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Una veduta ad ampio raggio dello Stretto di Hormuz Una veduta ad ampio raggio dello Stretto di Hormuz

Usa-Iran, nuova escalation. Raid americani a Larak, la risposta su Emirati e Giordania

A un mese dallo stop degli attacchi, gli Stati Uniti tornano a colpire l’Iran: due le vittime sull’isola di Larak dove l’obiettivo erano piattaforme lanciarazzi. Immediata la risposta di Teheran che sta lanciando missili contro infrastrutture e basi americane in Giordania. Intanto una petroliera ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Non era stato annunciato né previsto, eppure gli Stati Uniti sono tornati nella notte a bombardare l’Iran: prese di mira due piattaforme lanciarazzi utilizzate da Teheran per lanciare ordigni nello Stretto di Hormuz dall’isola di Larak, dove si contano due morti e due feriti.

La risposta di Teheran

Immediata la risposta iraniana, sia nelle parole che nei fatti: una risposta “devastante e dolorosa” ai nuovi attacchi è stata promessa attraverso i social dal presidente della Commissione per la sicurezza nazionale, Ebrahim Azizi, cui è seguito il lancio di droni contro obiettivi e basi statunitensi negli Emirati, ma soprattutto in Giordania, indirizzati ad Aqaba. Praticamente tutti risultano essere stati intercettati. Ha fatto sentire la sua voce anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian: “Non vogliamo la guerra – ha detto – ma risponderemo alle aggressioni in maniera decisa”.

Petroliera a fuoco a Hormuz

Infine una petroliera che stava seguendo una rotta illegale nello Stretto di Hormuz ha urtato due mine e ha preso fuoco.  I pasdaran non hanno identificato la nave né fornito dettagli sull’equipaggio, ma hanno avvertito che qualora altre imbarcazioni dovessero violare le regole di sicurezza iraniane, subirebbero la stessa sorte.

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31 agosto 2026, 08:53