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Martedì 18 agosto alcuni bambini hanno partecipato a un programma di recupero dai traumi presso un rifugio a Maumere, Nusa Tenggara Orientale, in seguito al terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Flores il 15 agosto Martedì 18 agosto alcuni bambini hanno partecipato a un programma di recupero dai traumi presso un rifugio a Maumere, Nusa Tenggara Orientale, in seguito al terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Flores il 15 agosto  (AFP or licensors)

Indonesia, istruzione interrotta per oltre 8.000 bambini dopo il sisma

L'allarme arriva da Save the Children, che richiama l'attenzione sui più piccoli come categoria più vulnerabile. Intanto è salito ad almeno 68 morti e 213 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,7 che sabato ha colpito l’Indonesia, in particolare l’isola di Flores. Quasi 13.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. L'impegno della Caritas in coordinamento con le diocesi locali

Vatican News

È salito ad almeno 68 morti e 213 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,7 che sabato 15 agosto ha colpito l’Indonesia, in particolare l’isola di Flores. Quasi 13.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Proseguono intanto le operazioni di soccorso nelle zone interessate dalle frane e rimaste isolate. Questa mattina una nuova scossa di magnitudo 6,1 è stata registrata al largo dell’isola di Sumatra, a una profondità di 29 chilometri, secondo l’agenzia geofisica indonesiana.


Preoccupa la situazione dei bambini

A preoccupare è soprattutto la situazione dei più piccoli. Secondo Save the Children, oltre 8.000 bambini e adolescenti nella provincia di Nusa Tenggara Orientale devono fare i conti con l’interruzione delle attività scolastiche e con crescenti rischi per la loro sicurezza. Sono più di 900 le abitazioni danneggiate dal terremoto e dalle numerose scosse di assestamento. Come se non bastasse, tra le infrastrutture colpite figurano almeno 87 scuole e 18 centri sanitari. Il sisma si è inoltre abbattuto su comunità già provate dalla siccità legata al fenomeno El Niño e dai rischi vulcanici connessi al monte Lewotobi, aumentando le conseguenze sulla salute, sull’istruzione e sul benessere psicosociale dei minori.

Sfollati rifugiati in una tenda a Maumere, Nusa Tenggara Orientale, il 18 agosto, in seguito al terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Flores il 15 agosto.
Sfollati rifugiati in una tenda a Maumere, Nusa Tenggara Orientale, il 18 agosto, in seguito al terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Flores il 15 agosto.   (AFP or licensors)

"I minori sono i soggetti più a rischio"

Save the Children, insieme all’organizzazione locale CIS Timor, sta valutando i bisogni delle famiglie per avviare gli interventi di risposta. Tra le priorità indicate dall’organizzazione ci sono il ripristino dell’accesso all’istruzione e il sostegno ai mezzi di sussistenza delle famiglie. "I bambini sono tra i soggetti più a rischio", ha sottolineato Fadli Usman, direttore per gli interventi umanitari e la resilienza di Save the Children Indonesia, avvertendo che alla risposta immediata dovranno accompagnarsi interventi di più lungo periodo per contrastare la perdita di apprendimento, la malnutrizione, il lavoro minorile, i matrimoni precoci e gli altri rischi legati alla protezione dei minori.

La mobilitazione di Caritas

Caritas Indonesia ha mobilitato la rete umanitaria della Chiesa cattolica nelle diocesi colpite dal terremoto, coordinandosi in particolare con quelle di Ruteng, Labuan Bajo, Kupang, Maumere ed Ende. Volontari ed équipe diocesane sono già impegnati nell’assistenza alla popolazione e nelle operazioni di evacuazione. Le parrocchie stanno raccogliendo informazioni sui bisogni delle comunità locali. Tra le necessità più urgenti, Caritas segnala acqua potabile, alimenti, alloggi e kit igienici, assistenza sanitaria e sostegno alle persone più vulnerabili, in particolare bambini, anziani, donne incinte e persone con disabilità. L’intervento segue il principio "Una Chiesa, una risposta", con cui, ha spiegato il direttore di Caritas Indonesia, padre Fredy Rante Taruk, diocesi, parrocchie, volontari e strutture ecclesiali vengono mobilitati per "rispondere rapidamente ed efficacemente alla situazione umanitaria" e far arrivare gli aiuti alle comunità colpite.


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18 agosto 2026, 08:36