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Il Centro Cedia 24 Horas Il Centro Cedia 24 Horas

Nel Centro Cedia 24 Horas, la “porta della Carità” di Madrid che accoglie chi è per strada

Nel primo giorno del suo viaggio in Spagna, Leone XIV visiterà questo polo di solidarietà e carità della capitale iberica. Una struttura che ospita e garantisce assistenza continua per 365 giorni all’anno a persone in condizioni di necessità o senza fissa dimora. Il responsabile: “Lavoriamo soprattutto per restituire la dignità, cominciando da vestiti, igiene, trasporti. Cose per noi comuni, ma non per queste persone”. Ernesto, uno degli assistiti: “Qui ho ritrovato un equilibrio"

Salvatore Cernuzio e Patricia Ynestroza – Inviati a Madrid

Tutto è nato quasi cinquant’anni fa, da un furgone mandato in giro per le strade di Madrid a distribuire caffè a uomini e donne senza fissa dimora. Dal 1977 ad oggi il Centro Cedia 24 Horas è diventato la “porta della carità” della capitale spagnola. E da questa porta, nel quartiere periferico di Lucero, domani 6 giugno farà il suo ingresso Papa Leone XIV nel primo giorno di viaggio in Spagna, visitando i locali e poi recandosi nel cortile centrale della vicina parrocchia di Nostra Signora della Crocifissione, dove incontrerà circa 200 persone coinvolte nei programmi di assistenza sociale dell’Arcidiocesi di Madrid.

La storia di Ernesto

Un abbraccio simbolico da parte del Vescovo di Roma a tutta la comunità che abita questo polo che fa capo alla Caritas diocesana. Un polo di accoglienza, ascolto, aiuto, integrazione e reintegrazione sociale verso gente fragile, tagliata fuori dal perimetro sociale, a cui, oltre al cibo e un letto, a volte manca anche il coraggio per vivere una vita “normale”. Come Ernesto, uno degli assistiti, oltre 60 anni, barba incolta che prova a sistemarsi davanti ai media vaticani: “Beh, quando sono arrivato qui tanti anni fa ero un po’ in trepidazione, sai com’è quando si è in trepidazione, no? Mi avevano parlato di questo posto, in quel momento ero per strada, sono venuto e mi sono iscritto”. Sono tante, infatti, le richieste che arrivano alle scrivanie del Cedia e c’è una lista d’attesa da rispettare: “Dopo un mese e mezzo, mi hanno preso. Questo è stato già un grande sollievo per me perché avere un letto non è la stessa cosa che non averlo”, dice Ernesto. “Poter appoggiare la testa su un cuscino, è davvero fantastico”, racconta ancora, descrivendo con termini come “soddisfacente” e “appagante” l’esperienza al Cedia. “Ho avuto tutti i miei documenti, anche se sono cittadino spagnolo. Mi chiedevano di tutto: no, la carta d’identità per questo, la residenza per quello, il documento, quell’altro per la salute ecc”. Grazie al Centro ha ottenuto “tutto ciò che non avrei potuto ottenere per strada. È qui che tutto ha trovato un senso per me. Sono riuscito a ritrovare un equilibrio, come dire, sia fisico che emotivo, grazie alla loro presenza qui”.

La sede del Centro Cedia 24 Horas
La sede del Centro Cedia 24 Horas

Un impegno H24 per 365 giorni all'anno

“Loro” sono gli assistenti sociali, gli educatori, i volontari. Circa 70, alcuni giovanissimi. Come giovanissimi sono anche alcuni ospiti del centro accoglienza: “Per la prima volta in molti anni, la fascia d’età più numerosa è quella dei giovani dai 18 ai 30 anni”, racconta ai media vaticani il responsabile della struttura, Juan José Gómez Escalonía. “Quando si inizia la propria vita, il primo lavoro, la coppia, l’indipendenza, tutte queste cose non è difficile ritrovarsi per strada. È una sfida”.

I volontari lavorano di fatto 365 giorni all’anno, dividendosi nei diversi spazi, decorati con quadri, murales, scritte in legno motivazionali. L’assistenza è continua e sovente chi arriva è in emergenza. “Il Centro accompagna ogni anno un numero crescente di persone”, racconta Santiago Tedeschi, community manager dell’Arcidiocesi di Madrid e collaboratore del Cedia per la comunicazione in questi giorni della visita papale. “Nel 2025 sono state assistite 2.534 persone, un dato che riflette un contesto segnato dal preoccupante aumento del problema del caro affitti a Madrid”.

