Leone XIV: morte e dolore causati dalle guerre scandalo per la famiglia umana
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Raid da Teheran nel sud di Israele, attacchi in Iraq, oltre 200 obiettivi di Hezbollah colpiti dall’Idf in Libano in questa settimana. E poi il conflitto senza fine in Ucraina, le violenze tra Afghanistan e Pakistan, il sangue sparso nelle regioni del Sahel, in Sudan e all’est della Repubblica Democratica del Congo, le tensioni nel sud-est asiatico, le crisi e le guerriglie in America Latina. È un mondo dilaniato dalle guerre questo attuale e Papa Leone XIV non nasconde la sua angoscia dinanzi a un simile scenario.
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“Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza”, scandisce dalla finestra del Palazzo Apostolico il Pontefice, dopo l’Angelus di questa quinta domenica di Quaresima, 22 marzo. Il pensiero del Vescovo di Roma è soprattutto per le centinaia di migliaia di persone che, seppur innocenti, pagano il prezzo più alto, diventando il primo e più tragico bersaglio di conflitti che non hanno scelto.
Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità
Cammini di pace
Le parole del Papa risuonano nette dagli altoparlanti di tutta Piazza San Pietro, dove sono diecimila i pellegrini riuniti sotto la finestra a guardare il drappo con lo stemma pontificio, il cui rosso spezza il grigiore di questa domenica romana.
Con forza Leone XIV rinnova l’appello, reiterato già negli Angelus precedenti, a “perseverare nella preghiera”, affinché “cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”.
Il saluto ai maratoneti
Principi che il Papa invoca anche per lo sport, traendo spunto dalla colorata presenza in Piazza degli atleti – provenienti da tutto il mondo – che partecipano alla tradizionale Marathon of Rome, la gara sportiva che ogni anno anima le strade della Capitale italiana. Circa 36 mila, quest’anno, i partecipanti che hanno attraversato 42 km fino al Vaticano. Per Papa Leone “è un segno di speranza!”.
Possa lo sport tracciare sentieri di pace, di inclusione sociale e di spiritualità.
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