I Capitani Reggenti al Papa: secolare amicizia nel nome dell’accoglienza
Rosario Capomasi – Città del Vaticano
L’onore e l’orgoglio «di poter vantare con la Santa Sede — cui ci accomuna lo status di enclave nella penisola italica e l’essere parte delle più piccole entità territoriali sovrane — relazioni bilaterali ottime ed esclusive, progressivamente rafforzate in questo secolo di rapporti da una feconda attività diplomatica e dall’adozione di significative intese che hanno disciplinato ambiti di particolare rilevanza per la vita della nostra comunità» è stato sottolineato da Alice Mina, Capitano Reggente della Repubblica di San Marino durante il discorso rivolto nella mattina di oggi a Leone XIV nella Sala del Consiglio Grande e Generale del Palazzo Pubblico.
In questo giorno, ha aggiunto, «trova compimento una speranza che ha preso forma già lo scorso mese di gennaio, quando i nostri predecessori», nel corso dell’udienza privata con il Pontefice, l’avevano invitato a visitare la più antica Repubblica del mondo; «un invito che pochi mesi più tardi ha trovato benevola accoglienza, aprendo la strada a questo solenne momento e permettendoci di vivere insieme anche il centesimo anniversario delle nostre relazioni ufficiali». Di qui il ricordo immediato della storica visita che san Giovanni Paolo II fece nello Stato il 29 agosto 1982 — «Una giornata memorabile che segnò per sempre la storia della nostra Repubblica, quando per la prima volta un Pontefice varcò i confini del Titano» — e di quella compiuta da Benedetto XVI il 19 giugno 2011: due eventi, ha rimarcato Mina, «che hanno tracciato il cammino del nostro Paese, coniugando il valore e l’intensità spirituale alla dimensione sociale e istituzionale».
Un legame profondo
La presenza di Leone XIV, pertanto, «si posa sulla nostra antica storia come un segno di luce, rinnovando i legami profondi che nel tempo hanno unito la Santa Sede e la nostra Repubblica», e permettendo «di aprire insieme una nuova pagina della stessa storia»; e ciò, con lo sguardo rivolto al futuro e «con la fiducia di chi sa che, anche nelle sfide più difficili, l’amicizia, la fede e il dialogo possono continuare a indicare la strada».
Il discorso è poi virato sulla difficile situazione mondiale, «un tempo che pone alla coscienza della Comunità internazionale domande profonde e ineludibili» di fronte al proliferare di conflitti «che ancora insanguinano diverse regioni del mondo», alle crisi umanitarie, alle tensioni «che attraversano gli equilibri internazionali», alle migrazioni forzate e alle disuguaglianze «che continuano a separare gli uomini»: un drammatico mosaico che ricorda, «con forza, che nessun progresso può dirsi compiuto, se non è capace di custodire la dignità di ogni persona».
Fin dall’inizio del doloroso e perdurante conflitto russo-ucraino, ha precisato il Capitano Reggente, «San Marino ha teso la mano verso centinaia di profughi, costretti ad abbandonare l’Ucraina, offrendo loro sostegno morale, ospitalità e servizi», impegnandosi a favorire «analoga accoglienza a nuclei famigliari palestinesi in cerca di rifugio, assistenza e godimento dei diritti fondamentali». In linea, ha osservato, con la lunga tradizione di accoglienza dello Stato che ha trovato la sua massima espressione a metà del secolo scorso attraverso l’ospitalità offerta a oltre centomila rifugiati, in fuga dalle violenze del secondo conflitto mondiale.
Libertà, rispetto, accoglienza e cura
Precisando poi come sia proprio nei momenti più difficili «che la storia ci chiede di scegliere quale mondo vogliamo consegnare alle generazioni che verranno», il Capitano Reggente Vladimiro Selva ha richiamato l’importanza dell’enciclica Magnifica humanitas, in cui si invita «l’umanità a non smarrire il primato della persona, nell’epoca delle grandi trasformazioni digitali», ma a utilizzare il progresso scientifico per custodire «ciò che rende veramente umano l’uomo: la sua dignità inviolabile, la libertà della coscienza, la responsabilità, la solidarietà e la ricerca del bene comune». E la libertà, ha insistito, «acquista il suo significato più alto quando si fa rispetto, accoglienza e cura dell’altro; quando non innalza muri, ma costruisce ponti; quando non divide, ma riconosce nell’altro una parte della stessa, unica e magnifica umanità». Queste sono le basi di una società «autenticamente moderna», in cui è prioritario «educare al senso civico», «valorizzare la famiglia», «sostenere i giovani», «proteggere le persone con disabilità e gli anziani» e «porre la dignità dell’individuo al centro di ogni scelta pubblica».
È in tale comune orizzonte, ha puntualizzato Selva, «che San Marino e la Santa Sede sviluppano un dialogo costante sui principali dossier dell’agenda multilaterale, riscontrando significative convergenze sui temi della pace e della sicurezza internazionale, della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della promozione dello Stato di diritto e del rafforzamento del multilateralismo». Un cammino comune, ha concluso, che è rafforzato dalla vicinanza di Papa Prevost, le cui parole «continueranno a camminare ben oltre queste mura, portando con sé un messaggio di pace, di speranza e di fraternità».
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