San Marino, il vescovo: Stato accogliente e impegnato in cammini di pace
Eugenio Murrali – inviato a San Marino
“Nel cuore della Repubblica una testimonianza di pace che parla al mondo” è la scritta che campeggia all’ingresso dello Stato di San Marino, pronto ad accogliere domani, 22 agosto, Papa Leone XIV. Nell’Appennino centrale, tra le colline dolci e ancora riarse dalla calura estiva, le strade sono vestite a festa per l’arrivo del Pontefice. Il celeste e il bianco del microstato che fa della “libertas” il proprio fondamento si alternano al bianco e al giallo dei colori vaticani.
Volgendo in alto lo sguardo, al Monte Titano e alle sue celebri tre torri, si vedono le bandiere della Repubblica di San Marino e della Santa Sede sventolare insieme, mosse dallo stesso vento. “Vogliamo essere confermati nella fede”, ha detto il vescovo della diocesi di San Marino – Montefeltro, Domenico Beneventi, intervistato dai media vaticani. Il presule vede nella visita del Pontefice un incoraggiamento per la diocesi nei percorsi di accoglienza, di sostegno, della riconciliazione e della pace.
Cento anni di relazioni tra Santa Sede e San Marino
La visita pastorale di Leone XIV alla diocesi di San Marino – Montefeltro – “Voi siete la luce del mondo” (MT, 5,14) – e alla Repubblica di San Marino che si svolgerà a partire dalle 9 ,avrà come tappe centrali l’incontro con le istituzioni politiche a Palazzo Pubblico, in occasione del centenario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e San Marino, e con quelle ecclesiastiche alla Basilica del Santo. Al termine dell’incontro con i capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva nella sala del Consiglio Grande e Generale il Pontefice si affaccerà dal balcone centrale del Palazzo Pubblico per salutare e benedire i fedeli in piazza.
Il Papa si recherà quindi alla Basilica di San Marino dove lo accoglieranno il vescovo Domenico Beneventi e il rettore della Basilica, don Marco Mazzanti. Dopo l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione delle reliquie di San Marino – fondatore della città e patrono insieme a San Leone e a Sant’Agata –, Leone XIV uscirà dalla Basilica per salutare i fedeli presenti sul piazzale, prima di congedarsi e proseguire verso Rimini, dopo una visita in forma privata alla comunità del Monastero Sant’Antonio da Padova delle Monache Agostiniane a Pennabilli, dove si era già recato da Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino nel 2005 e nel 2009.
Una Repubblica dalla lunga storia
San Marino è considerata una delle più antiche repubbliche del mondo. Il centro storico all'interno delle mura della città di San Marino, la capitale, e le pendici orientali del Monte Titano sono dal 2008 nella lista dei patrimoni Unesco. Secondo la tradizione, Marino era un tagliapietre di Arbe, in Dalmazia, giunto a Rimini nel 257 d.C. Da lì per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani si rifugiò sul Monte Titano e radunò attorno a sé una piccola comunità tramettendole un fiero senso di libertà e indipendenza.
I capi della città-Stato sono i due Capitani Reggenti, che restano in carica per soli sei mesi. Il potere legislativo è esercitato dal Consiglio Grande e Generale. Il territorio di 61,18 chilometri quadrati è divisa in 9 “Castelli” (Città di San Marino, Acquaviva, Borgo Maggiore, Serravalle, Faetano, Fiorentino, Domagnano, Montegiardino, Chiesanuova) nei quali vivono, in totale circa 34mila persone.
Eccellenza, in una sua dichiarazione lei definisce “un dono speciale” la visita di Papa Leone XIV alla diocesi di San Marino - Montefeltro. Con quale spirito la diocesi e il suo popolo di fedeli attendono il Papa?
Con lo spirito dei fedeli. Vogliamo essere confermati nella fede, incoraggiati in quelli che sono i nostri percorsi, soprattutto qui a San Marino, di accoglienza, di sostegno, del grande tema della riconciliazione e della pace e soprattutto questa attenzione, anche per la parte italiana, alla problematica delle aree interne, aree che custodiscono l’umano, che richiedono proprio a noi cristiani di essere una presenza di prossimità.
Lei accoglie per la prima volta a San Marino un Papa. Ha percepito durante il suo ministero in questo territorio la memoria e il frutto delle visite di Giovanni Paolo II nel 1982 e di Benedetto XVI nel 2011?
L'eco delle loro visite tuttora viene non soltanto celebrato, ma anche ricordato, un ricordo vivo e vivificante. Vivo perché lo sentiamo ancora attuale e vivificante perché si fa continuamente riferimento ai loro discorsi, alla loro presenza.
Spesso i piccoli stati sono visti anche come luoghi mondani. Come trasmettere un messaggio di segno diverso e che terreno potrà trovare una visione differente?
Sicuramente il senso di comunità. Il riferimento al senso di comunità del piccolo Stato di San Marino, che è il fondamento del valore della libertà, può esorcizzare quello che è un po' la mentalità comune rispetto alla mondanità. In questo Stato il senso di comunità dice il sacrificio, dice l'impegno, dice il sostegno dei valori che fondano la stessa comunità in riferimento al Vangelo e a San Marino, per cui c'è un riscatto di speranza che proprio da questo piccolo luogo può emergere e può produrre quello che è tutto il cammino di questa neutralità attiva, che dice proprio l'aspetto specifico di uno Stato accogliente e predisposto per cammini di pace.
Lei ha chiesto a Leone XIV una preghiera speciale per i giovani e ha usato parole come “giustizia”, “pace”, “speranza”. Cosa può significare per le nuove generazioni questo incontro con il Santo Padre?
Sicuramente quello che loro hanno confidato a me è che io presenterò al Papa: il bisogno di essere coinvolti, di non essere solo destinatari di attenzione e di discorsi, ma di essere coinvolti per essere protagonisti della costruzione di un futuro. La loro visione vuole essere veramente incontrata dallo sguardo del Papa per tradursi poi in percorsi che sicuramente ci permettono di dare loro spazio e protagonismo per il rinnovamento non solo della Chiesa ma anche della società.
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