integrale" sviluppato da Papa Francesco nell'enciclica Laudato si' e quel presupposto fondamentale dell'interdipendenza esistenziale che dovrebbe indurre all’opzione preferenziale per i più poveri, "non solo nel senso letterale delle parole". Poi ha raccontato la vicenda che ha segnato la diocesi di San Marcos, guidata in precedenza. Qui, una società mineraria canadese, la Gold Corp, “con il consenso del governo di allora, per non dire della sua complicità”, ottenne la licenza di esplorare una zona indigena, dell’etnia Mam, gente povera, dimenticata dalle istituzioni, senza accesso a servizi sanitari e scolastici di qualità, con vie di accesso difficili. Acquistato il terreno a un prezzo irrisorio illuse i locali procedendo a un'attività formalmente legale, ha affermato il porporato, ma non orientata ai criteri di giustizia distributiva per le popolazioni.

Non lasciarsi intimidire dalle lusinghe del denaro

Monsignor Vicente Ferreira, vescovo di Livramento de Nossa Senhora, Brasile, e consigliere della Rete Iglesias y Minería ha parlato di quelle che considera le false soluzioni del cosiddetto ‘capitalismo verde’ e dei rapidi scenari di guerra che “suscitano ulteriori preoccupazioni nei nostri popoli latinoamericani e caraibici, i cui territori sono nel mirino del neocolonialismo militare, assetato di ‘terre rare’ come risorsa per mantenere lo status quo dei più potenti”. E ha scandito: “È dal basso che sogniamo un mondo nuovo. Dalle comunità quilombola, dai popoli indigeni, dai pescatori; dall’agroecologia e da tutti coloro che proteggono le foreste, i nostri fiumi, formiamo una carovana in favore della difesa di tutto il creato”, è stato il suo appello. La Rete è costituita da difensori dei diritti umani e della natura, in molti casi perseguitati o addirittura uccisi per la loro testimonianza e il presule - come aveva già anticipato ai media vaticani - ha messo in guardia: “Non possiamo lasciarci intimidire dalle lusinghe del denaro”.

Agire adesso

Ad occuparsi soprattutto della tutela dei bambini in contesti interessati dalle conseguenze nefaste di questo sfruttamento è il Dipartimento per la Missione e gli Affari Sociali della Conferenza Episcopale Austriaca, di cui suor Anneliese Herzig, Missionaria del Santissimo Redentore, è responsabile. Ricorda il lavoro di approfondimento sull'estrazione dell'oro, risalente al 2018, e richiama alla tutela dellpersone in nome della giustizia e del bene comune.  "Abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalità profondo", ha detto anche lei. Un'altra religiosa, suor Maamalifar M. Poreku, Missionaria di Nostra Signora d'Africa, originaria del Ghana, ha ribadito che l’ecologia integrale richiede non solo compassione, ma anche una trasformazione sistemica. La strada è quella di "allineare fede e scelte economiche", secondo la suora che ha usato parole nette riferendo di “territori martirizzati”, sacrificati per il profitto. "La crisi ecologica - ha chiosato - richiede più che semplici adeguamenti graduali; richiede una leadership profetica".

Padre Bossi: il disinvestimento, strategia etica efficace contro le violazioni dei diritti 

Al comboniano italiano Dario Bossi, coordinatore della Rete ed ex consigliere della Conferenza episcopale in Brasile, con una grande esperienza maturata in aree colpite dall'attività mineraria, il compito di chiarire che la piattaforma presentata oggi in Vaticano è uno spazio di scambio di informazioni, di studio sugli aspetti riguardanti l'estrazione mineraria ed i processi finanziari, di chiamata a collaborare. E ha portato un esempio: tra il 2018 e il 2022, proprio negli anni in cui si sono verificati i gravi crimini socio-ambientali delle grandi società minerarie con attività in Brasile, come Vale a Mariana e Brumadinho, che hanno ricevuto oltre 54 miliardi di dollari di finanziamenti internazionali, provenienti da banche e fondi di investimento di diversi Paesi. “Di fronte a questa realtà, molte organizzazioni sociali ed ecclesiali hanno iniziato a considerare il disinvestimento come una strategia etica ed efficace per affrontare le violazioni”, ha detto, rinviando, in conclusione ad alcuni documenti tra cui Mensuram Bonam, della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (2022). Un testo di riferimento che offre criteri per orientare gli investimenti finanziari delle istituzioni cattoliche secondo la Dottrina Sociale della Chiesa e che ri-afferma come il denaro debba essere messo al servizio del bene comune e della dignità umana, promuovendo un'economia più giusta, inclusiva e sostenibile. 

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20 marzo 2026, 14:30