Il Papa: i chatbot sfruttano bisogno di relazioni, recuperare il valore dell'umanità
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
La Chiesa è pienamente, e naturalmente nell’ambito della sua “missione universale”, inserita e impegnata nel campo delle comunicazioni sociali. Promuove un recupero del senso dell’umano per risvegliarlo dalla sua “eclissi”, alimentata da una corsa sfrenata al progresso tecnologico, dove il bisogno di relazioni rischia di essere compensato da freddi chatbot. Esorta inoltre a educare e alfabetizzare, specialmente i giovani, al digitale e a un suo uso critico.
Sono queste le linee guida offerte da Papa Leone XIV incontrando questa mattina, 22 maggio, i partecipanti al convegno internazionale Custodire voci e volti umani promosso dal Dicastero per la Comunicazione in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione.
LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE (IN INGLESE) DI PAPA LEONE XIV
La missione della Chiesa nella comunicazione
Il Pontefice riceve coloro che hanno preso parte all’incontro tenutosi ieri presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano. Ricorda che l’evento si inserisce nel solco della 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, celebrata domenica 17 maggio, e sottolinea come ritrovarsi per riflettere sull’educazione ai media e al digitale contribuisca all’orientamento dell’umanità in un tempo segnato dalla crescita esponenziale della tecnologia.
È proprio nel contesto della missione universale della Chiesa che si può comprendere meglio il suo impegno a favore delle comunicazioni sociali.
Orientare decisioni e azioni
Di fatto, ricorda il Papa, lo stesso Decreto del Concilio Vaticano II sui mezzi di comunicazione sociale Inter Mirifica, che diede origine alla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, esordisce affermando che “la Chiesa cattolica, essendo stata fondata da Cristo Signore per portare la salvezza a tutti gli uomini”, sente il dovere di annunciare il Vangelo, adoperandosi per la redenzione eterna di ogni persona umana.
Questo desiderio “che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”, pertanto, non deve informare solo le nostre decisioni e azioni, ma anche l’utilizzo e la direzione data ai media, alla tecnologia digitale e all’intelligenza artificiale, al fine di assicurare che questi strumenti siano posti al servizio autentico dell’umanità.
L’eclissi del senso
Leone cita quindi il concetto espresso nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest’anno, dove osserva che la "sfrenata promozione e implementazione di tecnologia a scapito della dignità umana” incrementa i danni provocati da chatbot e altre tecnologie che “sfruttano il nostro bisogno di relazioni umane”.
Stiamo davvero sperimentando un’eclissi del senso di ciò che significa essere umani. Pertanto, è ancor più necessario riacquistare una comprensione del vero significato e della vera grandezza dell’umanità come intesi da Dio.
L’auspicio per Magnifica humanitas
La sfida da affrontare non concerne quindi la tecnologia, ma l’umanità stessa, e il Pontefice auspica che la sua prima enciclica Magnifica humanitas, che sarà pubblicata il prossimo 25 maggio e dedicata alla tutela della persona umana nell’epoca dell’IA, possa contribuire a rispondere meglio a tale appello.
Alla luce di ciò, sono fiducioso che soltanto attraverso la contemplazione di Cristo, il Verbo Incarnato, possiamo non solo ritrovare una visione corretta di Dio, ma anche arrivare a comprendere la verità dell’umanità.
Custodire incontrando Dio
Come affermato da san Paolo VI nella Gaudium et Spes, “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”. Ciò, spiega Leone, significa che il cuore umano non potrà mai sondare pienamente le profondità del proprio essere, né comprendere il suo valore, al di fuori di Cristo e del suo cuore. E per questo, custodire volti e voci implica un incontro con “Colui che è 'immagine del Dio invisibile', essendo al contempo l’uomo perfetto”.
Naturalmente tutto ciò va tenuto presente mentre si discute delle implicazioni della tecnologia digitale e del ruolo della Chiesa nelle comunicazioni sociali.
Le tecnologie contribuiscano alla salvezza
Un compito non facile, riconosce il Papa, ma “come potremmo non farlo ai nostri giorni”, di fronte a una questione così diffusa e alla missione di portare “la luce di Cristo al mondo, illuminando ogni dimensione dell’attività umana”?
Di conseguenza, la Chiesa si sente in dovere di contribuire allo sforzo di pianificare e introdurre l’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’intelligenza artificiale nei sistemi educativi.
Così facendo, si garantirà ad ogni individuo la capacità di pensiero critico, e le stesse tecnologie potranno contribuire “alla salvezza di coloro che le utilizzano”.
L’importanza dell’alfabetizzazione digitale
Leone esamina inoltre le naturali preoccupazioni per le possibili conseguenze dettate dall’uso delle nuove tecnologie sullo sviluppo fisico e intellettuale di bambini e giovani, ma anche sul loro benessere spirituale. Le nuove generazioni, come già ricordava la Inter Mirifica, devono imparare “un uso moderato e disciplinato” dell’utilizzo dell’IA, sostenuti da genitori ed educatori.
Inoltre, alla luce della missione della Chiesa e delle attuali convinzioni errate riguardo a Dio e alla persona umana, l’alfabetizzazione digitale deve includere anche un’educazione alla verità su Dio e l’umanità.
Una questione al cuore del Papa
L’apertura dei giovani alla verità e la loro volontà di scoprire il significato della vita sono quindi un incoraggiamento per tutti a integrare “l’uso della tecnologia all’interno di uno stile di vita cristiano integrale”.
Cari fratelli e sorelle, questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore e che sta a cuore alla Chiesa. Di fatto, in quanto Madre, la Chiesa s’interessa alla vita dei suoi figli, desiderando guidarli alla piena maturità. È mia speranza che queste riflessioni conducano a una rinnovata fiducia nella tecnologia quale frutto del genio della persona umana in armonia con il disegno creativo di Dio.
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