Il Papa incontra un gruppo di esponenti musulmani: comunicare la pace
Vatican News
Questa sera, 16 aprile, alle 19:30, dopo il suo rientro in Nunziatura, Papa Leone XIV ha incontrato un gruppo di 12 rappresentanti di alcune comunità islamiche camerunensi, alcuni dei quali erano stati ricevuti a Roma dal Papa nel dicembre scorso. Con loro e con le rispettive comunità sono attivi progetti di cooperazione e giustizia sociale con la Chiesa, per il sostegno alle parti più povere della popolazione del Paese. Lo riferisce la Sala Stampa della Santa Sede attraverso il suo canale Telegram.
Il saluto ai rappresentanti delle comunità islamiche
Il Papa, si legge nel comunicato ha salutato ciascuno individualmente e ha ascoltato le parole di benvenuto e ringraziamento rivoltegli dai presenti, particolarmente per il lavoro comune con la Chiesa, per la visita del Papa e per le sue parole sul dialogo e la pace pronunciate oggi a Bamenda. Leone XIV ha poi rivolto ai rappresentanti musulmani alcune parole, esprimendo la sua felicità di vivere l’incontro con loro, e la gratitudine per essere stato accolto con tanta gioia da tutti in Camerun, cristiani, cattolici e non cattolici, musulmani, persone di religioni tradizionali, tutti che celebravano questo dono condiviso.
Pace che nasce dal riconoscersi fratelli e sorelle
Il Pontefice, prosegue il comunicato, ha citato anche le critiche e le divisioni che a volte si insinuano tra le fedi e le religioni, che rendono ancora più grave la responsabilità che deriva dall’incontro, per tutti: quella di “continuare a comunicare il desiderio di tutti di trovare la pace, non una pace di indifferenza, non una pace che toglie la ricchezza delle differenze, ma una pace che nasce quando riconosciamo che tutti siamo fratelli e sorelle, tutti creature di Uno solo, tutti chiamati a rispettare la dignità di tutti”. In Camerun, ha spiegato il Papa, c’è una grande possibilità di realizzare questo sogno, come un desiderio che si fa impegno. Leone XIV ha incoraggiato i presenti a continuare in questo bellissimo cammino, a portare lo stesso messaggio, lo stesso sogno, ad altri, musulmani, e a tutti coloro che non capiscono, ma possono imparare a vedere la bellezza della fraternità, portando grande beneficio a tutto il Camerun.
L'incontro con i vescovi del Camerun
Nella serata di ieri, invece, al termine del suo primo pomeriggio in Camerun, il Papa ha avuto un incontro con i vescovi del Paese. Il Pontefice ha sottolineato il grande valore della comunione, dono da far proprio nella Chiesa e condividere in un mondo diviso, lacerato da conflitti e polarizzazioni, e quello della vita spirituale dei pastori, che li rende autentici testimoni; e ha citato la benedizione che proviene dalle tante vocazioni in Camerun, e la sfida che ne deriva, di formare i giovani con responsabilità, a livello spirituale, intellettuale, emotivo, preti la cui unica autorità sia il servizio, sul modello della Lavanda dei piedi compiuta da Gesù e ripetuta il Giovedì Santo. In risposta alle domande di alcuni dei vescovi presenti, Leone XIV ha trattato vari temi di grande attualità per il Paese.
Gli altri temi toccati dal Papa
Il Papa, annota ancora il comunicato, è tornato sul valore dell’unità della Chiesa, e della comunione tra fratelli vescovi nella Conferenza Episcopale, per testimoniare e promuovere la pace in maniera efficace in quelle parti del Camerun segnate dal conflitto. Ha affrontato la sfida dell’evangelizzazione, in Camerun e in ogni terra, indipendentemente dal tempo trascorso dal primo annuncio, perché il Vangelo non è mai annunciato una volta per tutte. Inoltre Leone XIV ha parlato del rapporto con l’Islam e del dialogo con i musulmani nel Nord del Paese, riconoscendo la complessità della questione e raccomandando di capire quello che avviene a livello demografico, culturale, di comprendere i musulmani, diversi fra loro come lo sono i cristiani, per parlare con loro, dove è possibile instaurare un dialogo, e per parlare con il proprio popolo e prepararlo. Altro tema toccato dal Papa ha riguardato il come coniugare l’unità dottrinale della Chiesa con la grande ricchezza culturale e spirituale di certe terre, evidenziando l’importanza di un’inculturazione che non cambi la dottrina della Chiesa, né snaturi il Vangelo, e il ruolo della liturgia in questo senso, e ha citato l’approccio della Chiesa alla poligamia, un approccio pastorale, senza cambiare gli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio. Infine Leone XIV ha parlato dei giovani, dei tanti che dopo gli studi alla ricerca di un lavoro sono costretti all’emigrazione, una sfida universale, ben al di là delle possibilità di risposta di una diocesi, o di un’intera conferenza episcopale, resa ancora più grave dall’impiego dell’intelligenza artificiale e dal traffico di esseri umani, a cui però tante realtà diverse, dalle organizzazioni internazionali, al mondo della cultura, dell’economia, si stanno sforzando di trovare una risposta, quindi il Papa ha fatto riferimento al ruolo di raccordo in questo senso del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. “È una questione di giustizia!”, ha concluso.
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