Il parroco della Silicon Valley: l'enciclica spinta per il dialogo tra Chiesa e hi-tech
Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano
Parla di “un dialogo lungo dieci anni”, padre Brendan McGuire, parroco in quella Silicon Valley cuore pulsante dell'innovazione tecnologica mondiale. Un dialogo che ha acceso e progressivamente accresciuto l’interesse e l’attenzione della Santa Sede verso il fenomeno dell’Intelligenza Artificiale, tema portante nella enciclica di Papa Leone XIV Magnifica humanitas promulgata oggi 25 maggio. Irlandese, ex ingegnere, master in informatica e sicurezza informatica, sacerdote da ventisei anni, McGuire trascorre la vita tra scienziati, esperti ed esponenti dell’hi-tech ed è diventato confessore, punto di riferimento e pure amico personale di alcuni di loro. Tra cui Chris Olah, il giovane co-fondatore di Anthropic oggi al fianco di Leone XIV all’evento di presentazione dell’enciclica. “Chris è un caro amico”, dice McGuire in un dialogo coi giornalisti in Aula Paolo VI, a margine dell’appuntamento.
I primi contatti
“Sono stato ordinato 26 anni fa e provengo dal settore, quindi, pur essendo coinvolto in diverse attività, non ho mai veramente abbandonato questo ambito e ho sempre mantenuto i rapporti con tutti”, racconta. “Ho ricoperto un ruolo dirigenziale in un’azienda; i miei amici sono diventati amministratori delegati e direttori finanziari e sono rimasto in contatto con loro negli ultimi 25 anni, ma in modo molto intenso negli ultimi dieci. Molti venivano da me e mi dicevano di essere preoccupati per ciò che vedevano arrivare da dietro la valley. Alcuni di loro volevano tirarsi indietro: ‘È troppo per me’. Oppure mi chiedevano: ‘Cosa possiamo fare?’. E così abbiamo iniziato a riunire dei gruppi, e con l’aiuto del vescovo Paul (monsignor Paul Tighe del Dicastero per la Cultura e l’Educazione ndr), abbiamo organizzato incontri di ascolto”.
"Ricerca di saggezza"
Tutto questo è accaduto circa otto/nove anni fa, quando poi si è deciso di condensare questi contatti in un’iniziativa concreta: un Istituto per la tecnologia, l’etica e la cultura presso l’Università di Santa Clara in collaborazione col Dicastero per la Cultura e l’Educazione. “Abbiamo pubblicato anche un libro, un manuale con il titolo Etica nell'era delle tecnologie dirompenti. E così – racconta il sacerdote - abbiamo iniziato a ottenere maggiore riscontro”. Nell’autunno scorso, poi l’incontro con Olah dal quale “è nato un rapporto molto stretto, basato sull’ascolto reciproco”, le visite di Tighe in California per i Minerva Talks coi dirigenti della Silicon Valley e numerosi altri appuntamenti a Roma. Tutto questo ha rafforzato il dialogo con la Chiesa cattolica e le altre religioni in una comune “ricerca di saggezza”: “Sentivano di aver trovato in noi un partner in questo percorso. Ed è ciò che abbiamo fatto”.
Il suggello di un cammino
Dunque Magnifica humanitas si può considerare il sugello di un cammino lungo e articolato in cui la Chiesa cerca di guardare “alla luce del Vangelo”, come ha sottolineato oggi il Papa nel suo discorso, alle sfide e le trasformazioni di questo tempo. E anche, come è stato detto durante la presentazione, porsi in dialogo con chi queste trasformazioni le porta avanti, così da poter rendere più incisivo e immediato il proprio contributo. “Sarebbe un rischio maggiore non correre il rischio di dialogare insieme” afferma McGuire, respingendo le accuse e le critiche secondo cui un’azienda come Anthropic possa usare il Vaticano per un’operazione di “social washing”, di “ripulimento”. “Il rischio più grande è non fare assolutamente nulla”, ribadisce il sacerdote. “Continuo a ripensare al discorso che Martin Luther King tenne nel 1967, un discorso potentissimo sull’importanza di far sentire la propria voce, in cui disse che l’urgenza del momento presente era impellente e che il silenzio non era accettabile. Credo che ci troviamo in un momento storico in cui dobbiamo far sentire la nostra voce e dialogare”.
Dialogare sempre
“Come Chiesa, certamente non siamo d’accordo su tutto”, sottolinea padre Brendan, “ma è fondamentale seguire davvero l’idea di sinodalità di Papa Francesco: ascoltare, incontrare e lavorare con le persone. E penso che finora ci sia stato un dialogo molto fruttuoso”. Questo dialogo va portato avanti anche quando di fondo c’è uno sguardo critico o di denuncia come quello, contenuto in Magnifica humanitas, verso le Big Tech, le grandi aziende tecnologiche detentrici di un potere e di un controllo “per pochi”, a discapito di coloro che già vivono ai margini del perimetro economico e sociale. Quanto è possibile dialogare con questi colossi senza uno scontro? “Credo che molte persone abbiano paura dell’impatto che la tecnologia avrà su di loro, sui loro figli e sul mondo del lavoro. E questa paura è ben fondata, a dire il vero. Allo stesso tempo, la tecnologia ha sempre portato a uno spostamento, a qualcosa che cambia, a una transizione”, afferma padre McGuire. “Capisco che ci sia la percezione che siano il nemico. Vengo dall’Irlanda e lì abbiamo avuto una guerra al Nord con la gente che diceva che chiunque avesse una conversazione con il nemico, fosse il nemico. È sbagliato e fuorviante, perché se si vuole avere la pace, bisogna dialogare anche con quello che viene percepito come nemico. Lo stesso con la tecnologia: dobbiamo dialogare con essa. Stanno costruendo il nostro futuro, con o senza di noi”.
Primo passo, non la fine
Il prossimo passo, conclude McGuire, “è creare quelli che io chiamo ‘circoli di saggezza’. Creare un tavolo dove le persone possano sedersi e ascoltarsi a vicenda. E inizieremo subito. Già domani abbiamo in programma delle riunioni con delle sessioni introduttive. L’intenzione è che, se Dio vuole, una delegazione si rechi nella Silicon Valley per ascoltare da una prospettiva più ampia. Questo è il primo passo, non la fine. L’inizio del dialogo, non la sua conclusione”.
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