Oltre gli stereotipi, dal Papa i testimoni di una fede che chiede cura e rispetto
Antonella Palermo - Città del Vaticano
Alicia è una giovane lavoratrice che si alza molto presto al mattino per adempiere al suo dovere e contribuire con la sua fatica al bene della sua famiglia e del suo Paese. Poi c'è una coppia di coniugi che hanno scommesso sul matrimonio, anche controcorrente; un seminarista che ha puntato la sua vita sul servizio; un adolescente abbandonato da piccolo da suo padre. Sono le voci dei giovani e delle famiglie che incontrano stasera, 22 aprile, Papa Leone allo stadio di Bata.
Persone alla ricerca di una conferma nella fede, di un orientamento, di una visibilità. L'entusiasmo è alle stelle, le coreografie animano la densa giornata del viaggio apostolico che si avvia alla conclusione. Dopo il momento vissuto nel carcere della città costiera di Bata, con l'anelito alla libertà espresso dai detenuti e il proposito di una vita rinnovata e raddrizzata dalle sue devianze, Leone fa esperienza di una vitalità dirompente che chiede di essere riconosciuta, nel suo coraggio ma anche nelle sue paure.
Purificación e Jaime Antonio: a difesa dell'amore fedele
Una giovane coppia di sposi, la moglie incinta, è il segno stasera che, nonostante sembri fuori moda alle volte, il matrimonio resiste bene anche a rischio di stereotipi socioculturali che tendono a rappresentarlo come "un'opzione antiquata e poco realistica". Il loro desiderio è che per l'intero Paese ci sia un futuro di famiglie unite, riconciliate, aperte al dialogo e al perdono. Solide e custodi dell'amore esclusivo, sollecito a sostenere l'impegno di educare alla fede le nuove generazioni.
Francisco Martín: Cristo non toglie nulla
Il giovane avviato alla vita sacerdotale ammete di aver avvertito una forma di resistenza ad abbandonarsi totalmente a Dio. Poi ha scoperto, racconta, che Dio nulla toglie, ma tutto dona. Riecheggiano le parole del Papa all'incontro con i vescovi, il clero e gli operatori pastorali in Angola. È la preghiera, precisa Francisco, l'ambito dove si chiariscono le vocazioni, dove si sente la gioia di una relazione vivificante con il Signore.
Victor Antonio: migliaia di bambini come me
A Papa Leone si presenta infine la voce di un tredicenne cresciuto solo con la madre, dopo l'abbandono precoce deciso dal padre. Un vissuto purtroppo molto diffuso, fatto di bambini che "soffrono in silenzio" rischiando anche di intraprendere cattive strade vista la solitudine e la mancanza di chiari riferimenti pedagogici. "Che impariamo che mettere al mondo una vita non è qualcosa che si fa senza pensare: è un atto molto serio che richiede amore, impegno, cura".
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
