Leone XIV: sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace
Tiziana Campisi - Città del Vaticano
La pace ha inizio da ogni singolo individuo ed è un'aspirazione che va coltivata perché diventi universale. Riprendendo il concetto di pace offerto da sant'Agostino ne La città di Dio, Leone XIV, al termine dell'udienza generale, oggi, 19 agosto, esorta tutti, nel saluto in lingua italiana, "a sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace" e chiede di lavorare concretamente perchè possa dar vita ad un'armonica convivenza tra gli uomini.
Abbiate la sincera consapevolezza che la pace è un bene prezioso e grande e che occorre un forte e costante impegno per realizzarla, seguendo con onestà e verità le vie che la costruiscono e la confermano nella società.
La testimonianza di Władysław Findys
Nelle parole rivolte in precedenza ai fedeli polacchi, dal Pontefice un'indicazione precisa, da mettere in partica, perché l'intera umanità viva pacificamente.
La civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene.
A tal proposito il Papa richiama la testimonianza di Władysław Findysz. Sacerdote e primo polacco beatificato come martire delle persecuzioni comuniste, ha sostenuto "spiritualmente" i lavori del Concilio Vaticano II "coinvolgendo i fedeli nell’'Opera conciliare di bontà' con atti di carità e di rinnovamento morale", e verrà ricordato nella liturgia del 23 agosto, giorno in cui "si celebra la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo".
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