Il Papa: polarizzazioni e disprezzo delle diversità portano distruzione

All'Angelus domenicale, con 20 mila fedeli in piazza San Pietro, Leone XIV si sofferma sul Mistero di Dio Trinità, che rimanda a "una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge". Nella Solennità di oggi, l'invito del Pontefice è a riscoprire che "la Trinità ci fa amare tutto e tutti" e che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Una circolazione di amore che vivifica e lega le tre persone divine del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così all'Angelus di questa domenica, che chiude il mese tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, il Papa spiega il senso della Solennità della Santissima Trinità che la Chiesa celebra oggi, 31 maggio. Un amore sempre acceso a cui l'umanità può guardare per creare unità, oltre ogni barriera di odio.

Leone XIV dalla finestra del Palazzo apostolico
Leone XIV dalla finestra del Palazzo apostolico   (@Vatican Media)

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La vita in Gesù è una comunione dinamica e feconda

La Chiesa, osserva il Successore di Pietro nella sua catechesi, è "sacramento di comunione, spazio di incontro". Dunque è riflesso di quell'amore trinitario alimentato dal fuoco dello Spirito. Quello Spirito di cui parlò Gesù a Nicodemo, si racconta nella Liturgia, la cui notte fu illuminata "con la verità che nella festa di oggi risuona in tutte le nostre chiese", dice il Papa.

Celebrando oggi il Mistero di Dio Trinità ci è offerta la possibilità di ripensare il cammino percorso, a partire dal suo centro: la vita di Dio che si è donata a noi in Gesù Cristo. Questa vita è una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge: lo Spirito che lega il Padre e il Figlio è stato infatti riversato nei nostri cuori, così che nel mondo prende forma la Chiesa, sacramento di comunione, spazio di incontro, di amore e di vita in cui cielo e terra già si toccano.


La Trinità ci fa amare tutto e tutti

Nicodemo faceva parte del Sinedrio, il Consiglio dei capi d’Israele. Il Pontefice ricorda come non si unì al coro di disprezzo verso Gesù invitando invece tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Poiché aveva fatto esperienza di un incontro che lo avrebbe trasformato nel profondo, che gli avrebbe aperto il cuore "alla nuova verità e alla vera novità", quella della vita in Cristo. Leone esorta a rivivere il cammino di Nicodemo e a fare festa, con animo gioioso. Chi infatti non accoglie questo Spirito "invecchia presto, nel lamento, si trova solo", chiosa ancora il Papa.

La vita di Dio è meravigliosa e coinvolgente, dà pace al nostro cuore, spesso così inquieto, e ci fa incontrare fratelli e sorelle nella gioia dello Spirito. La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità.


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31 maggio 2026, 12:11