Ebola in Rd Congo, il Papa: la comunità internazionale aiuti a salvare vite umane
Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano
L’Africa con i suoi drammi è nel pensiero e nella preghiera di Leone XIV che, nei saluti dopo l’Angelus, ha ricordato soprattutto due dei Paesi del continente che stanno vivendo gravi perdite di vite umane. Il Papa ha sottolineato il “diffondersi dell’epidemia di ebola” nella Repubblica Democratica del Congo, sollecitando una azione corale.
Incoraggio una risposta da parte della comunità internazionale, che coinvolga anche le comunità locali nell'opera di prevenzione, per salvare tante vite umane
Le vittime di ebola in Repubblica Democratica del Congo hanno superato le 2.500 e i contagi sono arrivati a oltre 5.300, cifre che fanno dell’epidemia in corso la seconda più letale della storia del Paese - con un tasso di mortalità attualmente del 47,6% - dopo quella registrata tra il 2014 e il 2016 nell’Africa occidentale, con 11 mila morti e 28 mila contagi.
La miniera di Zamboye
È poi alla Repubblica Centrafricana che è andato il pensiero del Papa, Paese dove il 18 agosto scorso il crollo di una miniera d’oro, a Zamboye, ha provocato oltre cento morti. Un sito che nelle ultime ore è stato chiuso dal governo anche per la mancata osservanza degli standard minerari e delle direttive amministrative. Ragioni alle quali ha fatto riferimento il Pontefice, invocando “l'impegno di garantire la sicurezza e la legalità dei siti minerari”.
Il terremoto del centro Italia
Infine, Papa Leone ha ricordato il decimo anniversario del terremoto che, il 24 agosto del 2016, colpì e devastò un’ampia area appenninica a cavallo tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con un bilancio di 299 morti, quasi 400 feriti e oltre 40 mila sfollati. Tra i comuni distrutti si ricordano Amatrice, che contò il maggior numero di vittime, Accumuli, epicentro della prima forte scossa di magnitudo 6.0, e ancora Arquata del Tronto, con la distruzione della frazione di Pescara del Tronto. Il Papa ha quindi assicurato le sue preghiere “per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte”, chiedendo che “la fede e la solidarietà continuino a sostenere l'opera di ricostruzione”.
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