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Papa Leone XIV in Aula del Sinodo presenta la sua prima enciclica "Magnifica humanitas" Papa Leone XIV in Aula del Sinodo presenta la sua prima enciclica "Magnifica humanitas"

Leone XIV presenta l'enciclica: disarmare l'IA, no a logiche di esclusione e dominio

Il Papa illustra il senso e la genesi di "Magnifica humanitas", enciclica sulla “custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale”, strumento che influenza la vita, plasma decisioni e cambia il modo di combattere la guerra. Il Pontefice chiede di liberare l’IA “da logiche che la trasformano in strumento di dominio, esclusione o morte” e invoca il “disarmo” delle tecnologie perché si pongano al servizio del “bene comune”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Come “il Leone di un tempo”, Papa Leone XIII, anche il “Leone” di oggi, Papa Leone XIV, guarda alle “res novae”, a quelle “cose nuove” che sfidano il tempo, la storia, l’umanità. E se all’epoca era la rivoluzione industriale con i tanti e complessi mutamenti nel mondo del lavoro e le nuove povertà imposte, oggi è l’Intelligenza Artificiale con il suo potenziale e i suoi pericoli ad essere sotto gli occhi e nel cuore del Pontefice che lancia una invocazione universale: “Disarmare l’IA”.

L’Intelligenza Artificiale richiede oggi di essere “disarmata”, liberata da logiche che la trasformano in strumento di dominio, di esclusione o di morte

Discernere il futuro dell’umanità

Parla per metafore ma anche per riferimenti con la storia, Papa Leone, nel suo discorso pronunciato in Aula del Sinodo, alla presentazione di Magnifica humanitas, la prima enciclica del suo pontificato pubblicata questa mattina, 25 maggio. Non era mai accaduto che un Papa fosse presente nell’Aula in cui viene presentato al pubblico un suo documento magisteriale. È la prima volta anche che, oltre a cardinali e professori, accanto al Pontefice siedano esperti di hi-tech. Tra loro Cristopher Olah, co-fondatore di Anthropic, che il Papa a braccio ringrazia "per avere accettato il nostro invito. A nome della Chiesa accetto anche il vostro invito a camminare insieme", aggiunge, per "trovare un nuovo percorso per l'umanità". Tutto un segno della importanza e dell’attenzione al tema trattato nell’enciclica, simbolo e sintomo della “gravità del momento” che si vive e che provoca preoccupazione nella Chiesa chiamata a “decifrare le cose nuove alla luce del Vangelo e della dignità dell’uomo”. Un’angoscia alla quale, tuttavia, Leone XIV contrappone la fiducia:

La fiducia che, insieme, possiamo discernere le grandi questioni del nostro tempo e, quindi, il futuro dell’umanità

Il Papa alla presentazione della enciclica "Magnifica humanitas"
Il Papa alla presentazione della enciclica "Magnifica humanitas"   (@Vatican Media)

Sulla scia di Leone XIII

Centotrentacinque anni fa, Papa Vincenzo Gioacchino Pecci osservò la situazione degli operai e delle famiglie sradicate e impoverite dalla rapida trasformazione industriale e “capì che la Chiesa non poteva rimanere in disparte”. In un momento di “svolta epocale” che “minacciava la dignità umana”, scrisse quindi l’enciclica Rerum Novarum. Con lo stesso spirito, Papa Prevost – che ha firmato simbolicamente la Magnifica humanitas il 15 maggio, giorno della pubblicazione di Rerum Novarum - dice di sentirsi “chiamato a guardare a un’altra grande trasformazione con gli occhi della fede, con la lucidità della ragione, con l’apertura al mistero e con le grida dei poveri e della terra che risuonano nel mio cuore”.

Questo il senso delle circa 200 pagine frutto di una riflessione lunga dieci anni all’interno della Santa Sede sulle nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, la quale oggi tocca “molti ambiti della nostra vita”, influenza decisioni e sta “cambiando radicalmente il modo in cui si combatte la guerra”.

Frutto dell’ascolto

Tanti allora gli input, le riflessioni, le indicazioni di questa enciclica che – è il Papa stesso a spiegarlo - ha un’unica radice: “L’ascolto”. L’ascolto di scienziati e ingegneri che “lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze”; l’ascolto di “leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con perseveranza regole giuste”; l’ascolto di “genitori e insegnanti profondamente preoccupati per il futuro delle giovani generazioni”.

