Leone XIV: nel mondo ferito dai conflitti rispondiamo con la solidarietà
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Esperienze di vicinanza e solidarietà “apparentemente piccole e marginali” possono avere enorme “valenza profetica”, “in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro”. È questo l’incoraggiamento che Leone XIV rivolge, questa mattina 22 agosto, a sacerdoti, consacrati, religiosi e a tutta la comunità ecclesiale di San Marino-Montefeltro, incontrati nella basilica diocesana, durante la sua visita pastorale alla Repubblica più antica del mondo.
Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo (…) che insegna e comanda attenzione ai più deboli, perdono, comunione, solidarietà.
I giovani e la finestra sull’infinito
Giunto a piedi all’ingresso della Basilica attorno alle 10.40 - dopo la visita al Palazzo Pubblico e l'incontro con i Capitani Reggenti - il Papa viene accolto da monsignor Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro, e da don Marco Mazzanti, rettore della stessa Basilica. Le campane suonano a festa e i fedeli ai bordi delle strade applaudono, gridando il nome del Papa. Entrato nella chiesa, elevata al rango di Basilica minore nel 1926 da Pio XI, Leone XIV venera le reliquie di San Marino, con un breve momento di preghiera, incensandole e baciando la sacra teca: il busto reliquiario del santo patrono della Repubblica.
Nella Basilica in in stile neoclassico costruita tra il 1826 e il 1838, Leone XIV chiede alla comunità ecclesiale di San Marino, a ciascuno secondo il suo ruolo, un impegno quotidiano, fatto, come ribadisce la sua enciclica Magnifica humanitas, di “fedeltà piccole e tenaci”. Si rivolge “prima di tutto” ai giovani, citando le parole profetiche e poetiche di Papa Benedetto XVI, pronunciate nel 2011 proprio a San Marino, che li invitavano a “tenere aperta la finestra sull’infinito”.
Seguite con lo sguardo dell’anima i sentieri tracciati in voi dai desideri grandi di bellezza, di bontà e di vita che portate nel cuore. Se ne osservate attentamente i percorsi e ne ascoltate la voce, essi vi porteranno in alto, all’incontro con Dio, là dove Lui vi cerca e vi aspetta.
LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI LEONE XIV ALLA COMUNITÀ ECCLESIALE DI SAN MARINO
I giovani devono innanzitutto capire qual è la propria chiamata e poi abbracciare “con entusiasmo” la loro missione nel mondo, "investendo senza risparmio - è l'esortazione del Papa - tutta la ricchezza dei doni che Dio vi ha concesso". Senza paura di fare “scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l’impegno sociale e politico”. Leoene XIV li esorta a “lasciarsi coinvolgere” in progetti di carità e giustizia, contribuendo così - come recita il motto scelto per la sua visita alla Repubblica di San Marino - a dare “una testimonianza di pace che parla al mondo”.
Rafforzare il patto tra famiglie e sacerdoti ed educatori
Poi il ringraziamento ai sacerdoti, ai catechisti e a tutti gli educatori della diocesi, fondata diciotto secoli fa dai santi Marino e Leone sui “principi cristiani di libertà, di rispetto reciproco e di comunione”. Valori, constata il Pontefice, che la comunità ecclesiale e civile portano avanti ancora oggi “con lo stesso entusiasmo e con la stessa fedeltà”. “È un lavoro nascosto ma molto importante”, osserva, quello di chi si occupa della “crescita umana e cristiana dei ragazzi”. Questo servizio è “umile e prezioso” perché sostiene i genitori nella loro missione di educare i figli alla fede: la famiglia, sottolinea il Vescovo di Roma, è proprio il grembo naturale in cui “si impara e si respira quotidianamente il Vangelo”.
Per questo una pastorale sapiente avrà cura di alimentare una forte sinergia formativa tra famiglie e comunità ecclesiali, un patto educativo, così che i genitori si sentano coinvolti, riscoprano loro stessi la fede in modo nuovo e abbiano la gioia di trasmettere ai figli i valori cristiani di cui sono depositari.
Il dono dell’incontro con Cristo
Dal punto di vista dei contenuti, i “percorsi di crescita” promossi da sacerdoti e catechisti devono focalizzarsi, sottolinea Leone XIV, prima di tutto sulla “bellezza e il gusto della vita battesimale”, in modo da rafforzare “nelle comunità cammini di santità” e far maturare la consapevolezza della “propria dignità profetica, sacerdotale e regale”. Annunciare il Vangelo – “via di libertà per gli uomini e le donne di ogni tempo” – e aiutare le persone che incontriamo ad incontrare il Dio fatto uomo è il “dono più grande che possiamo fare”.
In questa luce esercitiamo la carità in tutte le sue forme, senza risparmio, tenendo però sempre a cuore e ben presente il bene ultimo e integrale delle persone a cui offriamo il nostro sostegno.
