Il Papa: in Spagna accoglienza festosa, segno di un bisogno di unità non ideologica

All’udienza generale in Piazza San Pietro, Leone XIV ripercorre i momenti salienti del viaggio apostolico nel Paese iberico. Sottolinea il bisogno di parole di speranza per un’umanità segnata dalle “conseguenze negative di un modello di sviluppo ingannevole”. Ricorda le testimonianze ascoltate e la Messa presieduta nella Basilica della Sagrada Familia, simbolo dell’incontro tra culture tradizionali e contemporanee, come esperienza che indica una strada da seguire per l’intero continente europeo

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Volti particolari, che trasmettono un bisogno universale. Quelli dei bambini, con la loro coraggiosa incoscienza; delle vittime di abusi, in cerca di ascolto e giustizia; dei carcerati, dei migranti, dei giovani inquieti e sognatori. È in questo mosaico di umanità che Papa Leone XIV ha riconosciuto un desiderio comune: ritrovarsi uniti attorno a un fondamento autentico e duraturo, capace di andare oltre le ideologie e gli interessi di parte. Un bisogno che emerge con forza in un mondo segnato dalle “conseguenze negative di un modello di sviluppo ingannevole” e in un'Europa chiamata a riscoprirsi, come la Basilica della Sagrada Familia che intreccia tradizione e contemporaneità, “realtà attuale, non superata”. Sono queste alcune delle riflessioni offerte dal Vescovo di Roma durante l'udienza generale di questa mattina, 17 giugno, in Piazza San Pietro, ripercorrendo le tappe più significative del viaggio apostolico nel Paese iberico, svoltosi dal 6 al 12 giugno.

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Evitare unità parziali o di parte

Il Pontefice ringrazia il popolo spagnolo, il re, le autorità civili e la comunità ecclesiale per la festosa accoglienza ricevuta in un Paese che ha conosciuto notevoli mutamenti sociali e culturali. Richiama, quindi, come fatto varie volte nei suoi discorsi in terra iberica, il tema dell'unità, capace di superare divisioni e contrapposizioni, sottolineando come sia compito del Successore di Pietro declinare questo servizio nelle diverse situazioni ecclesiali e sociali delle Nazioni visitate.

Ritengo che manifesti il bisogno diffuso di ritrovarsi uniti su un fondamento vero e profondo, non ideologico né di interesse parziale. Quel fondamento che solo Cristo, in ultima analisi, può assicurare, e che il Vangelo, attraverso le necessarie “inculturazioni”, può trasmettere nella vita dei popoli. Può farlo perché il suo messaggio risponde pienamente a entrambe queste esigenze: la ricerca di verità e la sete di giustizia.

Fondere tradizione e contemporaneità

Leone ripercorre i grandi raduni nelle cattedrali e negli stadi modernissimi, così come la preghiera del Rosario nell'Abbazia di Montserrat e la Messa nella Basilica della Sagrada Familia.

Questo incontro di antico e moderno, di tradizione cattolica e cultura contemporanea mi ha fatto percepire dal vivo il carattere proprio dell’Europa, la sua ricchezza inestimabile, come realtà attuale, non superata. Si tratta di un patrimonio da custodire con cura, per poterlo investire nell’oggi globale con le sue sfide epocali: la pace, l’ecologia integrale, lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto della dignità umana.

Il Papa mentre benedice una bambina
Il Papa mentre benedice una bambina   (@Vatican Media)

Il bisogno universale

Il Pontefice evidenzia inoltre la continuità nell'affrontare tali sfide, dal Concilio Vaticano II fino alla sua prima enciclica, Magnifica humanitas.

Ho colto, attraverso i vari incontri, il bisogno di ascoltare nella voce del Papa il Vangelo della speranza per questa nostra umanità di oggi, duramente provata dalle conseguenze negative di un modello di sviluppo ingannevole.

Leone XIV tra i fedeli
Leone XIV tra i fedeli   (@Vatican Media)

Verso la “civiltà dell’amore”

Il Papa si sofferma anche sul valore delle testimonianze raccolte durante il viaggio, in particolare quelle dei migranti ospitati nei centri di prima accoglienza delle Isole Canarie, che gli hanno offerto una “chiave di lettura complessiva”. Una prospettiva che nasce sia dalla posizione geografica dell'arcipelago sia dall'esperienza della Chiesa locale, al fianco di numerosi migranti forzati provenienti soprattutto dall'Africa.

Sappiamo che il fenomeno migratorio è complesso e che richiede piani di azione organici e concertati. Ma questa chiave di lettura apre una prospettiva diversa e più ampia: ci fa capire come siamo chiamati a rileggere il Vangelo nel mondo di oggi, scambiandoci i doni delle nostre rispettive culture, e in particolare i frutti prodotti in esse dalla fecondità del messaggio di Cristo.

Il mondo attraverso "gli occhi di Dio"

Uno di essi, specifica Leone, è lo spirito di fraternità che anima il dialogo e lo scambio reciproco di valori. Un cammino non facile, ma capace di condurre alla “civiltà dell'amore”. Il Pontefice conclude esortando ad “alzare lo sguardo”, sulla scia del motto del viaggio apostolico, e invita a guardare il prossimo, la gente e il mondo “con gli occhi di Dio”, cioè con amore, rispetto e compassione.

Alcuni vescovi presenti all'udienza generale
Alcuni vescovi presenti all'udienza generale   (@VATICAN MEDIA)

I giovani tra esami e vacanze

Dopo la catechesi, nei saluti ai fedeli di lingua italiana, il Papa rivolge un pensiero ai giovani che affronteranno gli esami, esortando poi ad approfittare al meglio del periodo estivo ormai alle porte, "tempo di turismo e di pellegrinaggi, di ferie e di riposo", vivendo "utili esperienze sociali e religiose". Rivolgendosi ai fedeli polacchi, il Pontefice ricorda le celebrazioni del 30.mo anniversario della riattivazione dell'Azione Cattolica nel Paese, avvenuta grazie all'ispirazione di san Giovanni Paolo II, che la definì una "scuola di fede".

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17 giugno 2026, 10:30