Cisgiordania, mancano i fondi e il Pam dimezza gli aiuti alimentari
Stefano Leszczynski - Città del Vaticano
Il Programma alimentare mondiale è costretto a dimezzare gli aiuti destinati alla popolazione della Cisgiordania. A imporre la drastica riduzione è la mancanza di fondi, proprio mentre nel territorio palestinese cresce il numero delle persone che non riescono ad avere accesso a un’alimentazione adeguata. Da questo mese, l’agenzia delle Nazioni Unite passerà infatti da 400mila a 200mila beneficiari, lasciando senza un sostegno essenziale altre 200 mila persone tra quelle considerate più vulnerabili. Secondo il Pam, oggi circa 900mila persone in Cisgiordania vivono in condizioni di insicurezza alimentare e il fabbisogno è più che raddoppiato rispetto al 2023. L’aumento delle violenze dei coloni e gli sfollamenti stanno inoltre compromettendo le fonti di reddito di numerose famiglie, aggravando la fame e rendendo ancora più precarie le loro condizioni di vita.
Redditi in calo e prezzi elevati
A descrivere la portata della crisi sono anche i dati dell’ultima analisi trimestrale sulla sicurezza alimentare condotta dall’agenzia dell’Onu. Il 76% delle famiglie della Cisgiordania ha registrato una significativa diminuzione del proprio reddito, mentre i prezzi dei generi alimentari e del carburante restano tra i più elevati del Medio Oriente. Per riuscire a far fronte alle necessità quotidiane, molte famiglie sono costrette a vendere i propri beni e a ridurre sia il numero sia la qualità dei pasti. Il 12% della popolazione presenta livelli insufficienti di consumo alimentare e un terzo delle famiglie non dispone delle risorse economiche necessarie per permettersi una dieta nutriente. A pagare il prezzo più alto della crisi sono soprattutto gli abitanti delle aree rurali e dei governatorati meridionali della Cisgiordania.
L'appello alla comunità internazionale
"Famiglie che un tempo prosperavano e si guadagnavano da vivere grazie alla loro terra oggi non possono più permettersi cibo a sufficienza", denuncia Shaun Hughes, direttore del Pam per la Palestina. Il paradosso, sottolinea, è che proprio nel momento in cui sarebbe necessario ampliare gli interventi, la scarsità di risorse obbliga l’organizzazione a compiere scelte difficili. "Siamo costretti a dare priorità ai più vulnerabili, tagliando l’assistenza ad altri nonostante i bisogni diffusi". Da qui l’appello alla comunità internazionale perché intervenga immediatamente aumentando il proprio sostegno alla popolazione palestinese.
L'emergenza riguarda anche Gaza
Finora il Pam, insieme alle organizzazioni partner, ha sostenuto le famiglie della Cisgiordania attraverso trasferimenti di denaro e voucher, distribuzioni di alimenti, programmi per il sostentamento e servizi nutrizionali. La crisi dei finanziamenti impone ora un arretramento anche su questo fronte. La carenza di risorse sta pesando anche sulle operazioni nella Striscia di Gaza, dove il Programma alimentare mondiale sostiene 1,5 milioni di persone, un milione delle quali riceve ogni mese assistenza alimentare. Già a luglio, il Programma aveva ridotto del 40 per cento il valore dei trasferimenti in denaro destinati a 375 mila persone. Senza nuovi finanziamenti, avverte l’agenzia, ulteriori tagli saranno inevitabili. A rendere ancora più difficile l’intervento umanitario sono le conseguenze delle operazioni militari e i danni subiti dalle strutture utilizzate per la distribuzione degli aiuti.
Servono 386 milioni di dollari
Per evitare un ulteriore ridimensionamento degli interventi, il Pam lancia quindi un nuovo appello ai donatori. Nei sei mesi a partire da settembre 2026 sono necessari altri 386 milioni di dollari per garantire assistenza a circa due milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare tra Gaza e Cisgiordania. Una richiesta urgente, mentre in Cisgiordania la crisi economica sta trasformando anche la disponibilità di alimenti sui mercati in un bene irraggiungibile per una parte crescente della popolazione. Il cibo, ha spiegato Hughes, può anche essere presente nei negozi, ma sempre più famiglie semplicemente non hanno il denaro necessario per acquistarlo.
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