Mi sono giunte anche altre voci, molto inquietanti, su sistemi d’arma sempre più autonomi, praticamente al di là di ogni controllo umano. Sento resoconti molto preoccupanti di algoritmi che possono impedire l’accesso all’assistenza sanitaria, al lavoro e alla sicurezza sulla base di dati viziati da pregiudizi e ingiustizie.

Insieme a queste voci, è risuonato forte anche “il silenzio di chi non ha voce quando si prendono decisioni”, spiega Papa Leone, “decisioni che rischiano di generare nuove forme di esclusione e di sofferenza”.

L'intervento di Leone XIV
L'intervento di Leone XIV   (@Vatican Media)

Disarmare…

Da tutto ciò è maturata una convinzione che lo stesso Pontefice definisce “inquietante” e che fa da traccia all’enciclica: “L’Intelligenza Artificiale deve essere disarmata”. “La parola è forte, lo so”, ammette Leone, “ma è stata scelta deliberatamente perché questo momento ha bisogno di parole capaci di attirare l’attenzione, risvegliare le coscienze e indicare vie da seguire per l’umanità”.

… e costruire

Da tempo, la Chiesa si impegna a favore del disarmo nucleare, quale “servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana”. In senso analogo, “l’Intelligenza Artificiale richiede oggi di essere disarmata”, perché “come l’energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune”. E “le decisioni sulla tecnologia non devono mai essere separate dalla coscienza e dalla responsabilità”.

La pace, non solo l’assenza di guerra, è la giustizia all’opera. Ma quando la tecnologia indebolisce il nostro senso critico, è la pace stessa a essere a rischio. Disarmare, tuttavia, non basta. Dobbiamo costruire

“Nessuno ricostruisce da solo”

Quest’ultima indicazione, “costruire”, apre in Robert Francis Prevost un altro richiamo della storia. Quella più recente e personale degli anni di missione in Perù. In particolare, l’annata 2017 quando le piogge torrenziali e le inondazioni provocate da El Niño hanno colpito il nord del Paese: “Molte famiglie hanno visto le loro case inghiottite dal fango, e lo stesso è accaduto a molte strade”. “Lì – confida il Papa - ho imparato che ricostruire non significa semplicemente sostituire ciò che è stato distrutto. Significa riparare i legami, ripristinare la fiducia e risvegliare la speranza nel futuro. Inoltre, nessuno ricostruisce da solo”.

Solo con una visione così integrale l’Intelligenza Artificiale potrà essere orientata verso il bene comune. Solo insieme - chi progetta i sistemi e chi ne subisce le conseguenze, i Paesi più ricchi e quelli più poveri, le istituzioni e i singoli individui, i centri di potere e le periferie - saremo in grado di costruire un futuro, non per pochi privilegiati, ma per l’intera famiglia umana

La saggezza della Chiesa

Questa è “la civiltà dell’amore” proclamate con forza da San Paolo VI e da San Giovanni Paolo II. Questo è il motivo per cui la Chiesa desidera, “con umiltà e franchezza”, partecipare al dialogo sull’IA: “Non possediamo risposte tecniche, né intendiamo sostituirci a chi ne ha la competenza – annota il Papa -. Ma apportiamo una saggezza sull’umano di cui il nostro tempo ha disperatamente bisogno: ogni persona è unica e insostituibile, un soggetto libero e intelligente dotato di coscienza, capace di cercare Dio, di servire gli altri e di prendersi cura della nostra casa comune”.

A conclusione, quindi, un invito a tutti i membri della Chiesa e della famiglia umana: “Impariamo ad ascoltarci a vicenda, ad affrontare con coraggio le sfide del presente e a cooperare alla costruzione di una società più umana e fraterna”. Questo lancio di Magnifica humanitas, è l’auspicio di Papa Leone XIV, possa dare il via ad una stagione di “artigiani della speranza” che continuano a “costruire il cantiere del nostro tempo”.

Papa Leone saluta il cardinale Michael Czerny
Papa Leone saluta il cardinale Michael Czerny   (@Vatican Media)

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25 maggio 2026, 13:10