La "fiammella" che vince l'individualismo
Proprio il “sostegno vicendevole” e la “vicinanza” spesi per le “piccole comunità” nelle “zone più interne di questo territorio”, che affrontano “spopolamento” e “carenza di servizi”, hanno grande importanza, sottolinea ancora il Papa. Queste testimonianze di prossimità sono come “fiammelle” a cui si può sempre di nuovo attingere per rianimare “il fuoco di valori solidi”, che tengono vivo il calore di quella magnifica humanitas cui è “necessario tendere”, per vincere l’”individualismo”, la “cultura metropolitana e consumistica” e il “campanilismo diffidente e divisivo”. Un impegno quotidiano, aggiunge il Pontefice, che ridona ossigeno “alle nostre speranze di fraternità e di pace”.
Principi ed atteggiamenti che appartengono geneticamente alla piccola Repubblica, i cui fondatori seppero "tradurre il messaggio del Vangelo in un modello comunitario e politico nuovo, fortemente caratterizzato dai principi cristiani di libertà, rispetto reciproco e di comunione, un modello vivo fino ad oggi".
Affidando la realtà ecclesiale di San Marino all’intercessione dei santi Marino e Leone e assicurandole un ricordo nella propria preghiera personale, il Papa ha raccomandato infine l’attenzione verso il valore della “comunione”: da coltivare tra le parrocchie, tra i pastori e i fedeli, e tra “i diversi carismi e ministeri”, al fine di rendere sempre testimonianza di unità. Leoeen XIV riceve in dono un fac-smile del manoscritto della "Vita dei santi Marino e Leone" e dona un calice d'argento.
Il Papa chiede ai giovani generosità e servizio
Uscendo dalla Basilica il Papa si sofferma ancora per ribadire il suo messaggio ai giovani.
Riconoscete in voi stessi il valore della vita, il valore della tua vita, che sei stato già creato da Dio, amato da Dio, e la tua vita ha tanto valore: per noi, per la Chiesa, per la tua famiglia, per tutto il mondo. Credete in quello che Dio ha creato, perché siete tutti figli e figlie di Dio e Dio vi ama. E vivere con questo senso d’amore nel vostro cuore vi darà tutto quello di cui avete bisogno durante tutta la vita. Siate generosi, siate sempre aperti al servizio agli altri, cercate di formare autentiche amicizie. Nell’amicizia possiamo formare comunità.
Poi sottolinea la compatibilità dei principi su cui si fonda la Repubblica di San Marino con il messaggio di libertà del Vangelo.
Qui a San Marino avete il motto così bello, una sola parola: “Libertas”. Lo avete ascoltato sicuramente tante volte. L’autentica libertà la troviamo solo in Gesù Cristo, la troviamo nella verità: Gesù che è venuto, è venuto per darci vita, è venuto per aiutarci a riconoscere la verità in un mondo tante volte pieno di menzogna, pieno di inganni.
A fianco del Papa, per la dignità dell’uomo
L’impegno di tutta la diocesi di San Marino-Montefeltro – una Chiesa locale a cavallo tra i territori di due Repubbliche, quella italiana e quella di San Marino – si concentra proprio nella sfida di “mantenere vivo il senso di comunità di un popolo radunato dalla fede”, come ribadisce il vescovo, monsignor Domenico Beneventi nel suo discorso di saluto al Pontefice, al termine dell’adorazione del Santissimo Sacramento e della venerazione delle Reliquie di san Marino, conservate nella Basilica. “Qui - prosegue - dove la bellezza dei borghi e dei territori sposa la gratuità delle relazioni, impariamo ogni giorno il valore della prossimità e della collaborazione per il bene comune”.
Monsignor Beneventi sottolinea come il principio di libertà su sui la piccola Repubblica è fondata coincida con quello difeso dall’enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas, che respinge “ogni logica funzionalista che riduce l’uomo a prestazione, custodendo la dignità inviolabile di ogni vita dal concepimento al suo compimento naturale”. “In un dialogo franco e rispettoso con tutte le istituzioni - spiega ancora il vescovo - la Chiesa collabora come voce profetica del Vangelo per sostenere la famiglia, per promuovere un’educazione integrale delle giovani generazioni e servire il bene comune, rifiutando la logica dello scarto, la piaga dell'aborto e la dilagante pratica della maternità surrogata”.
E se è vero che anche da una piccola finestra si può vedere il mondo – come affermava Monaldo Leopardi, padre del Poeta – anche dalla realtà della diocesi di San Marino-Montefeltro non passa inosservato l’affermarsi del “rapido cambiamento del paradigma culturale”, che impone “una visione tecnicista e funzionalista” dell’uomo, contro la quale la comunità si batte quotidianamente. “Non possiamo tacere - conclude il vescovo - di fronte ai reati universali contro la vita e la dignità di ogni essere umano. Per questo motivo, ribadiamo e facciamo nostro, tutti insieme, il suo costante e ardente appello alla pace, perché cessino tutte le guerre”.
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