Leone XIV e il re di Spagna Felipe VI si congedano all'aeroporto di Tenerife, al termine del viaggio apostolico del Papa, poco prima della partenza per Roma. (foto d'archivio). Leone XIV e il re di Spagna Felipe VI si congedano all'aeroporto di Tenerife, al termine del viaggio apostolico del Papa, poco prima della partenza per Roma. (foto d'archivio).

“¡Que Dios bendiga a España!”. Il “grazie” di Leone XIV per il viaggio apostolico

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa esprime la sua gratitudine per aver potuto visitare, dal 6 al 12 giugno, la penisola Iberica e la sua riconoscenza verso il re Felipe VI, i vescovi, i religiosi e tutti i fedeli spagnoli per l’affettuosa accoglienza

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico, Leone XIV, dopo la preghiera mariana dell’Angelus di questa mattina, 14 giugno, esprime gratitudine a Dio per il suo quarto viaggio apostolico in Spagna, iniziato lo scorso 6 giugno e terminato il 12. In una piazza San Pietro con 20mila pellegrini sotto un sole già estivo, prima che inizi la preghiera, risuonano le note della canzone “Alza la mirada”, ispirata proprio al motto del viaggio del Vescovo di Roma nella penisola Iberica. Il Papa, che ha visitato Madrid, Barcellona, Gran Canaria e Tenerife, manifesta la sua riconoscenza verso vescovi, religiose e religiosi e tutti i fedeli spagnoli che, in ogni tappa della sua visita, lo hanno accolto con grande gioia e affetto. Il Papa, prima di benedire tutto il Paese, ringrazia in modo particolare il sovrano, re Felipe VI.

Esprimo anzitutto la mia gratitudine al Signore per il viaggio apostolico che mi ha concesso di compiere in Spagna. Ringrazio il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione. Sono grato in modo speciale a sua maestà il re. Ringrazio con affetto i vescovi tutte le comunità che ho visitato e l'intera chiesa che è in Spagna. ¡Que Dios bendiga siempre a España!

LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI LEONE XIV DOPO LA PREGHIERA DELL'ANGELUS

Vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite dal sisma

Il suo pensiero va poi alle popolazioni delle isole Filippine, colpite, lo scorso lunedì 8 giugno, da un sisma di magnitudo 7.8, concentratosi soprattutto sull'isola di Mindanao, nel sud del Paese, che ha causato oltre 60 morti, centinaia di feriti e oltre 32 mila sfollati.

Assicuro la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite alcuni giorni fa da un forte terremoto Prego per i defunti e i loro familiari per i feriti che per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità.

 

I nuovi beati, un sostegno per tutta la Chiesa

Successivamente ricorda i nuovi beati, con l’auspicio che il loro esempio possa essere di ispirazione ad altri sacerdoti. Lo scorso 6 giugno sono infatti stati beatificati a Brno, in Repubblica Ceca, Jan Bula e Václav Drbola, presbiteri cechi martiri del comunismo, e, nello stesso giorno, a Cracovia, in Polonia, presso il Santuario di San Giovanni Paolo II, che li aveva conosciuti, anche Jan Świerc e otto compagni, sacerdoti salesiani vittime della persecuzione nazista.

Desidero poi ricordare alcuni nuovi beati. I sacerdoti diocesani, Venceslao, Drobla e Giovanni Bula della Moravia. E Giovanni Schwerz e otto compagni sacerdoti salesiani polacchi. Tutti sono stati beatificati come martiri, perché vittime delle persecuzioni di regimi totalitari a motivo della loro fedeltà a Cristo.

Ieri infine, 13 giugno, nella parrocchia di Jaura, in Brasile, dove aveva servito per 30 anni, è stato elevato agli altari il missionario italiano, padre Nazareno Lanciotti, assassinato per ritorsione nei confronti della sua lotta contro traffico di droga e prostituzione.

Ieri inoltre, nel Matto Grosso in Brasile è stato beatificato È stato beatificato Nazareno lanciotti, sacerdote romano, missionario. Anche egli martire. Perché in nome del Vangelo difendeva i più poveri. L'esempio è l'intercessione di questi coraggiosi testimoni sostengano la missione dei presbiteri e di tutta la Chiesa.

Crescere nella comunione con i "Discepoli di Cristo"

Il Vescovo di Roma usa la lingua inglese per ringraziare per il suo importante lavoro teologico, la “Commissione internazionale per il dialogo tra i Discepoli di Cristo e la Chiesa cattolica”, un organismo nato nel 1977 per promuovere la comprensione reciproca e il cammino verso l'unità dei cristiani.

Porgo il mio saluto ai membri della commissione internazionale per il dialogo tra i discepoli di Cristo e la Chiesa cattolica. Possano le vostre riflessioni aiutarci a crescere nella comunione.

Infine il saluto ai molti pellegrini dagli Stati Uniti, dallo Stato del New Jersey e ad altre comunità presenti in piazza.

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14 giugno 2026, 12:20