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La devastazione caustata dal terremoto nel sud delle Filippine La devastazione caustata dal terremoto nel sud delle Filippine 

Terremoto nelle Filippine, colletta speciale della Chiesa mentre si contano i danni

È salito ad almeno 61 morti e 40 dispersi il bilancio del devastante terremoto che lunedì scorso ha colpito il sud del Paese asiatico, al largo dell’isola di Mindanao. Non si ferma il lavoro delle squadre di soccorso, mentre le autorità di Manila hanno fatto sapere che il sisma ha provocato anche un innalzamento del fondale oceanico fino a due metri in alcune regioni costiere. Continua intanto l’impegno della Chiesa locale al fianco dei disastrati

Giada Aquilino – Città del Vaticano

È l’ora della conta dei danni nelle Filippine colpite lunedì scorso dal potente terremoto di magnitudo 7.8, che ha causato almeno 61 morti e 40 dispersi, secondo l'ultimo bilancio dell'agenzia per la gestione delle catastrofi di Manila.

Il sisma dell'8 giugno, ha fatto sapere in queste ore il ministero dell'Ambiente in base alle prime verifiche e alle testimonianze degli abitanti dell'isola meridionale di Mindanao, ha inoltre provocato un innalzamento del fondale oceanico fino a due metri in alcune regioni costiere: il fenomeno comporta gravi rischi ambientali, in particolare per i coralli, che potrebbero così ritrovarsi esposti all’aria e alle alte temperature.

I soccorsi incessanti

A quasi una settimana dalle scosse, le squadre di soccorso continuano a cercare i dispersi sotto le macerie, mentre i feriti risultano oltre 500 e gli sfollati sono decine di migliaia. Il terremoto al largo delle coste di Mindanao, avvenuto proprio all'inizio dell'anno scolastico, ha provocato il crollo di edifici e innescato frane in gran parte dell'isola, anche perché diverse forti scosse di assestamento di minore entità hanno continuato a far tremare la terra dopo quella iniziale. Proprio l’insicurezza ha rallentato i soccorsi nelle ore immediatamente dopo il sisma, tanto che i primi feriti sono stati curati dai team d’emergenza all'aperto, sotto il sole cocente. Nella provincia di Sarangani, particolarmente colpita, alcune zone sono state raggiunte in elicottero.

La colletta speciale della Chiesa filippina

Gli abitanti hanno descritto scene di terrore durante le scosse e di disperazione subito dopo, perché molte persone hanno visto distrutto tutto ciò che avevano, dagli affetti alla casa. Devastate inoltre infrastrutture, strade e alcune chiese, soprattutto nell'area della città di General Santos. Al fianco dei disastrati, da subito le comunità cattoliche filippine, che con profonda solidarietà, aiuti umanitari e preghiere incessanti si sono fatte “prossime” alle popolazioni colpite dal sisma. Già il giorno successivo al terremoto, ha riportato l’agenzia Fides, il presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, mons. Gilbert Garcera, arcivescovo di Lipa, ha esortato diocesi, parrocchie, comunità religiose e istituzioni cattoliche a includere intenzioni particolari per le vittime del terremoto durante le messe di oggi, 14 giugno, quando in tutto il Paese si tiene una colletta speciale: i proventi saranno destinati ai centri di azione sociale diocesani e alla Caritas Filippine per sostenere gli interventi di soccorso e riabilitazione nelle aree colpite dall'emergenza.

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14 giugno 2026, 12:31