Il Papa a San Marino: la vera libertà è nel rispetto di ogni persona e della sua coscienza
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
“Libertas”, la parola che campeggia nello stemma della Repubblica di San Marino, è la chiave del discorso per Papa Leone; un termine che chiama a sua volta il rispetto, la promozione della dignità umana, la tutela della vita, l’impegno ad una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Nel primo discorso alle autorità e alla società civile nel Palazzo Pubblico, il Pontefice pone l’accento sulla Repubblica di San Marino come “laboratorio” di buona politica e di “cura dell’altro” riferendosi in particolare alla tradizione di accoglienza mostrata anche di recente verso il popolo ucraino.
Giunto in elicottero intorno alle 8.45, Papa Leone arriva nella “più antica Repubblica del mondo”, come lui stesso ha ricordato, all’Aviosuperficie di Torraccia. In auto tra l’entusiasmo di chi lo attendeva nella zona, il Pontefice è giunto a piedi a Piazza della Libertà accolto dagli onori militari all’esterno del Palazzo Pubblico accompagnato dai Capitani Reggenti – Alice Mina e Vladmiro Selva – dall’Ambasciatore presso la Santa Sede Alessandra Albertini. Insieme al Papa c’è la delegazione vaticana composta tra gli altri dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, l'arcivescovo paolo Rudelli, sostituto per gli Affari Generali della segreteria di Stato, monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, presente anche il Nunzio apostolico in Italia e a San Marino monsignor Edgar Peña Parra.
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La pianta che cresce
A 15 anni dalla visita di Benedetto XVI e a 44 da quella di san Giovanni Paolo II, Leone XIV ringrazia per l’accoglienza e afferma di voler confermare “il profondo legame che unisce il Titano alla Sede Apostolica” ma anche a 100 anni, nell’aprile 1926, dall’inizio delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Serenissima Repubblica di San Marino. L’accento del Papa è dunque posto sulla libertà civile che si basa su quella personale; una libertà “donata e garantita, in ultima analisi, - afferma Papa Leone - da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni essere umano”. “La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”, il Pontefice fa l’esempio di una pianta che cresce e offre ossigeno, produce semi perché sgorga dalla fonte che “è Amore Uno e Trino”.
Potrà forse sembrare eccessivo questo riferimento teologico, ma credo che oggi esso sia necessario, di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere.
Accanto ai martiri della libertà
Nel discorso del Papa, in cui richiama san Tommaso Moro, è forte il riferimento ai martiri della libertà che, “saldamente formati dalla ricerca della verità, - spiega - sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”.
Anche oggi, in molte parti del mondo, non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza.
La consonanza con la Santa Sede
Richiamando gli esempi di san Marino e di san Leo, “costruttori di città libere e pacifiche”, il Pontefice mette in luce lo stile dei fondatori fatto di comunione e di responsabilità “che ben si riflette nella laboriosità e nell’ingegno di questo popolo e di questa terra”.
Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Riguardo a questo aspetto, esprimo vivo apprezzamento e trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni.
Laboratorio di buona politica
Leone XIV si sofferma poi sul valore di uno Stato piccolo, come il Principato di Monaco, “a misura d’uomo”, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini.
Perciò la Repubblica di San Marino può essere un “laboratorio” di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l’armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale.
La cura dell’altro
Un impegno prezioso alla luce della prossima sottoscrizione dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Il Papa aggiunge poi che il laboratorio San Marino, ricco di valori tradizionali e al passo con le nuove tecnologie, ha come scopo la cura dell’umano che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale.
Questa cura dell’altro è apparsa una nota distintiva della storia sammarinese fin dai suoi albori. Come è stato notato essa si è rivelata nella tradizione di accoglienza, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova. Recentemente, si è mostrata con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino, specialmente all’inizio del conflitto, come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato.
“Tale sensibilità – conclude Papa Leone - è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le Autorità politiche e il Vescovo nella ricerca del bene comune”. L’invito finale è di continuare in questo impegno a favore della dignità di ogni persona umana e del bene comune.
Dopo il discorso, lo scambio dei doni. Al Papa sono stati regalati un calice con alcune immagini significative nel rapporto San Marino – Santa Sede; un francobollo dedicato alla visita pastorale e anche un piatto in ceramica nel quale sono raffigurati i luoghi che visiterà.
Vivere nell'autentica libertà
Un momento particolarmente emozionante è stato l’affaccio di Papa Leone dal balcone del Palazzo Pubblico. Nel suo saluto ha ringraziato per l’accoglienza, invitato a vivere nella libertà che Cristo offre.
Sono veramente contento di essere qui con voi, salutarvi, godere della bellezza, la storia, la tradizione, la fede di questo grande popolo di San Marino. Tanti auguri a voi: che viviate sempre con autentica libertà, con l’autentica libertà in Cristo Gesù, con la verità, e che siate sempre uniti in questo spirito accogliente. Tanti auguri a tutti!
Prima di lasciare il Palazzo, Christian Forcellini, presidente del Comitato Olimpico Sammarinese, ha donato a Papa Leone una maglia. In questi giorni San Marino sta partecipando ai Giochi del Mediterraneo a Taranto con una delegazione composta da 29 atleti.
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