Navi mercantili nello Stretto di Hormuz Navi mercantili nello Stretto di Hormuz 

Medio Oriente, gli Usa prorogano la presenza militare fino al 2027

Nel contesto dello stallo sulle trattative tra Washington e Teheran, il Pentagono ha deciso di mantenere il dispiegamento di soldati nel Golfo fino al prossimo anno. Intanto proseguono gli attacchi iraniani sulle basi statunitensi nella regione, mentre l’Unione europea si unisce in modo ufficiale alla campagna di pressione economica promossa dalla Casa Bianca contro la Repubblica Islamica

Paola Simonetti – Città del Vaticano

“Nessun combattimento su larga scala da tempo”: per la Casa Bianca la tensione con Teheran non si configura più come un conflitto aperto. Ne è convinto il vicepresidente Usa, JD Vance, che vede gli interventi recenti solo come pungolo per tutelare nello Stretto di Hormuz il flusso di petrolio e gas verso i mercati energetici globali. Ma Teheran conta le vittime degli ultimi attacchi statunitensi: almeno 11 i morti e oltre 100 i feriti, mentre continua a colpire le basi degli Usa nel Golfo. Attacchi che, fa sapere Vance, stanno minando la possibilità di nuovi negoziati: “Rinnovate trattative – ha chiarito il vicepresidente statunitense - potranno aprirsi solo se l’Iran smetterà di prendere di mira le navi commerciali” nel varco marittimo.

I piani degli Stati Uniti 

Il Pentagono, intanto, ha deciso di prorogare fino al 2027 il dispiegamento militare nell’area, una decisione che garantirebbe alla Casa Bianca un ampio margine di manovra per i prossimi passi verso l'Iran. Prioritario per ora, secondo il presidente Usa, Donald Trump, pressare economicamente il regime iraniano tanto da spingerlo al collasso, ma soprattutto allo smantellamento del programma nucleare. Alla campagna di sanzioni statunitensi, denominata “Operation Economic Outcast”, ha aderito ufficialmente anche l’Unione europea. A darne l'annuncio è stato il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, attraverso un post diffuso sul proprio profilo X, nel quale ha espresso vivo apprezzamento per la "posizione ferma e tempestiva" assunta dal blocco comunitario.

La posizione di Israele

Nella complessa situazione del conflitto Iran-Usa, si inserisce la visione dell’esecutivo israeliano: “La caduta del potere iraniano è ormai un obiettivo imminente e realizzabile”, ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un video diffuso dal suo ufficio, che lo riprende durante un incontro operativo con i vertici delle autorità di sicurezza. Secondo il premier israeliano, il regime di Teheran si trova in una fase di estrema debolezza e “sta combattendo per la propria sopravvivenza”. Netanyahu ha ribadito la determinazione del governo d'Israele nel neutralizzare definitivamente la minaccia, indicando il rovesciamento del governo iraniano come il traguardo strategico decisivo ancora da raggiungere.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

04 settembre 2026, 08:30