Leone XIV: promuovere una memoria riconciliata, educando tutti alla concordia

A Luanda, nell'incontro con vescovi, clero, religiosi ed operatori pastorali, il Papa evidenzia il coraggio della Chiesa angolana nel "denunciare il flagello della guerra" e avverte: "Questo impegno non è finito!". Esorta a contribuire per una società fondata su libertà ed equità e sottolinea il valore dei catechisti, "ispirazione per le comunità cattoliche in ogni parte del mondo". Poi ribadisce la necessità di "illuminare i fedeli" sulla "pericolosa illusione della superstizione"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

"Edificare una società angolana libera, riconciliata, bella e grande". È la finalità essenziale a cui è chiamata a contribuire la Chiesa locale che oggi, nella parrocchia Nostra Signora di Fatima, a Luanda, incontra Leone XIV attraverso i propri rappresentanti: vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati, catechisti e altri operatori pastorali. Il Papa vi giunge dopo la tappa a Saurimo e il passaggio in nunziatura. Ieri, a Kimbala, Leone invocava per la comunità ecclesiale di continuare ad ascoltare "il grido dei suoi figli"; oggi, nel suo discorso pronunciato in portoghese dopo l'ascolto del presidente della conferenza episcopale e dopo le testimonianze di un sacerdote, di un catechista e di una religiosa, quello sprone riecheggia e si fa esortazione a denunciare le ingiustizie, a promuovere una memoria riconciliata e una educazione alla corcordia.

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Svettano le due torri della chiesa che ospita l'incontro, la più bassa, di una ventina di metri, è sormontata dall’effige della Vergine. Sono i piccoli ad accogliere il Papa con un omaggio floreale all'ingresso: un bambino e una bambina che gli parlano qualche istante. Costruito dai frati cappuccini negli anni Sessanta, l'edificio conserva nelle fondamenta una pietra proveniente dalla città portoghese. Con i suoi archi ogivali pronunciati, fa risaltare quell'abbraccio comunitario al Successore di Pietro che si fa iconico e corale. 

L'incontro con una Chiesa missionaria, sinodale, dinamica

Qui il Papa ringrazia per l'opera evangelizzatrice compiuta da una Chiesa coraggiosa nel seminare pace laddove la storia ha funestato di violenza questo popolo. Coraggio che ha cercato di praticare assumendo il mandato (lo ha ricordato nelle sue parole di bevenuto l'arcivescovo di Saurimo, monsignor José Manuel Imbamba, a capo della Conferenza episcopale) affidato qui dai precedenti papi, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Una Chiesa con una forte impronta missionaria, ancora la sottolineatura del presule, che vuole essere "forte, dinamica, presente in tutte le sfere della vita". Una Chiesa che è impegnata in un percorso ecumenico fecondo e che sta avviando un dialogo interreligioso con la Comunità islamica di Angola. Per rispondere alle necessità, spiega il presule, è in corso la creazione di un istituto missionario maschile dedicato a Mama Muxima.

L'importanza dei catechisti

Proprio ai giovani il Papa chiede oggi di non avere paura di rinnovare il sì a Cristo, "di modellare completamente la vostra vita sulla sua. Non abbiate paura del domani - esorta-: voi appartenete totalmente al Signore. Vale la pena seguirlo nell’obbedienza, nella povertà, nella castità. Egli non toglie nulla!". Insiste, alla luce della significativa testimonianza di Manuel Almeida, coordinatore della Commissione diocesana dei catechisti regionali e dei responsabili di comunità, sul valore laicale di chi si adopera per l'iniziazione cristiana e lo fa in maniera capillare e costante sul territorio. 

In questa missione, quanto è importante il ministero dei catechisti! Proprio in Africa è un’espressione fondamentale della vita della Chiesa, che può essere di ispirazione per le comunità cattoliche in ogni parte del mondo.

