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Leone XIV in Angola: il vostro popolo possiede tesori non vendibili, né derubabili

A Luanda, il Papa parla alle autorità ricordando innanzitutto le vittime delle recenti inondazioni a Benguela. Evidenzia poi le "cicatrici" dello sfruttamento del Paese generate da "prepotenti interessi" predatori: "Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali porta con sé questa logica estrattivistica!". Nell'incoraggiare chi ha scelto il bene, la giustizia, la pace, la riconciliazione, Leone chiede ai leader locali di non aver paura del dissenso

Antonella Palermo - Città del Vaticano

L'Angola è un "mosaico coloratissimo" e in quanto tale va preservato da tutti i tentativi predatori che ne minano un armonico sviluppo improntato a giustizia e fratellanza. È il cuore del messaggio che il Papa, approdato oggi dal Camerun in questa regione dell'Africa australe che visiterà fino a lunedì 20 aprile, consegna parlando - dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, João Manuel Gonçalves Lourenço -, a circa 400 persone, tra autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della società civile e della cultura riunite nel Padiglione protocollare del Palazzo presidenziale. Un incontro istituzionale 'riscaldato' prima da un corteo, sì, coloratissimo, che ha fatto da corona alla papamobile lungo il percorso, poi da un omaggio musicale dal tipico ritmo lento e coinvolgente della kizomba. 

Papa Leone e il Presidente della Repubblica angolana
Papa Leone e il Presidente della Repubblica angolana   (@Vatican Media)

È sullo sfruttamento non etico delle risorse nel Paese che si concentra Leone nel suo discorso, pronunciato in portoghese, dopo aver ascoltato le parole di benvenuto del Presidente che presenta un quadro problematico aggredito da quella che lui ha definito "una corsa sfrenata alle materie prime prese con la forza delle armi degli eserciti più potenti del mondo contro Paesi sovrani". Dal canto suo, Gonçalves Lourenço ci tiene a illustrare di fronte all'ospite d'onore l'attività del governo nel promuovere politiche sociali adeguate e nel provvedere a investimenti nell’ambito dell’approvvigionamento idrico, elettrico, nel garantire alloggi, posti di lavoro, una sanità, un’istruzione funzionanti. Consapevole che la sfida è complessa, il Presidente ribadisce l’impegno istituzionale a favore dei più poveri, guidato dalla lotta quotidiana contro disuguaglianze, indifferenza, esclusione sociale. 

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

La preghiera per le vittime delle inondazioni a Benguela

Una sfida complessa e difficile, sì, almeno a considerare quanto accaduto domenica scorsa quando la popolazione è stata colpita da gravi inondazioni che hanno causato una trentina di morti, e che hanno travolto le infrastrutture sommergendo interi quartieri. Oltre 34.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Il bilancio più drammatico a Benguela, affacciata sull'Atlantico, dove hanno perso la vita 23 persone. A queste, in particolare, si rivolge il pensiero del Papa, proprio all'inizio del suo discorso.  

Prima di proseguire, vorrei assicurare la mia preghiera per le vittime delle forti piogge e delle inondazioni che hanno colpito la provincia di Benguela, come pure esprimere la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso le loro case. So anche che voi, angolani, siete uniti in una grande catena di solidarietà a favore delle persone colpite.

Sfollati a causa delle inondazioni
Sfollati a causa delle inondazioni   (ANSA)

Rompere la catena di interessi che riduce la vita a merce

Leone scandisce che il popolo angolano "possiede tesori non vendibili, né derubabili". Compiaciuto che ci sia ancora chi resiste a quello che definisce "l'inganno della ricchezza", le parole del Pontefice avvertono tuttavia sul rischio che gioia e speranza - virtù che chiama "politiche" - siano infiacchite e contaminate da vere e proprie distorsioni.

Voi sapete bene che troppe volte si è guardato e si guarda alle vostre regioni per dare o, più spesso, per prendere qualcosa. Occorre rompere questa catena di interessi che riduce la realtà e la vita stessa a merce di scambio.

Il Papa pronuncia il suo discorso alle autorità
Il Papa pronuncia il suo discorso alle autorità   (@Vatican Media)

Un modello di sviluppo che discrimina ed esclude

Il Successore di Pietro parla di quel desiderio di infinito che è "un principio di trasformazione sociale più profondo di qualsiasi programma politico o culturale". È una sorta di bussola che deve guidare lo sviluppo del Paese animando le sue energie migliori che sanno ricoscere dove risiede la saggezza autentica, quella che "non si lascia spegnere dalle ideologie". Il Papa dichiara di volersi porre in ascolto di quello che è un "mosaico coloratissimo", in gran parte avviato verso la promozione della giustizia, della pace, della tolleranza e della riconciliazione, ma ancora suscettibile di condizionamenti forti: per chi sceglie strade opposte allo sviluppo armonico e fraterno, rimarca il Papa, si invoca la conversione.

Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali porta con sé questa logica estrattivistica! Vediamo ad ogni latitudine, ormai, come essa alimenti un modello di sviluppo che discrimina ed esclude, ma che ancora pretende di imporsi come l’unico possibile.


