A Maria la preghiera di Leone per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo
Antonella Palermo - Città del Vaticano
L'affidamento alla Vergine Maria, soprattutto per la fraternità nel mondo; il ringraziamento a quanti si adoperano per la tutela dei minori più vulrnerabili; il saluto ai peruviani che sono nel cuore del Papa. Così, dopo il Regina Caeli di stamani, 3 maggio, il Papa si è rivolto ai numerosi fedeli riuniti in piazza San Pietro.
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL REGINA CAELI DEL PAPA
A Maria l'affidamento della preghiera per la pace
All'inizio del mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, il Pontefice invita a pregare il Rosario, in particolare rivolgendo il pensiero alle ferite del mondo a causa della violenza. È un tempo, ricorda, "in cui tutta la Chiesa si rinnova la gioia di ritrovarsi nel nome di Maria nostra Madre, specialmente a pregare insieme il Rosario. Si rivive l’esperienza di quei giorni, tra l’Ascensione di Gesù e la Pentecoste, quando i discepoli si ritrovavano nel Cenacolo a invocare lo Spirito Santo: Maria Santissima era in mezzo a loro e il suo cuore custodiva il fuoco che animava la preghiera di tutti".
Vi affido le mie intenzioni, in particolare per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo.
Il ricordo dei giornalisti vittime di guerre
Oggi, 3 maggio, si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, promossa dall'UNESCO. Una occasione per ricordare ai governi la necessità di rispettare il loro impegno nell'offrire garanzie per una informazione libera. È una giornata di sostegno ai media che, si legge sul sito dedicato, sono bersaglio di restrizioni, e di memoria per quei giornalisti che hanno perso la vita nell'inseguimento di una notizia. Leone non li dimentica, non trascura questo aspetto così cruciale che riguarda la società civile. Chiare le sue parole:
Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza.
Il grazie all'associazione Meter, da 20 anni a tutela dei minori
Tra i saluti del Papa dopo la preghiera mariana, anche quelli indirizzati all'associazione Meter Ets, che da lungo tempo si batte per la tutela dei minori:
Saluto l’Associazione “Meter”, che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio!
Numerosi sono i servizi offerti dall'associazione: dal centro di ascolto al centro di ricerca, dal centro di ascolto a quello antibullismo, da un polo di formazione ed educazione a uno polifunzionale. Tra le attività portate avanti da questa realtà c'è quella che ruota attorno alla stimolazione di "azioni contro lo sfruttamento sessuale sui minori e contro ogni altra forma di aggressione fisica, culturale, psicologica e spirituale perpetrata sugli stessi", si legge sul sito. I dati del Report 2025 “Bambini Vittime", presentati a fine febbraio a Roma, evidenziano trend emergenti e criticità, insieme a proposte operative rivolte alle istituzioni e agli operatori dell’informazione; si analizza l’espansione della pedofilia e della pedopornografia, oggi alimentata da nuovi canali criptati, strumenti digitali avanzati e intelligenza artificiale.
Il saluto ai peruviani di Roma, devoti alla Virgen de Chapi
Tra i fedeli di Roma e i pellegrini venuti da molti Paesi, ci sono gli insegnanti de Las Escuelas de las Hermanas Franciscanas de los Sagrados Corazones, gruppi da Madrid e Granada, da Minneapolis e dalla Malesia. Un saluto speciale è rivolto ai peruviani che a Roma formano l’Associazione Virgen de Chapi de Arequipa. A loro l'affetto del Papa, che ha vissuto in Perù parte della sua missione.
L'immagine è molto venerata soprattutto al sud del Paese latinoamericano, in particolare nella regione di Arequipa. La sua storia risale al 1655 ed è legata in origine a diversi villaggi di Churajon denominati La Huaca o Sahuaca, evangelizzati dai gesuiti di Moquehua. A metà del 1700, in seguito all'imposizione di deviare il corso dell'irrigazione di quelle terre, l'immagine della Madonna fu spostata, dalla cappella eretta là, verso la gola di Chapi. Nel 1798, si decise il trasferimento verso Sogay, ma la tradizione narra che non fu possibile spostare la statua oltre la prima salita. Diverse donne di lingua quechua udirono una voce che attribuirono all'immagine della Madonna: «Chaypi, Chaypi», che significa «Qui, qui». Da allora è rimasto nella devozione popolare l'appellativo di «Nostra Signora di Chapi». Dopo il terremoto del 1868, si costruì una nuova cappella completata vent'anni dopo. Negli anni a seguire, durante i lavori di scavo per l'edificazione di un nuovo luogo sacro dove ospitarla, si racconta di un ulteriore fatto prodigioso legato all'invocazione della Vergine da parte di uno degli scalpellini che a Lei si raccomandò affinché fornisse acqua agli operai: sgorgò immediatamente sotto una pietra vicina, acqua a cui fu attribuita anche la guarigione di una persona che soffriva di problemi alla vista. Oggi è nota come l'«Occhio del Miracolo». Il Santuario arcidiocesano nella forma attuale nasce il 28 aprile 1986, la cui consacrazione avvenne nel 1995. Nel 1983 l'immagine della Madonna fu portata ad Arequipa.
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