L'accoglienza del Papa da parte di due bambini
L'accoglienza del Papa da parte di due bambini   (@Vatican Media)

Annunciare la pace

La saldatura a Cristo è una garanzia di bene: su questo si concentra Leone quando spiega che l'apostolato sociale della Chiesa deve continuare tenendo ben fissa "la legge della carità", peculiarità dei veri discepoli di Gesù. 

Quali vie il Signore apre alla Chiesa in Angola? Saranno certamente molte! Cercate di seguirle tutte! Ma la prima via è quella della fedeltà a Cristo. A tale scopo, continuate a valorizzare la formazione permanente, vigilate sulla coerenza della vita e, soprattutto in questi tempi, perseverate nell’annuncio della Buona Novella della pace.

“Voi siete sale e luce di questa terra”

Salvare dalla pericolosa illusione della superstizione

Il tema degli elementi magici ed esoterici, che ha attraversato diversi interventi del Successore di Pietro in questo viaggio apostolico in Africa, torna anche in questo contesto, fortemente segnato dalla presenza di sette e di messaggi svianti che rischiano di inquinare il Vangelo e di manipolare le coscienze. Un surplus di attenzione occorre, pertanto, nell'ambito della formazione la quale, avverte ancora il Pontefice, deve sapersi nutrire anche di arte, sport, letteratura... Lo sa bene il papa agostiniano che sperimenta in prima persona questa attitudine, lasciando un posto prioritario alla contemplazione. Ricordando quanto Francesco osservava nella Evangelii gaudiumLeone attribuisce a questa dimensione un valore sommo che "rispecchia la potenza della Resurrezione".

Conoscere Cristo passa, senza dubbio, attraverso una buona formazione iniziale, con l’accompagnamento personale dei formatori; passa attraverso l’adesione ai programmi delle vostre diocesi, congregazioni e istituti; passa attraverso uno studio personale serio, per illuminare i fedeli che vi sono affidati salvandoli soprattutto dalla pericolosa illusione della superstizione. Tuttavia, la formazione è molto più ampia: riguarda l’unità della vita interiore [•••].

Il saluto di congedo alla comunità
Il saluto di congedo alla comunità   (@Vatican Media)

Alimentare la fraternità, non staccarsi dai poveri

È l'immagine di una Chiesa che tutti serve quella consegnata ancora una volta dal Papa a questa comunità, come alla Chiesa universale. Una barca di Pietro che poggia sull'unità, sulla fiducia nella famiglia come cardine di trasmissione della fede. 

Cari fratelli e sorelle, alimentate la fraternità tra di voi con franchezza e trasparenza, non cedete alla prepotenza e all’autoreferenzialità, non staccatevi dal popolo, specialmente dai poveri, rifuggite la ricerca dei privilegi.

I volti giovani dell'Angola
I volti giovani dell'Angola   (@Vatican Media)

Promuovere una memoria riconciliata

"Avete dimostrato coraggio nel denunciare il flagello della guerra", si compiace ancora Leone, "nel sostenere le popolazioni tormentate rimanendo al loro fianco, nel costruire e ricostruire, nell'indicare vie e soluzioni per porre fine al conflitto armato". Ma l'impegno continua! Continua nel segno della saggezza e della generosità in ogni ambito, dall'istruzione alla sanità. Non smettere di denunciare le ingiustizie, è il mandato di Papa Leone.

Promuovete dunque una memoria riconciliata, educando tutti alla concordia e valorizzando, in mezzo a voi, la testimonianza serena di quei fratelli e sorelle che, dopo aver attraversato tormenti dolorosi, hanno perdonato tutto. Gioite con loro, fate festa per la pace!

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L'incontro con la vice presidente

Al suo rientro in Nunziatura, sempre questa sera, Leone XIV ha incontrato per un breve saluto la vice presidente della Repubblica di Angola, Esperança Maria Eduardo Francisco da Costa, con i suoi familiari. 

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20 aprile 2026, 19:30