Urgente bisogno di superare conflitti e inimicizia

Ricorre la parola 'armonia' nel discorso del Papa, come obiettivo e metodo da ricercare costantemente. Sopraggiunge la citazione di San Paolo VI e della sua Esortazione apostolica Gaudete in Dominoladdove si riscontrava un 'aspetto senile' nella civiltà quando avviata ad abbracciare in toto stili di vita appiattiti su edonismo e materialismo. Da qui, il ricordo, da parte di Leone XIV, di quelle "cicatrici" che proprio lo sfruttamento materiale e la "pretesa di imporre un'idea sulle altre" hanno impresso nel tessuto "violato" della società angolana.

L’Africa ha un urgente bisogno di superare situazioni e fenomeni di conflittualità e inimicizia, che lacerano il tessuto sociale e politico di tanti Paesi, fomentando la povertà e l’esclusione. Solo nell’incontro la vita fiorisce. In principio è il dialogo. Questo non esclude il dissenso, che può diventare conflitto.

L'Angola può crescere molto, non avere paura del dissenso

E poi tornano le considerazioni del predessore Francesco che, nella Evangelii gaudiumparlava di quella perdita di orizzonte che generano i conflitti, di fronte ai quali si può agire come Ponzio Pilato, diceva, se ne può restare imprigionati, oppure se ne può trarre un'opportunità per avviare un nuovo processo edificante, non distruttivo. Quest'ultima è la strada auspicata dal papa agostiniano che confida nelle potenzialità del Paese, a patto che i primi ad averne fiducia siano coloro che ne ricoprono ruoli di responsabilità: "L’Angola può crescere molto, se prima di tutto voi, che nel Paese avete autorità, crederete alla multiformità della sua ricchezza". Ecco l'esortazione:

Non abbiate timore del dissenso, non spegnete le visioni dei giovani e i sogni degli anziani, sappiate gestire i conflitti trasformandoli in percorsi di rinnovamento. Anteponete il bene comune a quello di parte, non confondendo mai la vostra parte col tutto. La storia allora vi darà ragione, se anche nell’immediato qualcuno vi sarà ostile.


Le conseguenze del malcontento sociale

"Despoti e tiranni del corpo e dello spirito", denuncia ancora il Papa, vogliono rendere le anime "passive" e "asservite al potere". Sono proprio queste le condizioni in cui si annida facilmente il fanatismo, la sottomissione, il miraggio dell'oro, il mito identitario. Derive che il Pontefice non teme di mettere a fuoco e chiamare per nome, approfondendone le conseguenze e ricorrendo, ancora una volta, agli insegnamenti di Francesco che, nella Fratelli tutti, acutamente metteva in guardia dal meccanismo politico di esasperare, esarcerbare e polarizzare:

Il malcontento, il senso di impotenza e di sradicamento ci separano, invece di metterci in relazione, diffondendo un clima di estraneità alla cosa pubblica, disprezzo per la sventura altrui e la negazione di ogni fraternità. Tale discordanza disgrega i rapporti costitutivi che ognuno intrattiene con sé, con gli altri e con la realtà.

In ascolto del Papa
In ascolto del Papa   (@Vatican Media)

Senza incontro non c'è politica, senza l'altro non c'è giustizia

Si tratta di contrastare, con l'aiuto dello Spirito Santo, l'opera carsica dell'alienazione che porta a inibire ogni entusiasmo e buon proposito. Ciò che, in conclusione, Leone affida come un manifesto, in questa terza tappa del suo viaggio apostolico in Africa, è che "senza gioia non c’è rinnovamento, senza interiorità non c’è liberazione, senza incontro non c’è politica, senza l’altro non c’è giustizia". L'unità di forze e intenti resta faro dell'agire politico e sociale:

Insieme, potete fare dell’Angola un progetto di speranza. La Chiesa cattolica, di cui so quanto stimate l’opera di servizio al Paese, desidera essere lievito nella pasta e favorire la crescita di un modello giusto di convivenza, libero dalle schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie.

Lungo il percorso verso il Palazzo presidenziale
Lungo il percorso verso il Palazzo presidenziale   (@Vatican Media)

Gli auspici di pace del presidente angolano

Unità e dialogo. Parole chiave usate oggi anche dal Presidente angolano. Concordia e fratellanza, soprattutto in Medio Oriente, sono gli auspici che nascono anche dalla preoccupazione per il crollo delle economie a causa delle guerre: in virtù dell'autorità morale del Pontefice, l'invocazione di Gonçalves Lourenço è proprio quella di continuare, il Papa, a svolgere un ruolo di ponte. Azione da cui non possono esimersi tutti i leader politici i quali, è la richiesta del presidente, devono con urgenza esercitare la loro influenza perché la giustizia e il dialogo prevalgano sull’uso della forza. 

Guarda il video integrale dell'incontro di Leone XIV con le autorità dell'Angola.

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18 aprile 2026, 18:15