Ascolta l'intervista a Santiago Tedeschi

Servizi speciali e piani sociali

All’interno della struttura dai mattoni rossi, coi balconi in cui sventolano panni messi ad asciugare, c’è un centro notturno per uomini con 47 posti letto (un altro per donne con 20 posti è in un’altra zona di Madrid). In queste ultime ore prima dell’arrivo del Papa, in mezzo a riordini e prove generali, le stanze vengono abbellite con fiori e sistemate a dovere. È forte l’odore di detersivo, come anche quello del pane caldo trasportato in box di cartone. Oltre alle camere, al Cedia vengono offerte infatti la cena e la colazione nel centro diurno che dispone di 70 posti e offre servizi di lavanderia, docce, mensa, deposito bagagli, oltre a piani speciali per le diverse persone, con sussidi per far fronte all’emergenza freddo e caldo “estremi qui a Madrid”, racconta ancora Gómez Escalonía. “Ci sono anche contributi economici per pagare una pensione, un alloggio temporaneo nei casi di particolare necessità”.

Nel corridoio si trova poi il Cuadro Actividades, la bacheca con tutti i piani giornalieri per gli ospiti: il lunedì attività sportive, giochi da tavolo, “habilidades sociales”; il martedì, gruppi d’incontro, arte terapia; il mercoledì, sedute per “riconoscersi” o “rompere il silenzio” e così via. Non solo tante attività nel Cedia 24 Horas, ma anche tante lingue e culture: “Ci sono gli spagnoli, ma anche gli arabi, gli africani, i latinoamericani”, racconta il responsabile. “Siamo una piccola Onu”, sorride, “ci sono culture diverse, lingue diverse; la convivenza, come in ogni cosa, presenta sempre qualche piccolo problema, ma non si va mai oltre. E comunque si aiuta sempre chi arriva. Chi arriva riceverà sempre amore e affetto”.

Al lavoro nella cucina
Al lavoro nella cucina

Chi arriva e chi va

Lo stesso vale anche per chi va. Tanti lasciano il Centro e “praticamente l’80% delle persone che passano da qui non tornano in strada”, dice Juan José con una punta d’orgoglio. “Non vogliamo sembrare presuntuosi, però è vero che ci sono persone che se ne vanno già con un lavoro. Poi certo mi faccio il segno della croce perché penso: non so cosa succederà. Un lavoro piccolo, precario, mi fa paura immaginarli di nuovo qui tra tre mesi. Ma va bene, hanno già fatto un passo avanti”.

Il passo avanti è l’aver ridato “dignità”. “La restituiamo partendo dalle cose fondamentali: igiene, alimentazione, abbigliamento, internet, trasporti… Aspetti che per noi sono comuni, normali, ma che per queste persone non lo sono”, dice il responsabile del Cedia. “Da quel momento in cui cerchiamo di aiutarle a recuperare la dignità, si avvia un intero processo: viene assegnato un assistente sociale e uno psicologo e si avvia un percorso in cui si lavora sempre mettendo al centro la persona”.

“Si lavora insieme a loro, si cercano delle alternative rispettando sempre i loro tempi e il loro passato”, specifica Santiago Tedeschi. “È un piano di accompagnamento integrale per ciascuna persona, che affronta aspetti come le relazioni umane, la salute, la situazione burocratica e amministrativa, l’accesso al lavoro, il tempo libero”. Un lavoro per cui il Cedia si appoggia a servizi specializzati di Caritas Madrid sparsi in tutta la città.

L'attesa per Papa Leone

È bello, e lo è davvero per tutti, che il Papa – dopo i consueti appuntamenti istituzionali di inizio viaggio – di fatto inauguri il pellegrinaggio spagnolo in questo Centro di solidarietà. “È molto importante per noi, perché Papa Leone entra a Madrid attraverso la porta della carità e dell’ascolto con gli ultimi della società”, evidenzia Tedeschi. “Il Papa potrà conoscere queste realtà sociali che convivono nella capitale, quella della vulnerabilità e dell’accompagnamento. Un esempio concreto di come la Chiesa, attraverso la prossimità e la generosità, evangelizzi chi è più fragile”. I protagonisti domani, assicura il giovane, “saranno le stesse persone accompagnate dal Centro”: con el Papa León potranno “condividere le loro testimonianze, i loro sogni, le loro speranze”.

Messaggi di incoraggiamento per gli ospiti
Messaggi di incoraggiamento per gli ospiti

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05 giugno 2026, 16:24