Leone XIV: aggrappati alla Croce per navigare il mare turbolento di questo secolo

Nella cattedrale di Sant’Anna, a Las Palmas, terza tappa del suo viaggio apostolico in Spagna, il Papa incontra i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali delle Isole Canarie. Dal Pontefice l’incoraggiamento ad aiutare “fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Da un’isola remota sulla soglia dell’oceano Atlantico, a Las Palmas de Gran Canaria, Leone XIV parla di come costruire una Chiesa solida, capace di attraversare il “mare di questo secolo”. Il Papa, al suo penultimo giorno di viaggio apostolico in Spagna, incontra nella cattedrale di Sant’Anna, nel primo pomeriggio di oggi 11 giugno, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali delle Isole Canarie.

LEGGI QUI IL TESTO DELL'INCONTRO DEL PAPA NELLA CATTEDRALE DI LAS PALMAS DE GRAN CANARIA

Per costruire - spiega il Pontefice nel suo discorso in lingua spagnola in questo tempio, mescolanza di stili architettonici, tardo gotico all’interno e neoclassicismo all’esterno - serve intanto una pietra angolare, Cristo. Su di essa devono poggiare due disposizioni spirituali essenziali per la Chiesa del nostro tempo, "che dobbiamo tenere presenti per essere 'saggi architetti' nella costruzione della civiltà dell’amore": la Croce e la "spiritualià eucaristica". 

La facciata della cattedrale di Sant'Anna a Las Palmas de Gran Canaria.
La facciata della cattedrale di Sant'Anna a Las Palmas de Gran Canaria.   (@Vatican Media)

Tanti fedeli, come a Madrid e Barcellona, sfidano il sole armati di ombrelli e cappellini, per accogliere e salutare il Pellegrino in Terra Iberica, cantando a gran voce "El Papa se siente, el Papa está presente!". Per poterli salutare tutti, disposti ai bordi delle strade, Leone XIV copre la distanza dal Porto di Arguineguín alla cattedrale cinquecentesca, in papamobile. Entrato in chiesa, fatta edificare da Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, si dirige verso la cappella del Santissimo Sacramento, per inginocchiarsi e pregare qualche istante. 

L'arrivo di Leone XIV in papamobile alla cattedrale di Sant'Anna.
L'arrivo di Leone XIV in papamobile alla cattedrale di Sant'Anna.   (@Vatican Media)

Abbracciare la Croce per attraversare la storia

“I Canari nativi o d’adozione”, argomenta il Vescovo di Roma ispirato dalla Lettera di San Paolo agli Efesini, appena proclamata, sono abituati ad essere circondati dalla “maestosa presenza del mare” che imprime in loro “una sana nostalgia di immensità”. Ma anche “un cuore sensibile disposto a salutare con una lacrima chi se ne va e ad accogliere a braccia aperte chi arriva”. Cristo, come afferma Sant’Agostino nel suo Commento al Vangelo di Giovanni, citato da Leone XIV, “ci ha procurato il legno con cui attraversare il mare”.

Questo è il primo atteggiamento che ci guida per navigare nelle acque della vita e raggiungere la meta, la patria celeste: abbracciare la croce di Cristo. […] I santi hanno provato la nostalgia di Dio e, dovendo affrontare le tempeste dell’esistenza, hanno saputo portare Gesù sulle loro barche, hanno confidato in Lui, hanno abbracciato la croce e hanno così placato le onde dell’incertezza e della paura.

Il Papa cita l’esempio del venerabile Antonio Vicente González, un sacerdote diocesano, vissuto nella prima metà del XIX secolo: un modello di carità e di dedizione verso il prossimo, fino al sacrificio della vita, come Cristo. Durante un'epidemia di colera scoppiata nel 1851 rimase, mentre molti abbandonavano la città, “il buon pastore canario”, come viene chiamato, rimase accanto ai malati. Organizzò opere di assistenza, trasformò strutture parrocchiali in luoghi di cura e si dedicò personalmente agli infermi, finché contrasse la malattia e morì molto giovane, a 34 anni, mentre assisteva i contagiati. Un autentico testimone del Vangelo “in questo nuovo tempo della storia, non esente da turbolenze e contraddizioni”, da cui la Chiesa locale si lascia ispirare ancora oggi.

La prima “linea guida”, dunque, è abbracciare la croce di Cristo; e voi, ad esempio, lo fate quotidianamente come cirenei, accompagnando tanti fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita e aiutandoli a portare i loro pesi. Vi ringrazio per questo generoso lavoro di carità e misericordia.

Le volte della cattedrale di Sant'Anna.
Le volte della cattedrale di Sant'Anna.   (@Vatican Media)

Accoglienza e solidarietà per essere eucaristia

È necessario poi “coltivare una spiritualità eucaristica”, che, come sottolinea l’enciclica di Leone XIV, Magnifica humanitas, significa innanzitutto” approfondire “una spiritualità dell’unità ecclesiale nell’amore”. Una Chiesa unita era proprio il desiderio di Gesù, sottolinea il Successore di Pietro: un segno da comunicare, “affinché il mondo creda”.

Un modo concreto per manifestare questa spiritualità di comunione è la solidarietà cristiana (…). Per questo vi incoraggio a continuare a offrire a tutti l’amore che voi, a vostra volta, avete ricevuto dal Signore, amore che si fa nutrimento nell’accoglienza, nell’ascolto, nella vicinanza e nella cura dei più fragili.

Al termine del suo discorso, prima di affidare la Chiesa locale alla Beata Vergina Maria Stella maris, il Papa incoraggia la diocesi di Islas Canarias “ad andare avanti saldamente radicati” in Cristo, “per continuare a navigare con coraggio in questo nuovo tempo della storia”.

Il video dell'incontro del Papa nella cattedrale di di Sant’Anna, a Las Palmas

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

11 giugno 2026, 14:30