Cerca

Il Papa: prendersi cura dei bambini malati con gesti concreti di solidarietà

Nel video e nell’audio con le intenzioni di preghiera per il mese di febbraio - “Per i bambini con malattie incurabili” - Leone XIV prosegue il progetto “Prega con il Papa” e invita tutti all’orazione per i piccoli fragili e sofferenti, così come per le loro famiglie e per quanti li assistono

Vatican News

Ogni anno, circa 400 mila bambini e adolescenti tra zero e 19 anni ricevono una diagnosi di cancro, una malattia che in molti contesti non dispone di una cura semplice ed è una delle principali cause di mortalità nell’infanzia e nell’adolescenza. Inoltre, più di 2,1 miliardi di ragazzi al di sotto dei 20 anni nel mondo sono colpiti da malattie croniche, come il diabete di tipo 1, o da patologie cardiovascolari e respiratorie. A loro e a tutti “i bambini con malattie incurabili” è dedicata l’intenzione di Leone XIV per il mese di febbraio, diffusa attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione.

La compassione del samaritano

La scelta non è casuale: l’11 febbraio, solennità della Beata Vergine Maria di Lourdes, ricorre la Giornata mondiale del malato. L’edizione di quest’anno, la 34ª, ha per tema “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Le celebrazioni principali si terranno a Chiclayo, in Perú, diocesi di cui Robert Francis Prevost è stato dapprima amministratore e poi vescovo.

Per i piccoli sofferenti, le famiglie e i medici

Dunque nell'audio e nel video — che proseguono l’iniziativa “Prega con il Papa” già avviata con Francesco e sono disponibili in italiano, inglese e spagnolo,— Leone XIV invita tutta la Chiesa e le persone di buona volontà a unirsi in preghiera per i piccoli che vivono situazioni di sofferenza e di estrema fragilità, così come per le loro famiglie e per coloro che li assistono.

La tenerezza di Cristo

Il vescovo di Roma recita l’orazione nella chiesa di San Pellegrino in Vaticano. Tra le mani, ha alcuni disegni realizzati dai piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico romano Bambino Gesù.  Al centro della preghiera del Pontefice vi è la tenerezza di Cristo che accoglie i bimbi, riconoscendo nei loro corpi fragili un segno della sua presenza e, nei loro sorrisi, una testimonianza del Regno.

Ti chiediamo, Signore, che non manchi mai loro un’assistenza medica adeguata,
una cura umana e vicina,
e il sostegno di una comunità che accompagna con amore

La dignità di ogni malato

A Dio affida inoltre le famiglie, affinché possano rimanere salde “nella speranza, in mezzo alla stanchezza e all’incertezza”, nonché i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari:

Benedici le mani di medici, infermieri e operatori sanitari,
perché il loro lavoro sia sempre espressione di compassione attiva.
Che il tuo Spirito li illumini in ogni decisione difficile
e conceda loro pazienza e tenerezza per servire con dignità.

“Signore, insegnaci a riconoscere il tuo volto in ogni bambino che soffre — prosegue il Papa —. Che la loro vulnerabilità risvegli in noi la compassione e ci spinga a prenderci cura, accompagnare e amare con gesti concreti di solidarietà”.

La Chiesa sia seme di speranza

Infine, Leone XIV invita tutta la Chiesa a lasciarsi trasformare “dagli stessi sentimenti” del cuore di Cristo:

Rendici una Chiesa che,
animata dai sentimenti del tuo Cuore
e mossa dalla preghiera e dal servizio,
sappia sostenere la fragilità
e, nel mezzo del dolore, sia fonte di consolazione,
seme di speranza e annuncio di vita nuova

La Rete Mondiale di Preghiera per il Papa

Opera pontificia affidata alla Compagnia di Gesù, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa è presente in oltre 90 Paesi e riunisce una comunità spirituale di più di 22 milioni di persone, impegnate a collaborare ogni giorno alla missione di Cristo. “Sapere che milioni di persone in tanti Paesi si uniscono a questa intenzione di preghiera ci riempie di speranza — afferma il sacerdote gesuita Cristóbal Fones, direttore della Rete —. In questo modo ampliamo la solidarietà fatta di persone concrete che, pur non conoscendosi tra loro, accompagnano i bambini, si avvicinano con rispetto alla loro realtà e aiutano a sostenere le loro famiglie”.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

05 febbraio 2026, 15:00