Camerun, il presidente dei vescovi: il Papa messaggero di pace in un Paese difficile
Fabrice Bagendekere, SJ – Città del Vaticano
Non è un periodo facile quello che sta attraversando il Camerun, il Paese africano che Papa Leone XIV visiterà come terza tappa del suo viaggio apostolico di dieci giorni in Africa (13-23 aprile). La crisi post-elettorale, i conflitti separatisti nella regione del Nord-Ovest e gli atti terroristici nell’estremo Nord, provocano sofferenza e grande incertezza in questa zona del mondo. Ma, allo stesso tempo, fanno risaltare la gioia e la speranza di tanti fedeli per l’arrivo del Pontefice dal 15 al 18 aprile a Yaoundé, Bamenda e Douala. Se ne fa portavoce l’arcivescovo Andrew Fuanya Nkéa, pastore di Bamenda e presidente della Conferenza Episcopale del Camerun: “Ci aspettiamo molto da questa visita”, afferma in una intervista con i media vaticani.
Conforto a chi soffre
Per il presule, il Papa arriva in Camerun “prima di tutto come ambasciatore di pace e di riconciliazione”. Lo dimostra l’itinerario scelto: Yaoundé, Douala e Bamenda, appunto, tre grandi città, ma soprattutto tre centri storici del Paese. In particolare a Bamenda, capoluogo della Regione del Nord-Ovest, Papa Leone verrà ad offrire conforto ad una regione che ha sofferto a causa delle atrocità di Boko Haram, come pure per la guerra condotta dai gruppi separatisti nella Regione del Sud-Ovest. Nkea si dice immensamente grato al Papa per questa scelta: “È una grande cosa che il Santo Padre non sia rimasto a casa ad aspettare che la situazione si calmasse, ha deciso di venire anche se la situazione è ancora instabile. Per questo siamo così felici”.
Pastore e uomo di Dio
Dalle elezioni presidenziali del 12 ottobre 2025, il Camerun vive una precaria stabilità politica. Mentre i risultati ufficiali dichiaravano vincitore Paul Biya, il leader dell’opposizione Issa Tchiroma Bakary ha rivendicato la vittoria, denunciando brogli elettorali. In mezzo a queste tensioni post-elettorali, i personaggi politici hanno adottato posizioni divergenti. Le accuse giungono da ogni parte e la minaccia di una escalation di violenza incombe sul Paese. In questo contesto, il Papa giunge come “apostolo della riconciliazione”, sottolinea il vescovo Nkea: “Non viene come politico o semplicemente come capo di Stato, ma prima di tutto come pastore, come uomo di Dio”.
Preparatevi a questo evento attraverso la preghiera
Per garantire un’esperienza positiva, l’arcivescovo invita i suoi connazionali a prepararsi anzitutto spiritualmente: “Pregate affinché il Santo Padre venga e concluda la sua visita in pace e tranquillità”. Il presidente della Conferenza Episcopale camerunese esorta gli uomini e le donne del suo Paese a “considerare la venuta del Santo Padre con una prospettiva positiva, considerandola un atto di Dio a nome del popolo camerunese”. E soprattutto mette in guardia i concittadini da qualsiasi strumentalizzazione politica di questo evento.
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